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Tnas e Cagliari, una settimana nera Ora sotto col Siena

La settimana negativa, iniziata venerdì con la decisione del Tnas di non fare sconti, si conclude con la sconfitta di Cagliari dove la vera Atalanta è probabilmente rimasta "in continente", per usare un'espressione tipica dell'orgoglioso popolo sardo.

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di Luciano Passirani

La settimana negativa, iniziata venerdì con la decisione del Tnas di non fare sconti e, quindi,di non ridurre la penalizzazione dei nerazzurri, si conclude con la sconfitta di Cagliari dove la vera Atalanta è probabilmente rimasta "in continente", per usare un’espressione tipica dell’orgoglioso popolo sardo.

Sintetico quanto fin troppo chiaro il commento di Stefano Colantuono a fine gara: "Avevamo meno motivazioni degli avversari". E qui non vogliamo entrare nel merito, ma fin dall’inizio si era capito che la vera Atalanta era un’altra, iniziando dalla responsabilità di Consigli sulla punizione di Conti che ha portato in vantaggio la squadra di casa, per poi trovarsi di fronte, soprattutto in avvio di gara, un cagliari molto aggressivo. Così nulla è cambiato nemmeno nella ripresa, con i rossoblù che hanno controllato la gara rendendola più in discesa con il raddoppio di Pinilla, mentre Colantuono tentava di smuovere i suoi con un cambio di modulo e di interpreti che non ha dato alcun risultato, finendo per non convincermi. Difesa a tre con l’ingresso di Lucchini, sostituzione di Cigarini (ci auguriamo di preservarlo per il Siena) e ingresso di Cazzola, con Maxi Moralez trequartista invece che quarto di centrocampo. L’unico risultato confortante è stato che l’argentino, una volta cambiato di posizione, è entrato molto di più nel vivo del gioco, laddove non solo il sottoscritto lo vedrebbe meglio e dove in avvio di campionato aveva messo in difficoltà tutte le difese avversarie.

Continuo, invece, a non capire l’impiego di un pur volenteroso Carrozza nelle vesti di attaccante, rinunciando così a Tiribocchi proprio quando si devono recuperare due gol. In conclusione la sconfitta va accettata perché in linea con la prestazione. Ora, però, è meglio chiarire a tutti che il nostro unico vero pericolo non è il Lecce, sul quale abbiamo un ottimo margine di vantaggio (9+1 se vogliamo essere precisi), ma il sincero e letterale significato del termine "afflittivo" previsto dal codice del diritto sportivo.

Dopo la risposta del Tnas, temo di aver capito che non arriveranno ulteriori sconti, soprattutto dalle decisioni di Palazzi. Così come non ho molti dubbi che arriveremo oltre il terz’ultimo posto, l’importante sarà conservare un ampio margine di punti perché una nuova penalizzazione arriverà quasi certamente e, traducendo il termine "afflittivo" all’Atalanta "verrà tolto qualcosa", ma quel qualcosa "dovrà conferire al trasgressore delle conseguenze negative". In sostanza: o i punti di penalizzazione ci porteranno direttamente in Serie B, il che è quantomeno da escludere se manteniamo questo passo, oppure più facile che l’anno prossimo partiremo con una nuova penalizzazione, più o meno pesante di quella attuale, da annullare, con il vantaggio che l’evoluzione dell’inchiesta non ci lascerà soli, ma in buona compagnia.

Colantuono, se ci sei batti un colpo viste le ultime dichiarazioni ("da qui non mi muovo più"), alle quali si vanno ad aggiungere quelle di Marino: "Resto a Bergamo".

Ora sotto con il Siena, sabato prossimo vigilia di Pasqua, per dimenticare la prestazione di Cagliari e tornare a consolidare un vantaggio tale che ci possa lasciare tranquilli, a prescindere dalle decisioni di Palazzi, mentre Marino, in attesa di firmare il rinnovo, sta già operando per allestire un’Atalanta ancor più competitiva.

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