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La Genius di Grassobbio è nelle mani del Signore Anzi della Curia di Bologna

La società di Bergamo fa capo al gruppo Faac lasciato per testamento alla Chiesa di Bologna.

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La Genius Spa di Grassobbio è nelle mani del Signore, o meglio della Curia di Bologna. Non che la Chiesa emiliana abbia fatto acquisti. Semplicemente la società di Grassobbio, una settantina di dipendenti, specializzata nella produzione di automatismi per cancelli – come riporta "Il Giornale di Bergamo" – fa capo al gruppo Faac di Zola Predosa.

E proprio la Faac – che conta mille dipendenti, un fatturato di 214milioni di euro nel 2011 e dodici stabilimenti sparsi per il mondo – è stato lasciato per testamento alla Curia di Bologna. È quanto disposto dal presidente della Faac, Michelangelo Manini, 50 anni deceduto dopo una lunga malattia il 17 marzo scorso. Un gesto che non ha mancato di destare scalpore, perché Manini aveva redatto il proprio testamento nel 1992, vent’anni fa, e da allora non aveva mai rimesso mano alle sue ultime volontà.

Giovedì scorso, quando il notaio ha aperto il testamento in via Altabella a Bologna, ai vertici della Chiesa bolognese è venuto un mezzo coccolone anche perché Manini non era una loro conoscenza, non risultava nemmeno nella lista dei generosi benefattori della diocesi. Per la prima volta nella propria storia l’Arcidiocesi di Bologna ha ricevuto una multinazionale con un fatturato annuo di 214 milioni di euro.

La Faac, fondata da Giuseppe Manini nel 1965 – papà di Michelangelo – deve il proprio successo sull’intuizione del suo creatore di applicare i principi dell’oleodinamica ai cancelli che da allora hanno iniziato ad aprirsi spingendo un pulsante. Stesso principio che è stato applicato, nel 1993, all’automazione dei caselli autostradali con il Telepass. Intanto la Curia bolognese ha già messo nel consiglio di amministrazione un suo rappresentante, l’avvocato Andrea Moschetti, collaboratore dell’economo dell’arcidiocesi. E lunedì si è svolto il primo consiglio d’amministrazione ufficiale della storia ecclesiastica che vede la Curia seduta al tavolo di una multinazionale per decidere il futuro del colosso dei cancelli elettrici con i soci di minoranza francesi di Somfy. Per i dipendenti della Genius Spa si tratta solo di aspettare le nuove strategie della Faac, o meglio del cardinale Carlo Caffara, l’arcivescovo di Bologna.

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Commenti

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  1. Scritto da FRANCY

    Mi sembra palese,che Michelangelo Manini abbia lasciato il suo patrimonio alla chiesa,perkè quando si scopre di aver un male incurabile ,il pensiero che ti rimane è quello di fare un opera buona.I pensieri sono in genere 2. O si lascia a una grossa fondazione di beneficenza o alla chiesa !Così.è in genere il pensiero comune di chi non ha più futuro E sara ricordato da chi crede in DIO per il suo grande altruismo.

  2. Scritto da aldo

    piove sul bagnato

  3. Scritto da mario59

    Le vie del signore sono infinite….ora verranno dotate pure di sistemi di automazione…o meglio, di telepasseden …a tale proposito, per facilitare il viaggio, ricordatevi poi di mettere il telecomando nella bara del caro estinto… a breve anche il cancello del paradiso (quello della pubblicità di un noto caffè) sarà dotato di automazione faac… così finalmente, anche il primo papa, potrà appendere al chiodo una volta per tutte, le pesanti e mitiche chiavi del paradiso, sostituendole con un più comodo e piccolo telecomando, in tal modo potrà aprire e chiudere la porta del paradiso, stando comodamente seduto in poltrona, direi che dopo 2000 anni di onorato servizio, se lo merita.

  4. Scritto da luc

    Un po’ caro il biglietto per il paradiso.