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Yara, la caccia al Dna passa da tre fratelli

Dal profilo genetico di un trentenne alle le nuove indagini sul Dna di tre fratelli, tra Verdello e Val del Riso. Si cerca un figlio illegittimo che potrebbe portare le indagini ad una svolta.

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Dalla matassa di profili genetici prelevati – oltre 13mila – per le indagini sulla scomparsa di Yara emergono tre piste investigative su cui stanno lavorando gli inquirenti. Una curiosità: si tratta di tre fratelli con lo stesso cognome e simile impronta genetica.

L’ipotesi investigativa prende il via dalla discoteca Sabbie Mobili di Chignolo d’Isola, un locale che si trova a qualche centinaia di metri dal campo dove è stato trovato il cadavere di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 novembre del 2010 da Brembate Sopra e ritrovata senza vita il 26 febbraio 2011.

E’ la primavera di un anno fa quando la polizia effettua un blitz nella discoteca e preleva le liste dei tesserati al club. Si tratta perlopiù di giovani e ragazzi, molti dei quali vengono convocati per il prelievo del dna tramite tampone salivare. Profili genetici passati al setaccio e confrontanti con lo stesso trovato sui leggings e sugli slip di Yara. Dopo mesi di confronti la svolta: il profilo di un trentenne frequentatore della discoteca ha somiglianza con quello trovato sul corpo della vittima. Si deve sottolineare che sono somiglianze e non corrispondenze. Ma da lì partono altre indagini.

La prima riguarda la madre del frequentatore della discoteca, che per una strana coincidenza risulta aver prestato servizio per un certo periodo come collaboratrice domestica a casa Gambirasio. A parte la coincidenza la pista non porta a nulla di rilevante. 

Gli investigatori non si danno per vinti, battono la pista che interessa il padre del frequentatore della discoteca. L’uomo però è deceduto ormai da anni e così si tenta sui due zii del giovane che frequenta la discoteca. Il primo sta a Verdello e il risultato porta a una pista a fondo chiusto. Mentre dal terzo zio – che sta a Gorno – emerge un profilo genetico che presenta somiglianze interessanti con quello trovato sugli indumenti di Yara. Sempre di somiglianze però. L’uomo non è l’assassino e non ha eredi legittimi. Ecco spiegata la ragione dei prelievi rilevati a molte persone a Gorno e in Val del Riso, si punta all’ipotesi dell’esistenza di un figlio maschio illegittimo. L’ipotesi però, per ora, non trova nessuna conferma. 

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