BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Il brand prima di tutto Bergamo deve uniformare l’immagine della città”

Daniele Desperati, giovane laureando all’istituto europeo di design, ha scelto la sua città come test per un importante esame di grafica. "Mi piacerebbe proporre uno studio su un brand all’amministrazione comunale o provinciale".

Più informazioni su

E’ un’operazione che va molto di moda nelle capitali di mezzo mondo, soprattutto quelle in grande espansione turistica: il brand. Cosa è? Un’immagine, un logo, uno slogan per uniformare tutto ciò che è legato alla città. Dalla pubblicità, a mostre, iniziative, siti internet, bike sharing, trasporto pubblico. L’esempio più calzante è “I Amsterdam”, il gioco di parole e colori che la capitale olandese ha deciso di utilizzare per tutta la promozione della città. Il risultato è una connotazione grafica accattivante e uniforme, garanzia di successo per i turisti e operatori che attraverso l’efficace brand pubblicizzano la loro attività nel mondo.

Perché non crearne uno anche per Bergamo? Daniele Desperati, giovane laureando all’istituto europeo di design, ha scelto la sua città come test per un importante esame di grafica. Dopo attenti studi preparatori ha creato un logo unico per promuovere Bergamo. “Potevo scegliere qualsiasi città in tutto il mondo, come hanno fatto i miei compagni – spiega – però ho deciso di legare il mio progetto a Bergamo e in particolare a Città alta. Ho cercato di lavorare come se il committente fosse l’amministrazione comunale per rendere l’esame più realistico possibile e ho legato il logo a un’organizzazione territoriale a servizio dei cittadini che potesse far scoprire il valore di città alta”. Daniele ha scelto porta san Giacomo. “Il logo è una visione prospettica accentuata della porta, che richiama la visuale dell’occhio umano di molti angoli di città alta. E’ un’immagine caratteristica e molto spendibile. Mi piacerebbe proporre uno studio su un brand all’amministrazione comunale o provinciale. Darebbe un’immagine univoca al territorio: Milano e Roma hanno provato ad investire in questo senso senza grossi risultati. In altre città invece, soprattutto in America, funziona moltissimo”. Il giovane grafico bergamasco frequenta lo Ied grazie a una borsa di studio e ha già le valigie pronte. “Sono tempi duri in Italia. Il lavoro di grafico o designer non è molto riconosciuto. Molti pensano che siamo davanti a un computer a far nulla, è molto più considerato all’estero. Quando sarò laureato la strada è quella di lasciare l’Italia, andare all’estero dove questa professione ha standard più elevati. Però il mio sogno è aprire uno studio in Italia”.

Guarda il progetto

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da brand..iamo

    ma Bergamo è già conosciuta nel mondo, con il nome della squadra di calcio ATALANTA e del suo capitano cittadino onorario…CRISTIANO DONI!!!!

  2. Scritto da insomma...

    Cominciamo col dire che lo IED rilascia diplomi e non lauree (non è una differenza da poco, purtroppo, anche ai fini del difficoltoso inserimento nel mondo del lavoro per un grafico in Italia); a parte questo, secondo me, il progetto è presentato bene. In modo scolasticamente ineccepibile. Però in una parola è brutto: impersonale e datato. Si è scelto un elemento grafico che, senza spiegazione, nessuno bergamasco potrebbe mai collegare alla città di Bergamo. Figuriamoci un forestiero. Per un progetto del genere l’esempio di Amsterdam andrebbe seguito fino in fondo, lavorando più sul nome che sulla grafica. Ovviamente questo è solo un parere.

  3. Scritto da Despe

    Lo scopo del mio progetto è il seguente:
    spingere l’amministrazione e la comunità a valorizzare una magnifica realtà paesaggistica e culturale che oggi si limita ad essere lo sfondo per “la passeggiata della domenica”.

    Credo che la città alta meriti di più, e credo che valorizzare le realtà locali sia l’unico modo che abbiamo per sopravvivere alla famigerata “crisi”

    Questo deve valere in tutti gli ambiti, io ho affrontato il suddetto argomento nell’area che mi compete, cioè l’immagine/comunicazione.

    Grazie a Bergamonews per la disponibilità. :)

  4. Scritto da residente

    il simbolo ideale?
    LA BANCARELLA!!!
    questo, purtroppo, e’ il simbolo di Bergamo!!
    siamo conosciuti SOLO per le bancarelle sul sentierone.

  5. Scritto da edoardo

    MARKETING, ovvero il motivo per cui un prodotto va pagato x% in più del suo valore reale, senza nessun beneficio concreto in più!
    Questi lavoretti sui loghi e sui colori, ripettabilissimi per carità, fintanto che vengono fatti in università per far pratica ok, poi, però le nostre illuminate amministrazioni spendono decine di migliaia di € per il rinnovo dell’immagine coordinata del brand e sul manuale di gestione del logo della comunità montana del basso e medio alto Morla…non è più tempo per la fuffa!

  6. Scritto da brandnaturale

    Secondo me il brand piu’ bello (e gia’ utilizzato in altri ambiti) è quello “naturale” dello skyline di citta’ alta stilizzato. Con tutto il rispetto per quello creato (troppo “moderno” secondo me per pubblicizzare una citta’ che ha nella storia il suo maggiore “appeal”)

    1. Scritto da Giovanni

      Concordo appieno: lo skyline di Città Alta è il miglior logo che si possa usare per pubblicizzare Bergamo.

  7. Scritto da MarcoArlati FLI

    Concordo con Daniele, un marchio vincente è il primo elemento necessario per una strategia di DESTINATION MARKETING, che permetta la creazione di brand equity. Il vero problema di Bergamo è che ci sono troppi marchi, poco efficaci, che spaccano la comunicazione e rendono inefficiente le azioni di marketing messe in atto. Purtroppo la Provincia ha da anni una politica sul turismo molto carente, affidandosi a persone poco competenti in ambito turistico e sviluppando azioni di puro spot propagandistico, senza una reale mission focalizzata alla crescita del settore turistico a Bergamo. Basta guardare il ritardo e i costi del nuovo sito del turismo: inaccettabili!!!

    1. Scritto da Tu vvuo' fa' l'americano

      In effetti, per il destination marketing e per la brand equity ci vuole un winner brand, affiancato da un costante product placement. Anzi, per rendere più evidente la project mission proporrei di tagliare la testa al toro e ribattezzare Bergamo direttamente Uppertown, chiedendone l’annessione al Regno Unito. Get your feet on the floor, mate! Alla faccia dell’identità…

  8. Scritto da Rossovivo

    Va be. Ma finchè stiamo qua a perdere occasioni con l’UNESCo e a sognare impossibili candidature sulla capitale della cultura a cosa volete che serva il Brand?
    Insomma se vengono eletti personaggi che il Brend lo bevono prima di decidere le sorti della città, non ci sarà Brand che tenga o sia utile.

  9. Scritto da Alberto Trussardi

    Un bel lavoro! Non mi dispiace affatto sia per i colori, forma e caratteri scelti, bravo!!