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Marchesi a Sarnico: “La cucina è amore” fotogallery

Lo chef Gualtiero Marchesi ha tenuto a battesimo il nuovo istituto alberghiero di Sarnico che aprirà le sue cucine dal prossimo settembre per 54 studenti. Il sindaco Dometti: "Un'opportunità per i giovani".

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"Non ci si può improvvisare cuochi. La cucina è una cosa seria, come tutti i mestieri. E per farla nella maniera giusta bisogna studiare, conoscere la materia in tutte le sue forme". Sono le parole dello chef Gualtiero Marchesi al taglio del nastro del nuovo istituto alberghiero statale quinquennale di Sarnico. La struttura scolastica sarà operativa dall’anno scolastico 2012/2013.

Marchesi ha ribadito l’importanza della formazione in campo enogastronomico: "Bisogna diffidare dai giovani cuochi che si definiscono creativi: come si può sentirsi creativi se non si conosce la cucina a fondo? Bisogna studiare e applicarsi". E proprio sulla formazione ha puntato il Comune di Sarnico d’intesa con la Provincia di Bergamo per riuscire ad aprire questo nuovo importante indirizzo dell’Istituto Serafino Riva che, ad oggi, ha già raccolto oltre 50 adesioni, raggiungendo quindi già due classi piene.

"Dobbiamo ringraziare la Provincia per avere creduto in questo progetto – hanno sostenuto in coro il sindaco di Sarnico Franco Dometti insieme alla vice sindaco Romy Gusmini. Speriamo che questo istituto permetta a tanti giovani di realizzare un sogno: è nostro dovere in qualità di amministratori offrire ai ragazzi del nostro territorio l’opportunità di studiare e prepararsi in un settore, come quello enogastronomico, che nella nostra zona è in continua crescita. Un modo per agevolare le nuove generazioni nella ricerca di un lavoro ma anche un’occasione per noi di promuovere lo sviluppo del Sebino".

"Per la Provincia – ha sottolineato Enrico Zucchi, Assessore all’Istruzione e Formazione della Provincia di Bergamo – è stata una scelta strategica: dopo l’apertura degli istituti di Nembro e di San Pellegrino abbiamo creduto che anche a Sarnico questo tipo di scuola avrebbe potuto fare centro. Per noi, soprattutto in momenti di crisi, è un dovere investire sulle competenze umane e sulla professionalità".

E Marchesi, particolarmente interessato alla presentazione a tal punto da rubare spesso il microfono al moderatore per intervenire, ha voluto dire la sua proprio sull’importanza della formazione in campo culinario: "Innanzitutto bisogna capire che la cucina va intesa come cucina totale: non bisogna solo saper preparare un piatto, è necessario che tutto partecipi a creare un rapporto d’intesa con chi viene nel nostro ristorante. La cucina è importante, ma lo è altrettanto la sala: è infatti il personale di servizio che riesce a instaurare un rapporto con i clienti, l’ospitalità non deve mai essere in secondo piano. Anzi! Ecco perché anche questo aspetto, quello dell’accoglienza e dell’educazione all’accoglienza, deve essere centrale negli istituti di formazione".

E, tirando fuori dalla tasca un bigliettino stropicciato con qualche appunto preso qualche giorno fa a casa con i suoi nipoti musicisti, Marchesi ha voluto costruire un parallelismo tra la cucina e la musica, altra sua grande passione: "I cuochi sono in fondo come i musicisti. Per essere bravi devono riuscire a estrapolare tutto il possibile dal loro prodotto o dal loro strumento. E, per farlo, è necessaria una conoscenza approfondita della materia: della cucina e dei suoi prodotti da un lato e della musica e dei suoi strumenti dall’altro".

In chiusura, a chi gli ha chiesto quali sono i segreti per diventare un cuoco così famoso senza perdere l’entusiasmo di un eterno allievo Marchesi ha risposto deciso: "Di certo la passione e l’intelligenza. Ma non dimentichiamoci dell’amore: senza amore non si fa niente".

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