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Zanetti, Ubi Banca “Più credito alle imprese? Sì, ma con prudenza”

Dopo l'invito del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, interviene il presidente di Ubi Banca, Emilio Zanetti: "Negli ultimi anni abbiamo assistito al triplicarsi delle sofferenze, occorre prudenza nell'elargire il credito alle imprese, per rispetto dei risparmiatori".

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Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, invita i banchieri di non “asfissiare” le imprese: “ora le banche dovranno dimostrare di saper svolgere bene il loro mestiere”.

“Appunto, svolgere bene il proprio mestiere – risponde Emilio Zanetti, presidente di Ubi Banca –. Il nostro istituto di credito ha sempre aiutato le piccole e medie imprese e continuerà a farlo. Il compito della banca è raccogliere i risparmi e di impiegarli nel fornire credito alle imprese. Non abbiamo mai ridotto il credito alle imprese anche nei momenti più difficili, ma vorrei sottolineare che ad essere aiutate devono essere le imprese che meritano di essere sostenute. Negli ultimi anni, come banca, abbiamo assistito al triplicarsi del livello delle sofferenze. Occorre quindi essere chiari e precisi: svolgere bene il proprio mestiere come banca comprende anche l’aspetto della prudenza”.

A proposito di imprese nella seduta di lunedì 20 febbraio entreranno nel consiglio di amministrazione due rappresentanti del mondo dell’impresa. Come giudica questo passaggio?

“Per rispetto verso tutti i membri del consiglio di amministrazione della banca rimando a dopo la seduta una mia dichiarazione”.

In queste settimane il titolo Ubi Banca ha recuperato a Piazza Affari. Vuol rispondere a chi la accusava per la sua gestione della banca?

Allora come oggi subiamo un andamento generale dell’economia. Anche se c’è una ripresa del titolo, non possiamo essere soddisfatti. Possiamo solamente sperare che le condizioni possano continuare a migliorare e che il mercato apprezzi i nostri sforzi”.

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Commenti

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  1. Scritto da efrem

    x pm

    sei veramente un ipocrita

    1. Scritto da pm

      Mi spiega il motivo per cui sarei ipocrita? Di solito si insulta quando non si può argomentare.
      Lei ritiene che la cdo fosse così interessata ad entrare dove si distribuiscono soldini per poter fare meglio beneficienza o per favorire le imprese a loro associate?
      Anche se è ciellino si sforzi di dare una risposta onesta, ricordi che l’idolatria è peccato.

  2. Scritto da azionista ubbi

    ma l’onorevole JANNONE che fine ha fatto?
    si e’ ritirato o meglio, l’Hanno comprato?

  3. Scritto da banchieri o bancari?

    x pm e libero p..
    sempre a prendere fischi x fiaschi…..
    POVERACCI nel 2012 siamo ancora a ragionare con pregiudizi e luoghi comuni…… siamo a livelli di bar sport!!?

    1. Scritto da pm

      Saranno certamente fischi e fiaschi… allora ci spieghi lei come mai la cdo ci tiene tanto ad allungare le mani ovunque, caro ed educatissimo interlocutore, inece di dispensare inutili giudizi.
      Anche perchè non mi risulta essere un luogo comune che alla cdo piacciono tanto i soldini.

  4. Scritto da pm

    Speriamo che la prudenza si applichi anche, senza distinguo, alle erogazioni verso le imprese associate alla compagnia delle opere, ora che il suo rappresentante è riuscito a entrare nel cda…

  5. Scritto da Fabio

    Perché le banche devono erogare prestiti con maggiore attenzione e noi non possiamo scegliere le banche con maggiore attenzione? Perché la UBI può finanziare progetti lontani e contrari alle scelte del territorio e noi dobbiamo rimanere clienti? Prendere i conti e spostarli in banche che assecondano il territorio anche nelle scelte delle infrastrutture!

  6. Scritto da LISA64

    lasciate entrare le banche estere voi non siete banche
    ma cassette per l’elemosina

  7. Scritto da Libero Professionista

    La crisi delle banche italiane è dovuto anche al fatto che non hanno alcun peso a livello internazionale. Si aggreghino in gruppi bancari più grossi e che ottimizzino le risorse così saranno meno esposte alle speculazioni o agli andamenti di mercato.
    Inoltre gli istituti italiani hanno prestato soldi a imprese e famiglie a fronte di molte garanzie (in Italia non sono mai esistiti i mutui subprime). Le perdite che hanno subito sono dovute all’incapacità e alla voracità di molti funzionari che hanno puntato su strumenti esotici di cui non capivano nulla (confezionati da banche e banchieri veri) oltre che ad anni di sprechi e regali ai dipendenti. I bancari sono un’altra casta italiana.

    1. Scritto da Porfirio

      Per niente daccordo. Facciano diventare più piccoli gli altri per eccesso di posizione dominante . Sono stufo di essere ricattato e vessato da istituti troppo grandi per fallire e che così possono fare ogni porcheria. Facciamo tornare le banche al loro vecchio ruolo , separiamo quello di arpie assatanate che giocano alla roulette.

  8. Scritto da L76BG

    xò intanto per BRE.BE.MI si fa un fido di 500 e passa MILIONI di €.. non dico di dare prestiti e fidi a destra e manca ma ci sono tante ditte, società medio/piccole che da anni, decenni onorano i loro conti.. si poteva sicuramente aiutare di più. visto anche la grande crisi mondiale è opera della borsa, delle banche e della speculazione finanziaria.

  9. Scritto da Schopenhauer

    Sono diminuiti drasticamente i depositi bancari . Ok, ci sono meno soldi in giro , dipendenti, pensionati, cassintegrati disoccupati , aziende in difficoltà MA …… secondo me c’è dell’altro , molto altro. Chi fa del nero, e in italia sappiamo che è tantissimo, adesso ha paura a portarlo in banca per via dei controlli ! D’accordo , c’è la via di Chiasso ma è una via non così facile e sempre più rischiosa . Prima o poi finalmente qualcuno dovrà rassegnarsi a ….. emettere fattura , pagare le tasse o lasciare i soldi nell’azienda !!

    1. Scritto da Keldelformai

      Aih, aih , Monti ha riaperto oggi i negoziati con la Svizzera . Per i diretti interessati sarà meglio cominciare a fare fatture e scontrini …… la festa è finita . Chissà che quest’italia riparta più sana.

  10. Scritto da Stefano

    Che il sistema delle PMI in Italia tenga in piedi da solo la baracca credo sia un’esagerazione. Chiedo, a chi critica le banche per la restrizione dell’accesso al credito, una semplice cosa: se qualcuno vi chiedesse un prestito e voi non aveste la certezza (per essere ottimisti) che questa persona ve lo possa restituire, voi cosa rispondete? Le banche detengono i soldi dei risparmiatori (non sto dicendo che siano immuni da errori, vedi casi dei derivati), quindi io come risparmiatore NON VOGLIO che prestino soldi a chi non è in condizione di poterli restituire. Aggiungo inoltre che una bella fetta di evasione è nelle PMI soprattutto artigiane, ciò ha falsato il mercato negli anni e adesso..?

  11. Scritto da pm

    A costo di banalizzare la questione, continuo a non capire come le banche possano essere in crisi.
    Sintetizzando ciò che fanno, raccolgono (o si fanno prestare) soldi all’1%, e li prestano al 5-10%, dietro garanzia.
    Non sembrerebbe troppo difficile guadagnarci, no? Forse i dirigenti strapagati, gli assunti raccomandati e i finanziamenti agli amici degli amici sono ormai in quantità tale da non essere più sostenibili?

  12. Scritto da MAURIZIO

    Caro Cavaliare del Lavoro Zanetti, Le chiederei di pubblicare sul sito di BgNews tre informazioni : 1. l’ammontare lordo annuale del suo compenso dal 2006 ad oggi; 2. l’ammontare lordo annuale del compenso dei cinque massimi dirigenti della Banca dal 2006 ad oggi; 3. l’eventuale numero di azioni Ubi Banca vendute da Lei e dai cinque massimi dirigenti dal 2006 ad oggi, specificando quando siano avvenute tali vendite. Sicuro che Lei accoglierà con entusiasmo la mia proposta, porgo a Lei ed alla dirigenza della banca i nostri più vivi saluti esprimendole immensa gratitudine per il lavoro che avete fin qui svolto.

    1. Scritto da controcorrente

      L’entusiasmo a cui fa riferimento il sig.Maurizio se non accompagnato dall’intelligenza del sapere porta a misere figure, vale anche per Arianna, usate meglio il Vs. tempo leggendo le relazioni di bilancio delle società quotate che riportano i dati che cercate, Ubi compresa, oppure andate sui siti delle singole società, poi cercate sul listino di borsa il titolo ” intellighenzia”, ma per ora non è quotato e nemmeno comprabile.

      1. Scritto da Arianna

        La ringrazio per i consigli forniti, cercherò di farne buon uso. Forse però le è sfuggito che ora per semplificare la ricerca dei dati da parte dei cittadini, i nostri ministri pubblicano i loro redditi, magari anche i vari dirigenti potrebbero seguirne.. l’ esempio !!!!

      2. Scritto da MAURIZIO

        Usi lei meglio il suo tempo imparando la forma corretta della lingua italiana scritta. Già che c’è impari anche un pò di educazione. Io ho fatto delle domande, se lei hai i dati li esponga. Viceversa stia zitto perchè farebbe una figura migliore.

    2. Scritto da Arianna

      Anche a ma piacerebbe sapere le risposte alle informazioni che ha chiesto al cav. Zanetti… e nel contempo chiederei allo stesso che si concedano prestiti con molta anzi moltissima attenzione perchè i soldi che vengono prestati sono anche dei clienti che tante volte impiegano una vita per accantonarli e con molti sacrifici….grazie

  13. Scritto da mario

    Dopo anni di corretto rapporto con le banche,vedersi ridurre il fido solo perchè non lo si è mai usato, ritengo sia una vergogna.
    Hanno dimenticato che negli ultimi anni abbiamo portato alle banche accolli di mutui per la casa oltre 50 clienti, purtroppo il mercato è fermo e loro cosa fanno riducono i fidi.

  14. Scritto da La verità fa male

    @ARTIGIANO si è vero le banche hanno chiuso i rubinetti; ma tra le cause delle sue disgrazie dimentica la burocrazia demenziale e folle che c’è in Italia (in nessuna nazione europea esiste una burocrazia perversa come quella italiana, ma guarda caso per la burocrazia nessuno dice mai la frase magica “dobbiamo adeguarci ai livelli europei”), un fisco vorace e insaziabile sempre più esoso nelle sue richieste e quella bellissima invenzione sovietica chiamata “studi di settore” che poi nella sua versione più recente la chiamano “redditometro”. In Italia la piccola impresa tiene in piedi da sola la baracca e per ringraziarla viene massacrata di tasse e di adempimenti folli

    1. Scritto da calore

      purtroppo dimentica che in Italia manca il senso civico di Stato ossia se posso non pagare le tasse e fare del nero lo faccio, poi mi lamento dei servizi.Ultimamente la vera spinta all’economia l’ha data la guardia di finanza nei controlli -aumento del 400% degli scontrini fiscali e del 900% in alcuni mercati-.Se TUTTI facessimo il Ns dovere -dal dipendente pubblico e privato al professionista/imprenditore/impresario-capendo che lo STATO siamo noi, non ci sarebbe bisogno della “paura” della GdF.
      In altri paesi con senso civico molto più elevato del nostro, chi non paga le tasse, viene PROCESSATO e PUNITO e i cittadini lo riconoscono come LADRO non come furbo e bravo.

      1. Scritto da MAURIZIO

        E’ lo STATO ITALIANO per primo a non fare il suo dovere di stato dilapidando e, spesso, rubando i soldi che gli vengono affidati. Questo stato non merita i soldi che gli versiamo. Se non ci mettiamo in testa che PRIMA dobbiamo rifondare totalmente la spesa pubblica ed eliminare i partiti politici attuali, non elimineremo MAI l’evasione fiscale. Mai!

  15. Scritto da artigiano

    Noooo nei momenti difficili non hanno chiuso il credito..hanno direttamente buttato la chiave!!!