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Ferruccio Guidotti una vita per l’arte

Lo scultore è morto martedì 28 febbraio a novant’anni nella sua case in Via Calepino a Bergamo. Lascia sessant’anni di lavoro e di amore per la sua terra, di dedizione quotidiana alla scultura e alla pittura.

Se n’è andato un altro grande nome della generazione anni Venti a Bergamo. Ferruccio Guidotti, classe 1921, lascia dietro di sé sessant’anni di lavoro e di amore per la sua terra, di dedizione quotidiana alla scultura e alla pittura. Il suo studio era lo specchio della sua arte, uno spazio gremito di quadri, di bozzetti, di sculture, di medaglie, tutto un mondo di ricerca e di esercizio, di infaticabile applicazione alla materia, in particolare il bronzo. “Più del marmo amo il bronzo – ci aveva spiegato anni fa Guidotti in occasione di una sua grande antologica in città alta – perché è più autentico e perché all’opera compiuta non si arriva per riproduzione e trasposizione dal gesso. Nel bronzo rimangono l’impronta e i graffi dell’artista, insomma la presenza viva dell’artefice”.

Uomo discreto e generoso, che non amava la ribalta delle esposizioni, negli ultimi anni era più dedito alla pittura, in cui si cimentava con un linguaggio personalissimo, fatto di alternanze di pieni e di vuoti in una sorta di scansione musicale dei piani analoga alle sue opere in tridimensione. Non in molti artisti si può trovare una pari coerenza e complementarietà di ispirazione tra pittura e scultura. Riusciva a trattare soggetti sacri come Natività e Annunciazioni o anche profani come studi di figura femminile o coppie di amanti con la medesima tensione ed eleganza sia nel bronzo che su tela.

Numerosi suoi lavori sono ospitati in città e provincia, come i gessi dell’archivio di Sant’Anna, i bassorilievi del Cimitero civico, le Vie Crucis di diverse parrocchie, il monumento agli alpini di Selvino. Sue opere si trovano anche lontano da Bergamo, come la bellissima Annunciazione acquistata dal Museo Nazionale di Assisi o il Buon Pastore conservato presso il Sacred Seminary di Cincinnati, negli Usa. Formatosi tra l’Accademia Carrara e le botteghe di Alessandro Gritti e Costante Coter, Guidotti ha elaborato fin da giovane un proprio alfabeto visivo energico e delicato allo stesso tempo, che lo ha reso inconfondibile: i suoi lavori colpiscono per i tagli netti e vigorosi del segno capaci di ospitare le silhouette più dolci e struggenti, in una sintesi anatomica personalissima e di piacevole efficacia. Resta, nell’ampio corpus di opere pubbliche e private, anche la serie varia e molto apprezzata delle medaglie in bronzo e in argento, come le medaglie –calendario realizzate a conio in tirature limitate per celebrare eventi significativi dell’anno.

La Provincia di Bergamo nel 2006 gli ha assegnato il premio Ulisse alla carriera riconoscendogli il merito di un’arte coerente e rigorosa, portata avanti con passione e amore per tutta una vita. I funerali si terranno giovedì 1° marzo alle 14.30 nella Parrocchiale di Sant’Anna.

Stefania Burnelli

Commenti

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  1. Scritto da Lulù

    Ho un suo splendido dipinto, l’ho sentito qualche mese fa per telefono per chiedergli in che anni aveva soggiornato a Parigi,
    non me l’ha saputo dire, qualcuno può aiutarmi a saperlo?
    Grazie. Lulù

  2. Scritto da lucio

    uno scultore molto stimato per la serietà, l’impegno, la simpatia umana

  3. Scritto da alessia

    una persona gentile come poche, generoso e amante del bello. E poi, un artigiano dell’arte come non ne esistono più