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Dislessia e televisione “Meglio le Iene della Rai”

La sezione di Bergamo dell’Associazione italiana dislessia (Aid) ha notificato due casi televisivi che hanno messo sotto due luci differenti la dislessia e i disturbi specifici dell'apprendimento.

La sezione di Bergamo dell’Associazione italiana dislessia (Aid) ha notificato le preoccupazioni riguardo ad un programma televisivo trasmesso recentemente che ha restituito un’immagine incorretta e svilente sulla dislessia e sui disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), problemi riguardanti il 5% degli studenti italiani e le loro famiglie, i loro insegnanti e l’ambito scolastico in genere.

Il film Tv “A fari spenti nella notte”, andato in onda su Rai 1 il 21 febbraio scorso in prima serata, ha presentato la dislessia come una malattia della quale si può soffrire durante l’infanzia e dalla quale si può guarire indossando particolari lenti colorate. L’associazione ritiene che un servizio pubblico debba rispettare parametri di correttezza e competenza, senza mai venir meno al proprio compito divulgativo ed educativo: accettare di trasmettere una fiction che definisca la dislessia ed i Dsa come una patologia dalla quale si guarisce, diventando ex-dislessici, è inaccettabile dal punto di vista umano prima ancora che da quello prettamente scientifico. La corale indignazione dei dislessici e delle loro famiglie, con le quali l’associazione lavora ogni giorno affiancandole e assistendole sia dal punto di vista normativo che da quello didattico e psicologico, è stata molto forte: numerose le mail, le telefonate ed i fax in cui si richiedevano spiegazioni. L’associazione ritiene che non devono essere accettate e divulgate definizioni altre della dislessia, convinti che una divulgazione competente sia dovere di ogni istituzione o servizio che si rivolga al grande pubblico.

Caso diverso quello interente alla trasmissione di Mediaset “Le Iene” del 23 febbraio, in cui è stata sottolineata l’importanza del diritto riconosciuto dalla Legge 170/2010 che stabilise direttive e strumenti per affrontare le problematiche scolastiche inerenti a studenti con Dsa, che comportano notevoli difficoltà nella letto-scrittura e nel calcolo su basi neurobiologiche. Nella trasmissione di Mediaset è stata rilevata una grossa ingiustizia ai danni di uno studente dislessico delle scuole medie, sottoposto da un’insegnante a flessioni come punizione per la mancata scorrevolezza nella lettura. La risoluzione degli episodi punitivi si è concretizzata nel trasferimento dello studente presso un’altra scuola chiesto dalla famiglia stessa del ragazzino ed ottenuto nonostante la difficoltà legata all’imminenza dell’esame finale, al quale il ragazzino è stato infine ammesso nel nuovo istituto, secondo il protocollo stabilito dalla legislazione sopracitata. E’ anche grazie all’intervento di Aid che si è potuto provvedere ad individuare un istituto scolastico nel quale lo studente dislessico è stato accolto. L’esperienza associativa e l’impegno profuso dai presidenti di sezione territoriali e dai suoi soci, sin dall’anno della sua fondazione (1996) hanno fatto dell’Aid non solo un ente accreditato per la formazione degli insegnanti, ma anche uno strumento in mano a tutti coloro che abbiano il desiderio di far sentire più alta la loro voce nel chiedere quei diritti che sono già di ognuno.

Commenti

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  1. Scritto da maria

    alle due mamme,,per tanti la vita è una fiction, quindi non capisce la differenza ,ma per voi sara una lotta, ora nella scuola, domani nel lavoro non scoraggiatevi e pretendete il meglio per i vostri ragazzi, ce la faranno ,aiutateli nello studio e rendeteli autonomi ,,,qualche idiota lo incontreranno sempre, come quelli che abbiamo incontrato noi..

  2. Scritto da Luca Lazzaretti

    Non ho visto la fiction sulla rai..ma attribuire troppa importanza a queste trasmissioni di evasione è un errore..notoriamente la fiction è fantasia e realtà mescolata e,tra le altre cose,le fiction rai sono abbastanza deludenti..un conto invece se tali notizie venissero divulgate in una trasmissione scentifica…per quanto riguarda le jene,ricordiamoci che hanno sulla coscienza il suicidio di Don Sergio Recanati,del santuario di Caravaggio…a volte,per il famoso indice di ascolto,non ci si preoccupa della vita delle persone..

    1. Scritto da Marica

      non sottovaluterei il potere di una fiction quando c’è ancora gente talmente ignorante da pensare che mia figlia dislessica e dislalica sia paragonabile ad una bimba down …. oppure che ci sia gente che possa pensare che semplicemente la scuola non è per tutti e se “tua figlia non ci arriva non studierà e farà altro nella vita” ….. purtroppo il mondo è fatto più di gente che guarda le fiction che di gente che guarda programmi scientifici ….

  3. Scritto da luigina

    la trasmissione delle iene ha messo in risalto il problema della dislessia .mio figlio 15 anni dislessico dobbiamo combattere tutti i giorni con la scuola .ma finalmente nelle superiori abbiamo trovato professori in gamba . lui fa scuola alberghiera a rieti ed è aiutato tantissimo. quella professoressa che si è permessa di comportarsi cosi’ male sarebbe giusto cacciarla dalla scuola .ciao da rieti