Gurrieri, parla il figlio: "Mio padre, uomo onesto, l'Arma sempre vicina" - BergamoNews
Il carabiniere ucciso

Gurrieri, parla il figlio: “Mio padre, uomo onesto, l’Arma sempre vicina” fotogallery

Mauro Gurrieri era con il papà Giuseppe quando fu ucciso in Città Alta, il 12 marzo del 1979. Era con il papà il giorno dell'omicidio: "Non abbiamo mai chiesto nulla, ma le istituzioni sono state presenti"

Senza clamori e con tutta la semplicità possibile è stato celebrato oggi, 12 marzo, il ricordo di Giuseppe Gurrieri, l’appuntato dei carabinieri ucciso di fronte al figlio Mauro esattamente 33 anni fa, in uno studio medico di Città Alta, da due antagonisti di estrema sinistra.

Una cerimonia silenziosa, quella nella chiesa di San Bartolomeo, in presenza di tutti i più alti rappresentanti delle forze dell’ordine a Bergamo: il colonnello dei carabinieri Roberto Tortorella, il questore Vincenzo Ricciardi, il comandante della Guardia di Finanza, colonnello Giovanni De Roma. Vicino alle rappresentanze istituzionali c’erano i familiari di Gurrieri: il figlio Mauro, che quel giorno vide il papà morire sotto i colpi di pistola, la moglie dell’appuntato, Caterina Selvini, la sorella del carabiniere, Monica Gurrieri.

Mauro Gurrieri, fuori dalla chiesa, ha ricevuto abbracci e strette di mano dagli ex colleghi del padre e dagli alti ufficiali. Ha voluto evitare un ricordo diretto di quel giorno, 12 marzo del 1979. "Preferisco evitare, perchè ho davvero fatto fatica a elaborare quanto accaduto". Poi, in poche parole, ha parlato dell’onestà di suo padre: "Il valore principale che mi ha trasmesso e ha trasmesso a tutta la mia figlia. Per me un valore che è rimasto come guida". La famiglia Gurrieri, in 33 anni, non ha fatto polemiche nè uscite di qualsiasi tipo sui giornali. "Le commemorazioni ci sono sempre state – spiega Mauro -, magari in altre chiese e con altre forme, ma da qualche anno si fanno qui. Da sempre sentiamo vicina l’istituzione dell’Arma: chi entra nei carabinieri non viene mai abbandonato, anche attraverso la memoria. E io ringrazio tutti i carabinieri che ci hanno sempre aiutato, anche standoci vicini. Noi non abbiamo mai chiesto nulla, non è nella nostra indole: abbiam sempre preso e ben accolto quel che veniva dall’Arma e dalle istituzioni".

L’omicidio di Giuseppe Gurrieri avvenne nello studio del dottor Sandro Gualteroni, in Città Alta: un’azione di Enea Guarinoni e Narciso Manenti, che vive da anni in Francia. 

 

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