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“Io, fan di Whitney ricordo la tristezza dell’ultimo concerto”

La cantante statunitente, morta sabato in un albergo di Beverly Hills, nelle parole del giornalista bergamasco Paolo Marabini: "La sua scomparsa è stato un dolore anche per me".

“L’ultimo concerto di Whitney a Milano? Mi ha dato solo tanta tristezza”.

Che l’ultima apparizione italiana della cantante appena scomparsa non fosse stata il massimo dello spettacolo era cosa ben nota (tutti i critici musicali avevano infatti largamente criticato l’uscita della statunitense), ma detta da un fan della Houston la frase fa sicuramente sobbalzare: “Sono sempre stato un grande ammiratore di Whitney – spiega Paolo Marabini, giornalista bergamasco de La Gazzetta dello Sport -, sin dai primi anni ’80, quelli in cui si è consacrata grazie alla sua splendida voce. Nel 1991, con grandissimo rammarico, non sono riuscito a vedermi la sua prima esibizione nel Belpaese, ma anche lì, da quanto letto, le cose non erano andate poi così bene”.

Nel 2010, però, la Houston torna in Italia. Per Marabini, che negli anni ha continuato a seguire la triste storia dalla cantante, è l’occasione per sopperire alla mancanza del ’91: “A quel concerto sono andato carico di aspettative e di curiosità – commenta il giornalista -, non vedevo l’ora di vedere e sentire dal vivo una della artiste che preferivo”.

Ma l’ultima tournée, quella che avrebbe dovuto decretarne la rinascita, fu invece per Whitney Houston uno sgomento percorso a ostacoli. Il leitmotiv di quel giro sfortunato fu: “Houston abbiamo un problema”, come titolò all’epoca il giornale inglese Sun. L’astronave che si stava schiantando era questa ragazza nera che aveva incantato il mondo intero solo vent’anni prima: proprio lei, l’incarnazione delle note alte, celestiale ai tempi d’oro, non ne imbroccava più una.

E per intonare le celeberrime “I will always love you” e “I wanna dance with somebody (who loves me)”, dovevano venirle in soccorso le coriste. “Per me fu un’enorme tristezza vedere quello spettacolo – spiega Marabini -. Sapevo che Whitney non era più quella di una volta, ma almeno mi aspettavo di vedere una cantante”.

Da quella disastrosa tournée è così iniziata la desolante parabola discendente di un’ex artista che non è riuscita a rinascere. Parabola che ha portato la Houston alla morte di sabato: “Diciamo che la notizia della sua scomparsa non è stata un fulmine a ciel sereno per me – commenta Marabini -, anche se perdere una grandissima come Whitney è un grande dolore per chi, come il sottoscritto, ama la musica. Ai giovani che non hanno avuto la fortuna di vederla e sentirla nei suoi anni d’oro posso solo dire di informarsi, di ascoltare ogni sua canzone. Purtroppo la sua immagine è stata macchiata da questo ultimo periodo e da quelle esibizioni che non hanno di certo fatto onore alla sua storia, ma io ricorderò Whitney per la sua eleganza e per la sua stupenda voce”.

Commenti

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  1. Scritto da giggio

    Più che il racconto di un fan sembra quello di un reporter di novella 2000….
    Mi deludi tanto!! Come puoi defininrti un suo fan e pensare di poter vedere la Whitney di 20 anni fa? Poverino!
    Ha lottato come una leonessa sino all’ultimo giorno! Questa volta è caduta e non si è rialzata! Ma non morirà mai!
    P.S. per me invece il suo concerto milanese è stato il più bello ed emozionante della mia vita!
    Rip. Angel Whitney
    by a true fan

  2. Scritto da liala

    mi ricorda la fine di MARYLIN MONROE.
    entrambi arrivate all’apice e distrutte non si sa da chi..
    per me sono state morti provocate…