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Prestito ponte a Brebemi Legambiente: “Le banche tradiscono le imprese”

La denuncia di Legambiete dopo il prestito ponte di 546milioni di euro a Brebemi da parte di colossi bancari. "Brebemi è un progetto obsoleto - afferma Balotta di Legambiente - e Banca Intesa è azionista del 40%".

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“Sorprende, in questa fase di stretta creditizia e di crisi di liquidità delle banche, la notizia che Banca Intesa, Ubi banca, UniCredit e Monte dei paschi di Siena abbiano sottoscritto l’accordo per un prestito ponte di 546 milioni di euro a Brebemi – afferma Dario Balotta di Legambiente -. Si tratta di 5.460 potenziali imprese che non hanno avuto soldi oggi perché,forse, tra qualche anno, potranno raggiungere Milano risparmiando 5 minuti di tempo. Nel frattempo però saranno fallite e per questo possono ringraziare le banche e la Brebemi. Con questi soldi si potevano prestare 100 mila euro a testa a 5.460 piccole e medie imprese del territorio lombardo che stanno chiudendo per mancanza di fidi o di prestiti”.
Secondo Balotta: “Le Banche preferiscono invece finanziare, parzialmente perché la parte del leone dovrebbe farla la Cassa Depositi Prestiti , un progetto obsoleto ( 62 km di inutile autostrada da Milano a Brescia) di cui Banca Intesa è anche azionista al 40%, piuttosto che sostenere l’economia reale che si trova in crisi perché è saltata la catena dei pagamenti facendo cosi aumentare i fallimenti e le insolvenze, creando nuovi disoccupati e aumentando la spesa pubblica per la cassa integrazione. Il contratto di finanziamento del “nostrano” Projec financing (il closing finanziario) di Brebemi con un costo sbalorditivo dell’opera di 1,9 milioni (2,4 con gli oneri finanziari e l’IVA) non è ancora stato siglato anche se i lavori son partiti da 30 mesi, che al momento stanno lasciando nel territorio una grande ferita ambientale e una ancora non precisata quantità di rifiuti tossici seppelliti”.

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Commenti

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  1. Scritto da Arturo Giudicatti

    Assolutamente inaccettabilee, l’uso di soldi dei cittadini per scopi privati

    1. Scritto da Pippo

      Ma i cittadini che lavorano in aziende private che fanno, se quest’ultime non hanno risorse in anticipo per pagare gli stipendi?

  2. Scritto da libero

    E’ sotto gli occhi di tutti questo scempio ambientale, ma “per il bene dell’economia” si deve andare avanti… di rifiuti tossici resterà solo un flebile ricordo, tutto verrà ancor più nascosto alla pubblica verità… le aziende sane chiudono mentre questi, che espropriano senza aver ancora pagato diversi legittimi proprietari, vengono aiutati al di fuori di ogni logica. W L’ITAGLIETTA!

  3. Scritto da giobatta

    DALLO STATUTO DI UBI:
    La Società, nel perseguire il vantaggio dei Soci, accorda
    particolare attenzione alla valorizzazione delle risorse del
    territorio dove è presente tramite la rete distributiva
    propria e del Gruppo. In aderenza alle proprie finalità
    istituzionali la Società accorda ai clienti Soci agevolazioni
    in ordine alla fruizione di specifici servizi.

  4. Scritto da DD

    Articolo che impressiona per la sua disarmante verità.
    Credo che non si poteva riassumere meglio di come avete fatto voi l’epilogo di questo “affare” bre.be.mi che in pochi denunciavamo come un pranzetto di tutto rispetto solo per pochi eletti.