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Gli “omuncoli” di Cuomo alla galleria Marelia

Col suo sguardo paradossale, che pone al centro figure meditative e stranite che sembrano attendere domande a cui non seguiranno risposte, Cuomo cerca il suo “Luogo dove esistere”.

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L’italiano è una lingua straordinaria. Tra gli “ominidi” preistorici e gli “umanoidi” cibernetici c’è spazio per tutta una costellazione di “omini”, “omarini”, “ometti”, “omoni”, “omacci”, “omuncoli”, una multiforme umanità resa possibile dagli accrescitivi, dispregiativi, diminutivi, vezzeggiativi che arricchiscono il nostro vocabolario e insieme la nostra fantasia.

Occorre armarsi dell’intero bagaglio lessicale e immaginifico per entrare in questi giorni alla Galleria Marelia a Bergamo (via Guglielmo d’Alzano 2B) tra le enigmatiche silhouette antropomorfe realizzate interamente in bianconero da Gianni Cuomo.

Si tratta di creature inquietanti ma anche ironiche, a metà strada tra lo scherzo evolutivo e la modificazione alchemica. Cuomo, nativo di Battipaglia ma formatosi artisticamente a Milano, lavora con materiali poveri come carta, cartone, legno, metallo, per dar vita a figure che ci assomigliano ma deformate nei dettagli anatomici e percorse da crittogrammi e codici alfanumerici che rendono la loro identità indecifrabile e aliena.

Ma aliena non per molto sembra prefigurare Cuomo, che affida a questi “omuncoli” la sua denuncia di una società che ci sta velocemente snaturando e biologicamente modificando: “Gli odierni mezzi di comunicazione di massa e i social network sono spaventosi strumenti di veicolazione del comportamento umano: i miei lavori vogliono esprimere questa metamorfosi post-umana, non a caso i personaggi che creo sono innestati di protesi o di arti che stanno già pericolosamente diventando qualcosa d’altro…”.

Col suo sguardo paradossale, che pone al centro figure meditative e stranite che sembrano attendere domande a cui non seguiranno risposte, Cuomo cerca il suo “Luogo dove esistere” – da cui il titolo della mostra. – un luogo di rifugio in cui l’individuo possa ancora trovare una propria dimensione e realizzare un poco di se stesso. Al riparo, almeno in parte, dalle alienazioni del vivere contemporaneo.

La mostra è aperta fino al 15 marzo.

Orari: lunedì-venerdì 14 – 20, sabato 15.30 – 20.

Per info www.galleriamarelia.it . Tel. 0350603115

Stefania Burnelli

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