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“Il malato deve sapere quanto costa” Sei d’accordo?

Ignazio Marino sul blog del Fatto quotidiano sostiene la scelta della Regione Lombardia per cui ogni paziente, al momento di congedarsi dall’ospedale riceverà il conto: una nota con la somma eventualmente pagata dal paziente e i costi sostenuti dal servizio pubblico.

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La Regione Lombardia ha deliberato che nei prossimi giorni ogni paziente, al momento di congedarsi dall’ospedale riceverà, oltre alla lettera di dimissioni, il conto: una nota a due voci dove saranno registrate separatamente la somma eventualmente pagata dal paziente e i costi sostenuti dal servizio pubblico.

E’ una scelta che non ha mancato di aprire un dibattito, in primo luogo tra i medici. E’ stato osservato che parlare di costi può essere umiliante per il malato e controproducente per il medico che non dovrebbe essere distolto dalla sua missione con questioni finanziarie.

Sono osservazioni non prive di fondamento, eppure occorre avere la serietà di ripetere che quando si parla di salute si parla anche di risorse che non sono, neanche in questo campo, infinite.

Lo sanno bene i medici di famiglia, da anni invitati a evitare prescrizioni inutili e superflue, ed è bene che ne siano consapevoli anche i cittadini. Se la spesa sanitaria va razionalizzata, allora è saggio coinvolgere e responsabilizzare in questo processo proprio gli utenti del servizio sanitario. L’obiettivo non è certo quello di convincerli a non curarsi, o a curarsi di meno, ma quello di ragionare tutti, operatori e utenti, in termini di utilità/inutilità di una prestazione o di un servizio.

Prima ancora di bilanci o di tetti di spesa, il criterio cui fare riferimento deve essere quello dell’appropriatezza della cura e dunque della necessità di un intervento sanitario. A prescindere dai costi, se una prestazione è necessaria, va garantita. Se non lo è, è saggio, se non doveroso, evitarla anche perché sottrae risorse economiche preziose per interventi irrinunciabili.

Nel nostro paese si sprecano fiumi di denaro per i cosiddetti ricoveri inappropriati: in altri paesi il paziente fissa la data dell’operazione con il proprio chirurgo, poi si fa visitare dall’anestesista e dagli altri specialisti e il ricovero avviene solo la mattina del giorno stabilito per l’operazione.

Si ha idea di quanto si risparmia? In Italia, solo in Friuli Venezia Giulia il malato è ospedalizzato la notte prima dell’intervento; nel Lazio i giorni in più precedenti l’intervento sono in media tre, nel Sud in generale diventano 4 o 5, al costo di mille euro al giorno. E questo per 400.000 interventi programmati ogni anno.

Inoltre, potendo scegliere, qual è il malato che opterebbe per stare in una stanza con quattro o cinque letti quando potrebbe stare a casa sua sino al giorno dell’operazione? E quei soldi così sprecati non saranno disponibili per coprire le spese di un esame diagnostico o per ridurre il ticket su di un farmaco.

E’ in questa logica che i cittadini possono essere invitati a partecipare in prima persona a una riflessione sulla spesa sanitaria. In questo modo potranno avere voce in capitolo ed esprimersi sulle scelte di politica sanitaria delle strutture pubbliche. E’ quanto accade in molti paesi occidentali dove si parla di consumer-driven health care e dove gli utenti dei servizi sanitari possono pronunciarsi attraverso appositi comitati.

Potremmo pensare all’istituzione di Comitati consultivi di Controllo, costituiti e gestiti da cittadini appartenenti ad una Asl, che potrebbero esprimersi sulla programmazione sanitaria, suggerire modifiche o miglioramenti nell’individuazione delle priorità nell’uso delle risorse. Sarebbe un significativo passo avanti per una maggiore trasparenza ed efficienza del servizio sanitario. E per una democrazia partecipata.

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Commenti

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  1. Scritto da mario59

    Sono assolutamente contrario…. anzi alla fine diventerebbe un ulteriore spesa.
    O forse bisognerebbe presentare il conto a quei cittadini, che predicano contro il nostro sistema sanitario nazionale.
    Io penso sempre a cosa andrei incontro se avessi bisogno di un intervento delicato, se oltre al problema di salute dovessi preoccuparmi anche di pagare il conto…purtroppo molti dimenticano che andare in ospedale oltre a non essere piacevole, ha dei costi… io non ho bisogno del conto per ricordarmelo, e so anche che tutto questo è una grande ricchezza di tutti i cittadini… che soprattutto, non vorrei mai perdere.

  2. Scritto da Renzo B.(trota)

    Al mio papà non gliene frega niente tanto lui va a curarsi in Svizzera e paga con la carta di credito della Tanzania.Invece gli italiani devono sentirsi in colpa anche perché si ammalano come se i soldi li tirassero fuori berlusconi , la lega e la marcegaglia.Invece li tirano fuori loro e una piccola parte va per loro e gli altri vanno altrove tipo voli aerei istituzionali per affari privati ecc…..Tanto non lo capiscono e continuano a votare per noi.

  3. Scritto da ct

    è incredibile che qualcuno si dichiari contrario. Si parla solo di informare il cittadino di quanto sono costate a tutta la comunità le sue cure, non di fargliele pagare.
    Quando si vedrà il proprio peso economico, magari ci si lamenterà di meno per un’attesa di mezz’ora o per il cibo scadente dell’ospedale..

    1. Scritto da Maria Letizia Mortacci

      E’ un’inutile umiliazione di chi ha già problemi di salute. In linea con le cose sbagliate (le sbagliano proprio tutte) che i politici stanno facendo da diversi anni.Sarebbe più utile un consuntivo che dicesse quanti soldi sono stati tolti dalle tasche dei cittadini per le spese sanitarie,quanti sono stati spesi effettivamente per curare chi è ammalato e quanti per far andare avanti il baraccone comprese le opere di bonifica delle paludi di proprietà della curia per costruirci sopra il nuovo ospedale.Sarebbe anche utile monetizzare il ritardo nell’apertura del nuovo ospedale.

    2. Scritto da tex

      io sono contrario, serve solo per umiliare i pazienti che seguono le cure che prescrivono i medici. allora io voglio fuori dalla porta dei medici quanto fanno spendere ai loro pazienti, non voglio che il medico partecipi a pseudoconvegni in sardegna, voglio che indichi solo il principio attivo e non il farmaco, voglio che se colpevoli di truffe vengano radiati dall’albo, voglio che i farmacisti che hanno truffato vengano radiati e venga ritirata la licenza ecc ecc poi passiamo ai polici ………

  4. Scritto da raoul

    Sono favorevole al modello italiano di Sanità pubblica italiana. Rilevo che, spesso, noi cittadini non siamo sufficientemente consapevoli del valore di questo modello così, in certi casi, siamo indotti a pensare che tutto sia dovuto. Questa soluzione ha il pregio di renderci più consapevoli, sono però perplesso sulle modalità con cui verrà attuata: se vedo una cifra, con che cosa la raffronto ? Specie le persone più anziane potrebbero essere indotte a sentirsi un peso. Tutto sommato però, sono favorevole, perchè ritengo possa essere un primo passo verso la trasparenza della spesa pubblica…

  5. Scritto da l'ignorante

    E io invece lo ritengo non solo corretto, ma utile.
    Tutti pensiamo che quello che fanno gli altri sia facile, costi nulla e ci sia dovuto.
    Il paziente non paga, conosce solo quanto la comunità, di cui fa parte, ha speso per lui.
    Dov’è il problema?
    Per me anche questo è trasparenza.

  6. Scritto da ELLEKAPPA

    SE COME MALATO COSTO O POTREI COSTARE TANTO ALLA COLLETTIVITA’,SI PENSI AD ESEMPIO ALLE PERSONE INVALIDE O NON AUTOSUFFICIENTI E MAGARI NON PIU’ IN GRADO DI INTENDERE E DI VOLERE MA CHE IN VITA AVEVANO ESPRESSO IL DESIDERIO DI UNA MORTE DECENTE, A QUESTO PUNTO A QUESTE PERSONE CHE COSA MANDERANNO ? UN CONTO ASTRONOMICO?COSA CI COSTA UN FORMIGONI &C IN REGIONE ? PROPONGO CHE CHI LO DESIDERA ABBIA ,PER NON GRAVARE SUI COSTI DELLA SANITA’ UNA DOSE DI NEMBUTAL LEGALMENTE SENZA DOVER EMIGRARE IN UN PAESE EXTRACOMUNITARIO,COME LA SVIZZERA,DOVE UNA FINE DIGNITOSA E’ CONCESSA E CREDO CHE ANCHE LA COLLETTIVITA’ E C.L. IN TESTA ,PER UN RISPARMIO A FAVORE DELLA COLLETTIVITA’ DOVREBBE ESSER D’ACCORDO.

  7. Scritto da Cini Roberto

    Non sono d’accordo chi è malato deve impegnarsi a guarire e non pensare a quanto costa la speranza di vivere.Invece potrebbero valorizzare tutto l’impegno di tutte le associazioni di volontariato che operano nella ricerca e nell’assistenza e dare i dati su quello invece di farsi larghi di bocca anche su meriti che sono di anonimi volontari.

  8. Scritto da w l'italia

    bisognerebbe presentare il conto e farlo pagare integralmente a tutti quelli che evadono il fisco; forse sarebbe il modo per convincerli a pagare le tasse

  9. Scritto da mao

    Buonasera,la regione darà alla dimissione del paziente la “fattura”dei costi sostenuti dalla sanità lombarda per curarlo durante il ricovero,ma in ospedale pubblico,o in una casa di cura convenzionata con s.s.n.,e perché un paziente deve sapere quanto costa alla sanità,forse il paziente vorrebbe sapere quale è la cura o procedura migliore per sé,dei costi fuori controllo della sanità dovrebbero essere strigliati gli amministratori che spingono i medici (complici ?)a fare più prestazioni che costano alla collettività esempio procedure di cardiologia?e poi se i cittadini non sanno il valore del drg,che gli frega quanto costano,uno mica sta male perché lo vuole.grazie

  10. Scritto da t@asse dirette e indirette

    Trovo che sia un falso problema. l costi della sanità, in un paese civile, sono a carico della collettività; non così i costi x “servizi alberghieri”. Chiedere ai degenti di pagare i pasti, ad un costo ragionevole (che comunque dovrebbero pagare anche a casa), mi pare cosa sensata. Sbagliato parcheggiare la nonna in ospedale quando si va in ferie, e guadagnarci pure. Sbagliato e anticotituzionale spostare le tasse dalla ricchezza individuale all’IVA. Paghino le banche e i finanzieri, lo dice Tremonti e lo dico io.

  11. Scritto da MAURIZIO

    Se il ricovero inappropriato lo chiede il paziente, è il medico che lo dispone. Dunque, se l’istituzione medica non è in grado di gestire questi sprechi, la colpa è solo dei politici e dei medici con responsabilità politica. E’ poi anche colpa della mancanza di risorse dovuta al generale impoverimento di questo paese fallito. La sanità pubblica è fallita. Vive grazie ai debiti. Intanto erò, i politici spendono 22 miliardi di euro per un buco in una montagna.

  12. Scritto da PIO

    concordo pienamente però vorrei far sapere anche che dopo 30 anni di lavoro percepisco 260€uro di INVALIDITA’ E INVALIDO VERO vorrei sapere ma i miei contributi versati che le ditte dove lavoravo mi trattenevano che fine hanno fatto.
    SICURAMENTE se io avessi lo stipendio che percepisce BELOTTI,BONI,FORMIGONI,ECC,ECC DALLA REGIONE LOMBARDIA non avrei bisogno del servizio pubblico AVREI ALMENO LA DECENZA DI PAGARMELO L’OSPEDALE VISTO QUELLO CHE PERCEPISCONO,MA QUESTO NON SERVE.

    IO PROPORREI LORO SI PRENDONO LA MIA DISTROFIA MUSCOLARE ED IO I LORO PROBLEMI CARI AMINISTRATORI
    IMPEGNATEVI A FARCI VIVERE DIGNITOSAMENTE DANDOCI UN LAVORO PER NON FARCI SENTIRE DEI PARASSITI
    GRAZIE REDAZIONE

  13. Scritto da PIO

    concordo pienamente però vorrei far sapere anche che dopo 30 anni di lavoro percepisco 260€uro di INVALIDITA’ E INVALIDO VERO vorrei sapere ma i miei contributi versati che le ditte dove lavoravo mi trattenevano che fine hanno fatto.
    SICURAMENTE se io avessi lo stipendio che percepisce BELOTTI,BONI,FORMIGONI,ECC,ECC DALLA REGIONE LOMBARDIA non avrei bisogno del servizio pubblico AVREI ALMENO LA DECENZA DI PAGARMELO L’OSPEDALE VISTO QUELLO CHE PERCEPISCONO,MA QUESTO NON SERVE.

    IO PROPORREI LORO SI PRENDONO LA MIA DISTROFIA MUSCOLARE ED IO I LORO PROBLEMI CARI AMINISTRATORI
    IMPEGNATEVI A FARCI VIVERE DIGNITOSAMENTE DANDOCI UN LAVORO PER NON FARCI SENTIRE DEI PARASSITI
    GRAZIE REDAZIONE

  14. Scritto da MAURIZIO

    Sono d’accordo se insieme al conto delle spese mediche si scriverà anche :
    1 il conto di ciascun singolo spreco di denaro nell’ospedale, nei servizi sanitari della Regione e nelle famigerate Asl con, di fianco, nome e cognome dei funzionari pubblici responsabili della procedura o dell’appalto
    2 il conto degli incassi settimanali lordi dei medici del reparto che svolgono attività professionale in presenza di liste di attesa
    3. il conto dello stipendio lordio mensile dello stipendio e di tutte le consulenze pubbliche del primario del reparto
    5. il conto del costo dei rutardi in ogni singola gara d’appalto

  15. Scritto da Gaetano Bresci

    a ‘sto punto, che si invitino i malati cronici al suicidio per non pesare sulla collettività.

  16. Scritto da tex

    una buffonata per cercare di umiliare il malato. che mettano in galera e gli venga impedito di esercitare a tutti quelle migliaia di medici e farmacisti corrotti lucrano sui malati

  17. Scritto da lidia

    sono d’accordissimo, è giusto far sapere al cittadino quanto costano le prestazioni sanitarie, dovrebbe essere anche un modo x paragonare i costi da regione a regione in modo da evitare gli sprechi

    1. Scritto da gigi

      sino ad oggi gli scandali e sprechi sono fatti da medici e farmacisti compiacenti. poi i costi da regione a regione sono noti pertano mi lascia indifferente il costo sanitario

  18. Scritto da Carlo Pezzotta

    Giusto che il cittadino sappia, ma poi per il cittadino è giusto che risponda con la propria nota e cioè il conto di ciò che paga di tasse in un’anno, logicamente esclusi quelli che evadono.