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Giovani e lavoro tra precariato e flessibilità

L’Ufficio diocesano per la pastorale sociale propone 4 seminari sul tema "Giovani e lavoro". Il primo "Giovani, lavoro e scelte di vita" è in programma lunedì 20 febbraio alle 18.30 alla Cisl di Bergamo.

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La Chiesa bergamasca, nel contesto attuale di crisi economica ed occupazionale, è da tempo profondamente impegnata a leggere in profondità i cambiamenti che i nostri territori stanno attraversando sia dal punto di vista sociale che economico, al fine di riscoprire il valore del lavoro come luogo di realizzazione dell’umano. L’obiettivo è condividere con la comunità cristiana e civile un nuovo modello di sviluppo, che possa interpretare adeguatamente le esigenze che emergono dalle profonde trasformazioni in atto, prendendo così le distanze da tutto ciò che intende conservare un sistema socialmente "insostenibile", che elude la dimensione profeticamente cristiana di "abitare da credenti" la società che cambia e ci cambia. Le ricadute della crisi economica e finanziaria sui nostri territori e le riflessioni emerse nel corso del recente Convegno ecclesiale promosso dal vescovo Francesco Beschi sul tema "Lavoro e sviluppo umano: il lavoro cambia e ci cambia", ci impongono la consapevolezza di abitare il presente per coglierne i germi di speranza e per promuovere socialità, lavoro e sviluppo umano.

Una sfida che la Chiesa bergamasca intende raccogliere coinvolgendo e interrogando i giovani, primi protagonisti del futuro, ricercando e promuovendo così insieme nuovi modello di sviluppo. Saranno proprio i giovani ad animare in collaborazione con L’Ufficio diocesano per la pastorale sociale un ciclo di 4 seminari sul tema "Giovani e lavoro". Nello specifico nel corso degli incontri si affronteranno i seguenti temi: Lavoro e flessibilità; Welfare e tutele; Nuove tecnologie e ricerca; Territorio e ambiente.

"Giovani, lavoro e scelte di vita": il tema del primo incontro Il primo seminario che è in programma lunedì 20 febbraio, presso la sede Cisl di Bergamo, in via Carnovali 88/A. Precariato, lavoro atipico, flessibilità organizzativa e produttiva, globalizzazione e net-economy sono termini che ricorrono sempre più spesso e producono un crescente senso di insicurezza. La flessibilità, ormai imposta come fenomeno destrutturante, dovrebbe invece tornare ad essere un’opportunità. Le recenti proposte di un contratto di lavoro a protezione crescente per i futuri lavoratori dipendenti sembrano andare in direzioni interessanti, sia da un punto di vista economico che sociale. Ovviamente si tratta di accettare un nuovo sistema di diritti e di doveri. Il seminario vuole essere un’occasione per definire la strada da seguire, affinché il lavoro, anche flessibile divenga un’opportunità per i giovani che vogliono costruire un progetto di vita.

Di seguito il programma del seminario:

18.30 Incontro alla sede Cisl

19.00 Inizio serata e Introduzione al seminario monsignor Maurizio Gervasoni

19.10 Relazione Introduttiva Giulia Rivellini – docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore Milano

19.35 Inizio degli interventi programmati a cura di Giuseppe Guerini – Confcooperative Bergamo; Sara Zinetti – Consigliera di Parità Provinciale; Ferdinando Piccinini – Cisl Bergamo

20.00 Dibattito

20.30 Pausa

21.00 Ripresa dei lavori e discussioni di gruppo

22.30 Considerazioni Conclusive e Fine dei lavori

Il «Manifesto dei giovani per un futuro degno dell’uomo» Ciò che emergerà dalla ricerca, dal confronto e dal dibattito, sarà raccolto in un «Manifesto dei giovani per un futuro degno dell’uomo» da condividere in prima istanza con tre realtà quali: la finanza e il credito, le libere professioni e la politica. Il «Manifesto» raccoglierà interrogativi e proposte per individuare una nuova grammatica del vivere sociale che ispiri i credenti in Cristo a testimoniare il «vangelo del lavoro» e alimentare esperienze di speranza per un futuro degno dell’uomo. Questo percorso si pone in primo luogo come una sfida per la stessa chiesa chiamata a ripensarsi fedele a Cristo e all’uomo trascorsi cinquant’anni dall’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II. Il «Manifesto dei giovani per un futuro degno dell’uomo», completato entro il prossimo autunno, sarà un segno dell’impegno responsabile delle comunità cristiane e di «tutti gli uomini di buona volontà»; ispiratore di un patto intergenerazionale, che ci possa permettere di abitare dignitosamente la «casa comune».

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Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    Invece di fare seminari perchè la Chiesa non si mette con Landini a difendere i lavoratori. Quello è il suo posto naturale e non il posto ipocrita che occupa sempre e che è insulso ed inutile.