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Misiani: “No violazioni” Ma sul caso Palermo la polemica continua

Continua a colpi di aggiornamenti Facebook la polemica tutta interna al Partito democratico sul presunto finanziamento della tesoreria nazionale a Rita Borsellino, candidata alle primarie di Palermo.

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Continua a colpi di aggiornamenti Facebook la polemica tutta interna al Partito democratico sul presunto finanziamento della tesoreria nazionale a Rita Borsellino, candidata alle primarie di Palermo. Il bergamasco Antonio Misiani, chiamato in causa sul social network, risponde a una richiesta di chiarimento postata da un iscritto al partito. “Poichè è stato annunciato un esposto alla Commissione nazionale di garanzia, penso sia corretto chiarire tutto in quella sede – spiega -. Con trasparenza, senza polemiche inutili, senza attacchi personali. Questo è lo stile che tento di mantenere. Per quanto mi riguarda, come ho già detto pubblicamente, le cose sono chiare: in questa vicenda non c’è stata alcuna violazione delle regole. A Palermo non c’è nemmeno un manifesto, spot, inserzione pagato dal Pd nazionale”. Mentre Giorgio Gori riconosce di aver sbagliato i toni con cui ha attaccato Misiani via Twitter. L’uomo nuovo dei democratici chiede scusa anche se ribadisce di non sopportare l’ingerenza della dirigenza nazionale sulle consultazioni locali: “Sono contento che i toni del confronto siano tornati ad essere pacati e costruttivi. Mi dispiace che sia montata una polemica che nulla a che vedere con il PD bergamasco, e se in qualche modo ho contribuito a che questo accadesse, seppur involontariamente, offrendo uno spunto alla stampa locale, significa che ho sbagliato anch’io. La polemica riguarda Palermo, e si spiega anche con una lunga sequenza di fatti (le primarie a lungo negate, poi indette e subito congelate, le insopportabili faide all’interno del PD siciliano, la decisione della segreteria nazionale di sostenere fortemente uno dei candidati a scapito degli altri) che hanno sicuramente contribuito a guastare un po’ il clima. Quanto Faraone ha potuto appurare riguardo al finanziamenti assicurati alla Borsellino ha motivato la sua conferenza stampa e qualche accento forse troppo acceso. Però il tema è serio. Le primarie sono infatti uno strumento prezioso, a mio avviso uno dei pochi rimasti alla politica per provare a riannodare un filo di partecipazione con i cittadini, e non si possono maltrattare come è stato fatto negli ultimi mesi. E’ sbagliato che il partito nazionale interferisca nelle consultazioni locali, privilegiando un candidato, e ancora più sbagliato è che al sostegno politico si accompagni quello materiale. Questo non ha niente a che vedere con la qualità dei candidati, questo riguarda le regole. Il tema del finanziamento pubblico è delicato quanto importante, e non è detto che tu ed io la si pensi in modo diverso. Non sono affatto per la politica riservata ai “milionari”, e ne vedo anzi tutti i pericoli. Ricordo però quale fu l’esito del referendum su questo tema e vedo tutti i guasti provocati da una gestione opaca di questi flussi di denaro, a partire da una gravissima disaffezione della gente nei confronti della politica. Il primo punto è dunque il recupero della trasparenza. Le primarie però non c’entrano niente, e a maggior ragione le primarie di un solo candidato. Comunque, per oggi abbiamo scritto anche troppo. Sarò felice, se vorrai presentarci, di conoscere personalmente Antonio Misiani e di tornare a ragionare con te e gli altri amici del PD bergamasco sui temi che riguardano la nostra città. Il lavoro da fare non ci manca”.

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Commenti

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  1. Scritto da misma

    Per Gori. nel pdl. Perché i stalinisti non cambiano, peggio sono i pseudo-cattolici di sinistra.

  2. Scritto da Maverik

    E l’elettorato con chi sta. Con la nomenklatura o con l’outsider?

  3. Scritto da dark

    Ma se ogni tesserato avesse il clamore di Gori che succederebbe?
    Si faccia un po’ di gavetta e poi vediamo se Gori merita. Per ora si è fatto tanti soldi, con Berlusca in particolare. Buon per lui, ma che c’entra con la politica??

  4. Scritto da alberico

    Giorgio Gori dà fastidio perchè mette in forse l’equilibrio del pd bergamasco, creatosi intorno a Misiani, con Carnevali e Gandi ai due lati. Gli ex margherita se ne guardano bene dal disturbare, le due consigliere comunali cattoliche e donne (Sorti Ravasio e Varinelli) si sono dimesse. I liberali (con Valter Grossi) se ne sono andati nell’API. E’ evidente che il PD cittadino ormai era diventato il DS. Benvenuto quindi a Giorgio Gori, se andrà fino in fondo e restituirà il PD ai fondatori ed agli elettori.

  5. Scritto da Alberto Sangalli

    Polemiche inutili che potevano essere evitate con un chiarimento “via telefono”, uno strumento che è forse meno “mass-mediatico”, ma, come in molti altri casi, serve ad evitare incomprensioni. La “credibilità” dei Partiti è da tempo l’argomento del giorno per gettare “sbadatamente” ulteriore benzina sul fuoco. Meditate politici o apprendisti tali, meditate!

  6. Scritto da Seriano

    Gori scrive: “E’ sbagliato che il partito nazionale interferisca nelle consultazioni locali, privilegiando un candidato…”
    E’ talmente VERO, che senza temere smentite e alla faccia della coerenza, lo stesso Gori personaggio di caratura nazionale, interviene con tutto il suo peso in elezioni che sono lontane MILLECINQUECENTOQUATTRO chilometri (rif. Google maps) da casa sua.
    BRAVO GIORGIO, hai avviato il perfetto viatico del politico.
    Anzi no: del POLITICANTE.

  7. Scritto da Giovanni

    Misiani sei troppo scafato per nonavere capito che questo Gori vuole comandare lui a Bergamo…per te e la Carnevalisi oramai si prospetta un pre-pensionamento…

    1. Scritto da paolin

      Peccato che praticamente TUTTO il partito bergamasco, sia in città che in provincia, stia con Misiani e Carnevali e non con Gori. Tranne forse il vicesegretario

      1. Scritto da militante PD

        La stragrande maggioranza del Pd bergamasco non sta ne con Misiani ne con Sanga, e questo è evidentissimo. Il Pd bergamasco non si riconosce nelle correnti personali, infatti Misiani e Sanga sono una parte minoritaria. Credo che Gori avrà lo stesso destino se vuole fare il cavallo di razza di Renzi. A quel punto si devono mettere tutti insieme se vogliono spartirsi la torta, ammesso che ci riescano.