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“Bollette troppo alte, il governo interverrà a breve”

Dopo i rincari record di luce e gas il ministro Corrado Passera rassicura sul fatto che il Governo è già al lavoro sull'energia: «La bolletta per gli italiani è troppo alta», ammette del resto sottolineando la necessità di un «lavoro sia di breve e sia di medio periodo».

Dopo i rincari record di luce e gas il ministro Corrado Passera rassicura sul fatto che il Governo è già al lavoro sull’energia: «La bolletta per gli italiani è troppo alta», ammette del resto sottolineando la necessità di un «lavoro sia di breve e sia di medio periodo», e annuncia per la prossima settimana l’arrivo dei decreti ministeriali sulle rinnovabili. Mentre nel medio periodo, oltre all’impatto delle liberalizzazioni, dice di «pensare a delle riduzioni» tariffarie, grazie allo sfruttamento delle «risorse italiane, giacimenti di gas e petrolio, non ancora sviluppati». «Dopo i tre decreti, la prima cosa che abbiamo preso in mano è il tema dell’energia», rivendica Passera parlando del lavoro del Governo. «C’è il tema del gas con le iniziative prese in sede di liberalizzazioni: il piano è quello di creare un mercato più competitivo» visto che il gas «conta per metà della nostra energia. E poi c’è il tema delle rinnovabili». Qui Passera sottolinea gli «obiettivi europei» ai quali si punta. Ma spiega che bisognerà agire «bene e non come è stato fatto in questi anni in cui sono stati impegnati troppi soldi delle famiglie e delle imprese non nella maniera migliore». Gli incentivi sul fotovoltaico, insomma, saranno ‘ritaratì: «Vogliamo continuare a svilupparlo – spiega Passera – ma qui sono stati impegnati 150 miliardi di soldi delle famiglie per fare un’operazione troppo accelerata a prezzi troppo alti, con incentivi troppo più alti di quelli di altri paesi». Si cambia, insomma. E con «senso di misura e razionalità, come previsto, la settimana prossima usciremo con i decreti ministeriali su questi temi in modo da andare verso un riallineamento degli incentivi a quelli che si pagano negli altri paesi». Sviluppo delle rinnovabili sì, dunque, ma «con particolare interesse per quelle che fanno occupazione in Italia, che fanno filiera tecnologica e imprenditoriale». Dunque più biogas e biomasse e diversi incentivi sul fotovoltaico, «senza arrivare a quelle enormità e accelerazioni che hanno portato ad aumenti in bolletta oggettivamente eccessivi. Erano giusti dal punto di vista del calcolo, ma eccessivi dal punto di vista della sopportabilità per le famiglie». Passera mette comunque le mani avanti sul calo delle bollette: «Prima di tutto – dice -, bisogna evitare che le bollette crescano ulteriormente». I tecnici dei tre ministeri coinvolti, Sviluppo economico, Ambiente e Politiche agricole, sono quindi al lavoro sui decreti attuativi per le fonti diverse dal fotovoltaico e sul decreto, ormai dato per scontato, per un Quinto conto energia, resosi necessario visto che uno degli obiettivi del Quarto conto energia è già stato sostanzialmente raggiunto. Il Quarto conto energia, infatti, varato con un decreto ministeriale nel maggio del 2011, si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio in data successiva al 31 maggio 2011 e fino a tutto il 2016, per un obiettivo di potenza installata a livello nazionale di circa 23 GW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato degli incentivi tra 6 e 7 miliardi di euro l’anno. Attualmente, ha spiegato ieri l’Autorità per l’energia, il costo indicativo cumulato annuo degli incentivi fotovoltaici ha raggiunto proprio i 6 miliardi di euro, per una potenza installata da impianti fotovoltaici intorno a 13 GW.

Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    Sì, ed è proprio un manager, causa di tutto questo, che vorrebbe intervenire. PURTROPPO è un pesce d’aprile, messo in pratica. Meglio mandare a casa managers, tecnici e tutti gli attuali politici……indecenti.

  2. Scritto da algia

    e intanto noi paghiamo…paghiamo…paghiamo