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Testamento biologico A Bergamo ora è possibile Valdesi aprono lo sportello - BergamoNews
Fine vita

Testamento biologico A Bergamo ora è possibile Valdesi aprono lo sportello

L'iniziativa della Chiesa Valdese e della Comunità cristiana evangelica è una rivoluzione culturale e giuridica per la città di Bergamo: "Non è una propaganda all'eutanasia, non è una provocazione, è un servizio che peraltro speriamo apra un dibattito".

A Bergamo apre uno sportello per la raccolta del testamento biologico. L’iniziativa è della Chiesa Valdese e della Comunità cristiana evangelica che mette a disposizione il proprio archivio per depositare la dichiarazione anticipata di volontà sui trattamenti sanitari. L’iniziativa rappresenta una svolta nella storia bergamasca, un cambiamento culturale e giuridico di enorme portata per la città. Anche se Luciano Zappellapresidente del Centro culturale protestante di Bergamo e coordinatore dell’iniziativa ci tiene a precisare che "non è una propaganda all’eutanasia, non vuole essere una provocazione ma intende aprire un dibattito su questo tema".

Lo sportello per la raccolta dei testamenti biologici si rivolge a tutti i cittadini e cittadine di Bergamo e provincia, indipendentemente dalle loro convinzioni e dalle loro confessioni religiose ed è gratuito.

“La nostra iniziativa si inserisce su un percorso già avviato dalla Chiesa Valdese di Milano, che è stata la prima ad aprire uno sportello per il testamento biologico, a cui hanno fatto seguito le comunità di Torino, Roma, Napoli, Palermo, Udine e Trapani – spiega Luciano Zappella –. Bergamo è una comunità medio grande a livello nazionale ed è la seconda in Lombardia per numero di fedeli dopo Milano”.

Nell’ultimo Sinodo della Chiesa valdese nel 2011, l’assemblea in cui si ritrovati tutti i delegati delle diverse chiese e che si svolge a Torre Pelice in provincia di Torino, “è emersa la raccomandazione di aprire degli sportelli per il testamento biologico – afferma Zappella –. Qui a Bergamo peraltro si era già parlato di questo”. Una scelta meditata, ponderata. “Noi non vogliamo svolgere un ruolo di supplenza o vogliamo metterci sul pulpito – ribadisce il coordinatore dell’iniziativa –. Se ci fossero state altre associazioni o il Comune, come sembrava fosse in procinto di fare, avremmo indirizzato lì chi sottoponeva questa richiesta. Siccome però non si è mosso nulla, iniziamo noi, ma vorrei evidenziare che la nostra iniziativa è un’attività laica. E soprattutto non è una provocazione”.

Zappella rimarca questo concetto: “Noi concepiamo questa iniziativa come una testimonianza cristiana che vuol dire anche testimonianza di laicità. Perché per noi essere cristiani ed essere laici è tutt’uno”. La distinzione italiana che vuole da una parte i credenti e dall’altra i laici per la comunità cristiana evangelica non esiste: un credente è un cittadino, senza altre classificazioni. In quest’ottica la comunità evangelica di Bergamo mette a disposizione il suo archivio per conservare in modo scrupoloso i testamenti biologici che i cittadini decidono di redigere. Zappella ci tiene a specificare che “il nostro sportello non offrirà consulenza né tantomeno l’iniziativa vuole porsi come guida spirituale. Abbiamo predisposto sul sito www.protestanti.bergamo.it un modulo che va completato. Una volta redatto il testamento biologico, questo deve essere firmato da almeno due fiduciari, le persone che, in caso di perdita dello stato di coscienza del soggetto, intervengono e decidono se i trattamenti sanitari proposti sono opportuni. In sostanza devono far rispettare la volontà del soggetto”.

Il tema del fine vita è delicatissimo, per questo motivo la Comunità cristiana evangelica evidenzia come “questo sportello non fa propaganda all’eutanasia e non invita ad accorciare la vita”. Nel testamento biologico si esprimono delle indicazioni sui trattamenti sanitari desiderati in caso in cui si fosse più in stato di coscienza. La scelta che ha spinto le Chiese Valdesi e le loro comunità è stata presa per la situazione di stallo della normativa italiana in materia di fine vita. Una situazione alquanto anomala rispetto all’Europa. In Germania, per esempio, già nel 1999 è stato elaborato un documento con indicazioni sul testamento biologico sottoscritto da cattolici e protestanti, un testo che è stato rivisto nel 2003 e nel 2010.

Per spiegare i fini dell’iniziativa la Chiesa Valdese e la Comunità cristiana evangelica di Bergamo promuovono il convegno "Perché il testamento biologico?" in calendario per venerdì 23 marzo alle 18 nella sede della comunità valdese in via Roma 2B a Bergamo. All’incontro interverranno Monica Fabbri, ricercatrice di biologia all’Istituto scientifico San Raffaele di Milano e membro della Commissione di bioetica della Tavola Valdese; Franco Tagliarini, avvocato e già preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo. A moderare il convegno sarà Luciano Zappella, preside del Centro culturale protestante di Bergamo e coordinatore dell’iniziativa. Lo sportello rimarrà aperto nella sede di via Roma 2B un sabato ogni quindici giorni, dalle 16 alle 18, fino alla fine di giugno, poi verrà comunicato un nuovo calendario. 

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