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Scontro duro alla Novem Subito otto ore di sciopero fotogallery

Dopo l'annuncio dell'azienda tedesca di ridurre da 289 a 160 dipendenti nell'impianto bergamasco, le tre assemblee dei lavoratori hanno proclamato 32 ore di sciopero.

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Rabbia, lacrime e molta delusione. E subito uno sciopero di otto ore che terminerà alle 15.30 di venerdì 24 febbraio. La cronaca del giorno dopo l’annuncio di Karl August Kumpf, amministratore delegato della Novem Italia, di un piano di riorganizzazione dello stabilimento di Bagnatica a seguito di un crollo degli ordini ha provocato la rabbia dei dipendenti.

La prima assemblea del mattino si era svolta con ordine, quando nel primo pomeriggio alla secondo assemblea è arrivato l’annuncio che la società avrebbe aperto la procedura di mobilità per fax per 129 lavoratori.

“Ci sono stati momenti anche drammatici, lavoratori che piangevano, urlavano, non dimentichiamoci che ci sono famiglie con il mutuo, le fatiche di poter sfamare una famiglia con uno stipendio – spiega Gabriele Mazzoleni della Filca Cisl –. La Novem aveva già annunciato 110 esuberi nel 2008, poi abbiamo accompagnato una trentina di lavoratori alla pensione e l’azienda aveva assunto altre persone. Oggi ci ritroviamo nella stessa situazione e l’azienda deve ascoltarci per poter trovare una soluzione che sia rispettosa degli accordi presi fino a poco tempo fa”.

In sostanza i sindacati chiedono tre punti: aprire ai contratti di solidarietà, interloquire con il management europeo e la revisione del piano industriale.

Abbiamo fermato gli impianti e il 98% dei 270 lavoratori ha subito aderito a questa prima protesta, in calendario avremo altre 32 ore di sciopero proclamate per far capire all’azienda che non deve comunicare con noi, ma deve ascoltarci – afferma Ivan Comotti della Fillea Cgil –. Poi bloccheremo lo straordinario e la flessibilità”. Dopo la proclamazione dello sciopero le Rsu sono state ricevute dall’amministratore delegato. Intanto in serata è attesa la terza assemblea, dalle 22 alle 22.30, per i lavoratori del terzo turno, quello notturno. Sul tavolo della trattativa si sono 129 posti di lavoro: 90 operai diretti, 18 operai indiretti e 21 impiegati. Una riduzione drastica che porterebbe lo stabilimento dal 289 a 160 dipendenti.

“Abbiamo trattato per otto mesi il premio di produttività fino al dicembre scorso – aggiunge Mazzoleni –. Non si erano evidenziati problemi, anche se sapevamo che la produzione era stata dirottata in Asia e a Detroit, negli Usa, ma avevamo avuto assicurazioni che sarebbero stati sostituiti da altri ordini”.

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Commenti

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  1. Scritto da Pino

    Ma il sindacato degli enti bilaterali, adesso cosa fa?

  2. Scritto da leo cat

    Le assicurazioni dei padroni e dei loro complici sindacali e politici sono carta straccia, cambiano ad ogni stormir di fronde. I miei auguri e la mia solidarietà ma, se non si cambiano i rapporti di forza, se non si rifonda dalle radici il sindacato azienda, se non si costruisce un sindacato di classe, che faccia solo sindacato e non si disperda in 100 altre attività, compresa quella di datore di lavoro, la vedo brutta. Vorrei sbagliarmi ma finchè comandano i finanzieri, x la gente che vive del proprio lavoro non c’è storia. Altro che coesione sociale, coesione sociale con il 10% che controlla il 50% delle risorse? Coesione con chi ti sfrutta e ti spreme come una spugna x poi licenziarti?