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Chi ha sferrato il pugno? Ancora indagini sull’omicidio del cuoco

Nonostante l'arresto dei tre giovani nomadi, e le testimonianze di almeno due persone che erano all'interno del locale, non è ancora stato possibile individuare con precisione chi ha colpito Marcello Costantini facendolo finire contro un pilastro. E' morto quasi due mesi dopo

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E’ morto dopo quasi due mesi in coma e per i suoi aggressori, che si erano rifiutati di pagare il conto al Millaenya Pub, è ormai automatica l’accusa di omicidio preterintenzionale. Ma nelle indagini sull’omicidio di Marcello Costantini, il cuoco di 54 anni che lavorava nel pub di Entratico ed è morto sabato, manca ancora un tassello fondamentale. Chi, dei tre giovani nomadi italiani che hanno cenato e sono fuggiti dal pub, ha sferrato il pugno a Costantini, facendogli picchiare la testa contro un pilastro del locale? Una ricostruzione non facile, nonostante i testimoni.

I tre aggressori il 30 dicembre avevano cenato nel locale: due fratelli di 25 e 31 anni e un altro giovane di 23 anni, tutti di cittadinanza italiana e residenti nel campo nomadi di via Pascoli, a Trescore. Finita la cena, al momento di pagare il conto, i tre avevano sbeffeggiato il titolare e si erano rifiutati di saldare quanto dovevano. Per sedare una rissa che stava per cominciare era intervenuto anche il cuoco, al quale uno dei tre aveva sferrato un pugno violento. Poi il gravissimo trauma cranico dal quale Marcello Costantini non si è più ripreso. Tutto era accaduto nel giro di poche decine di secondi: per questo motivo anche i due testimoni ascoltati dai carabinieri hanno avuto difficoltà a riconoscere con precisione il singolo aggressore.

Anche i tre nomadi, finiti prima in carcere e poi agli arresti domiciliari, non hanno aiutato su questo punto cruciale gli inquirenti, pur essendosi presentati loro stessi ai carabinieri, con tanto di avvocato, il 16 gennaio, sentendosi piuttosto braccati dai carabinieri.

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