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“Giù al Nord”, il segretario aveva interprete del dialetto

Anche il prefetto Camillo Andreana alla presentazione del libro scritto da Francesco Lamberini sulla storia del segretario comunale in servizio per 32 anni. Riuniti tutti i sindaci.

Tutti e sette i sindaci che hanno amministrato Almenno San Bartolomeo dal 1970 ad oggi (oltre al sindaco in carica, Gianbattista Brioschi). Tutti gli ex dipendenti comunali. Il Prefetto di Bergamo, Camillo Andreana. Il segretario generale della Provincia, Umberto Passarello. E il festeggiato, Crescenzo Purcaro, oggi 83enne, il più longevo segretario comunale della provincia di Bergamo, che per 32 anni (oggi un  record impossibile da bissare), ha prestato servizio nello stesso Comune. Un evento unico nella provincia di Bergamo sottolineato dalla presenza del Prefetto, Camillo Andreana, che per la prima volta ha preso parte a una cerimonia che ha come protagonista questo funzionario dello Stato, un tempo inviato nei Comuni direttamente dal Ministero degli Interni e oggi scelto direttamente dai sindaci stessi.

 

L’occasione è stata la presentazione di un libro dal titolo evocativo “Giù al Nord: stalle, dialetto e strade sterrate”, scritto dal giornalista bergamasco Francesco Lamberini, che ha come protagonista il segretario comunale Crescenzo Purcaro.

Le sedute consiliari in una ex stalla.  Due ore di autobus su strade sterrate per raggiungere Bergamo. La necessità di un interprete (in quel caso il sindaco) per capire quello che dicevano i consiglieri comunali (che parlano rigorosamente in dialetto non volutamente stile Lega, come oggi, ma perchè allora era la principale lingua di comunicazione), strade poco illuminate. Questo lo scenario che si trovò davanti agli occhi un giovane funzionario dello Stato che da Ariano Irpino fu mandato dal ministero degli Interni nel "profondo nord" bergamasco, nel 1960.

Questa mattina l’allora giovane funzionario dello Stato, oggi 83enne, ha ripercorso la sua vita professionale.

Proveniente da Ariano Irpino, Crescenzo Purcaro, laureato in giurisprudenza con una tesi con il  professore Giovanni Leone, futuro Capo dello Stato, si imbatte in una realtà diversa da come si immaginava chi proveniva dal Meridione.

"Insieme alle amministrazioni comunali che si sono succedute in 32 anni – oggi racconta -, ho seguito di fatto l’evolversi di un piccolo paese agricolo alle porte della valle Imagna, a paese industriale. Un legame stretto che fu segnato già dai primi anni quando nel 1965, data del matrimonio, una delegazione di bergamaschi guidata dal sindaco di Almenno san Bartolomeo, Stanislao Tironi (che mi fece da testimone), mi accompagnò al sud, al santuario di Montevergine per le mie nozze".

“Il segretario comunale mi chiedeva di fare da interprete nei consigli comunali dove i consigliere spesso si esprimevano in dialetto”, ricorda Battista Bonfanti, ex sindaco. “Il bilancio comunale sfilava sul pallino della calcolatrice meccanica”, aggiunge Gianluigi Fagiani, altro ex primo cittadino. “Le emergenze di un paese bergamasco di 40 anni fa erano l’acqua potabile, le fognature, l’asfaltature delle strade. Si andava a Roma nei ministeri per chiedere finanziamenti da… 4 milioni di lire per riparare un ponte crollato”, aggiunge Bortolo Medolago, sindaco Dc del 1970.

“E’ la prima volta che mi imbatto in una biografia di un segretario comunale – ha detto il prefetto Andreana –  . Credo che sia il momento di rimeditare la condizione giuridica del segretario comunale alla luce delle fondamentali competenze che ad esso fanno capo e che appaiono ancora più importanti nell’attuale contesto storico”: “La vicenda narrata nel libro“ – scrive il prefetto, campano come il protagonista della storia – ci spinge in un tempo remoto. Tipologia particolare di funzionario che ho ben conosciuto nella mia, ormai, lunga esperienza di funzionario dell’Amministrazione dell’Interno, e che ho seguito nella sua evoluzione e, per taluni aspetti, involuzione. Il funzionario di Prefettura ed il segretario comunale erano, direi, obbligati a conoscersi”

Altri ricordi vintage? "Al Comune di Roncola, dove prestai anche servizio negli anni Otttanta, gli uffici erano in un garage e ci demmo da fare per trovar loro più degna collocazione". "Ad Almenno, nel 1962,  a possedere un’auto erano tre persone: un bergamasco, e cioè il sindaco, e due meridionali, il segretario comunale e il medico condotto, Salvatore Di Nardo (siciliano). Ho fatto solo il mio dovere di servitore dello Stato e ho aiutato gli amministratori comunali che si sono succeduti alla guida del Comune a districarsi tra le innumerevole leggi e regolamenti, garantendo l’imparzialità dell’attività amministrativa”.

Commenti

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  1. Scritto da carmela cucca

    hai ragione Aristide l’impegno la professionalità l’amore e la dedizione per il proprio lavoro non interessano nessuno…… perchè divulgare esempi positivi? una vera perdita di tempo!

  2. Scritto da Concetta

    Una storia di emigrazione particolare, che continua anche ai giorni nostri. Figura romantica un tempo, come il medico condotto, oggi costretta a confrontarsi con una realtà politica e sociale diversa, ma non priva di fascino. Una Segretaria Comunale

  3. Scritto da Aristide

    Mi stupisco: possibile che questa interessante iniziativa editoriale non sia stata commentata da nessuno?