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Ecco i Verbal: suoni psichedelici quasi da rock industriale

Bergamonews dà il via oggi, giorno di uscita del primo disco dei Verbal, a una nuova rubrica: BgBand dedicata ai dischi di cantanti, gruppi, musicisti made in Bergamo. La firma il nostro discomane, Brother Giober che invita gli artisti locali a portare in redazione i nuovi cd.

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Bergamonews dà il via oggi, giorno di uscita del primo disco dei Verbal, a una nuova rubrica musicale: BgBand dedicata ai dischi di cantanti, gruppi, musicisti made in Bergamo. La firma il nostro discomane, Brother Giober che invita gli artisti locali a portare in redazione (via Camozzi 9) i nuovi cd: la promessa è un ascolto attento e una recensione approfondita e di qualità.   

 

ARTISTA: Verbal

TITOLO: Verbal

GIUDIZIO: senza voto (ma poi vi spiego)

Ieri mattina al ritorno da un appuntamento di lavoro mi trovo sulla scrivania un CD targato Verbal, una giovane band orobica di cui ho sentito parlare positivamente. Ovvio che la musica che fanno è molto distante dai miei gusti personali così come dalla mia cultura, così come è altrettanto ovvio che le capacità di analisi del sottoscritto riguardo questa musica non so quanto possano essere attendibili.

Quindi ieri sera mi sono messo al computer, ho piazzato il disco sul “piatto” e mi sono dedicato all’ascolto.

Inizio partendo dalle “cose” più facili. Chi sono? Ecco qua: Marco Parimbelli (chitarra, glock, percussioni), Isaia Invernizzi (chitarra, omnichord), Sebastiano Ruggeri (batteria) e Gregorio Conti (basso), Marco Torriani (tastiere, voci sature, campionatore, tubi, giocattoli e sonagli).

Immagino ascoltando le note del loro disco che siano molto giovani.

Che musica fanno? Qui sta il difficile. Essenzialmente i loro pezzi sono strumentali, la voce quando c’è è campionata (spero si dica così) Una musica dura, a volte cupa, con aperture funk. Non so perché ma il termine che mi viene in mente è “rock industriale” inteso come mezzo per catturare, con le note, i ritmi e i suoni e l’atmosfera della nostra era o per lo meno di quello che era prima dell’attuale disastro economico.

Ma è anche un disco della solitudine, dell’emarginazione, della disperazione , forse un quadro del presente. O forse no. Boh! Meglio lasciar perdere le analisi filosofiche o presunte tali e venire alla musica.

Provo ad individuare alcune influenze: The Cure e i gruppi più dark della new wave tardi anni ’80, i Metallica, i Pink Floyd quelli più psichedelici, i Nine Inch Nails, i Fear Factory, gente tosta, integerrima e intransigente.

La track list: Double D Marvin Kaspar-Hauser Coronado Orwell Benny Hill (Hates Sports) Kobayashi

I brani più belli. Double D Marvin che ha un gran ritmo, con batteria e chitarre in primo piano, basso che pulsa, il tutto, shakerato, dà vita ad un Funk di grande impatto. Un po’ Cure (quelli di Three Imaginary Boys), un po’ Metallica. Bello, decisamente riuscito.

Coronado, psichedelica, sospesa nel vuoto, poche note di chitarra che squarciano il silenzio. I Pink Floyd nel cuore e Blow – up di Michelangelo Antonioni visto mille volte (speriamo).

Kobayashi, più varia delle altre composizioni, costruita geometricamente, mai banale.

Il risultato finale? Per niente scontato, di livello. Si sente che sono capaci di suonare e anche quando la musica diviene caos, un filo logico lo si riesce sempre ad individuare.

Se posso permettermi un consiglio, di un cantante si sente la necessità ma di uno di quelli veri. Il voto non lo do ma la sufficienza è ampiamente superata. Siamo solo alla prima prova discografica e quindi c’è ancora molto da fare e gli spazi di miglioramento ampi. Ma la stoffa c’è, la voglia di sperimentare anche e i riferimenti musicali non pedissequamente riproposti.

Se qualche operatore vuol farli suonare, non abbia timore, non rimarrà deluso.

Chiudo dicendo ad ogni giovane band orobica che se ha voglia di farmi ascoltare i propri sforzi non abbia timore: lasci pure le proprie registrazioni in redazione e sarò ben felice di segnarle.

Brother Giober

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Commenti

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  1. Scritto da Verbal

    Ciao Luca,
    a breve sul nostro sito, http://www.verbalband.com, sarà disponibile uno store online. Altrimenti puoi venire a un nostro concerto (le date le trovi sul sito) e prenderlo al banchetto. Abbiamo anche vinili e magliette. E poi ci conosci di persona :D
    A presto

  2. Scritto da luca

    ma il loro disco dove lo compro ?