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Piccole imprese in crisi: fallimenti con più tutele

Entrano in vigore oggi le misure della legge 3 del 2012 che permette alle piccole imprese di fallire senza intaccare il patrimonio personale dell'imprenditore. Angelo Carrara: "Così si tutelano i piccoli".

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Una svolta per le piccole imprese in difficoltà e che sono alcune migliaia in Bergamasca. Da oggi, mercoledì, entra in vigore a livello nazionale la legge sui debiti di micro-imprese e autonomi che permette a circa 5,6 milioni di aziende di poter accedere alla procedura di concordato in caso di sovra indebitamento.

Le micro e piccole imprese – che non saranno in grado di far fronte agli impegni presi – potranno trovare un accordo per ristrutturare il proprio debito se i creditori che rappresentano almeno il 70% dei crediti approveranno il piano. Si eviterà di fatto di aggredire il patrimonio dell’impresa consentendole di proseguire l’attività. La legge n. 3 del 2012 prevede una forma di accordo tra debitore e creditore anche per le imprese al di sotto delle soglie di fallibilità. Si potrà così ristrutturare il debito delle piccole imprese che, alla luce della nuova norma, potranno seguire una disciplina identica a quella del concordato preventivo.

“È una legge che va nella direzione di vedere il fallimento di un’impresa non come doloso o fraudolento, non come una negatività, ma come la possibilità di far ripartire l’attività – commenta Angelo Carrara, presidente dell’associazione artigiani di Bergamo –. Credo che il provvedimento legislativo dimostri una certa elasticità nel risolvere un contenzioso, in questo modo si tutelano i piccoli e si permette di concordare quelle pendenze che, altrimenti, andrebbero a bloccare l’attività d’impresa”.

La nuova procedura, infatti, supera quella situazione di estrema difficoltà in cui le micro e piccole imprese vengono a trovarsi a fronte delle procedure civili ordinarie di riscossione dei crediti che, oltre ad essere lunghe ed onerose per gli stessi creditori, risultano indipendenti fra loro e si assommano in modo frammentario determinando spesso un’aggressione multipla e scoordinata sul patrimonio della piccola impresa e sullo stesso patrimonio personale del piccolo imprenditore con conseguenze economiche irreversibili.

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