BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Un collega, un idolo” La Polstrada piange Bosis fotogallery

La storia di Diego Bosis tra le lacrime al dipartimento regionale della Polstrada e al gruppo sportivo “Fiamme Oro”. Fabio Lenzi, 37 anni, pluricampione italiano di Trial, parla di una “persona che insegnava molto, dal punto di vista sportivo e umano”.

Più informazioni su

La voce del vicequestore aggiunto della Polizia stradale lombarda, Federico Baglioni, si spezza, si ferma, quando gli si chiede “come ricorda Diego Bosis?”. Un po’ di secondi di silenzio, poi un ricordo che riguarda la vita di tutti i giorni. “Penso alla sua stretta di mano. Possente, forte, di quelle che servono ai veri trialisti”. Il dirigente della Stradale inizia così a parlare di Diego Bosis, il bergamasco pluricampione di Trial morto nella mattinata del 14 febbraio su un treno per Milano a soli 44 anni, stroncato da un infarto.

Baglioni è vicepresidente del gruppo sportivo Fiamme Oro della polizia, per il settore Motociclismo. “Diego entrò nel gruppo il 17 marzo del 1987, aveva 19 anni. E’ stato il primo trialista del nostro gruppo. Ha portato la passione per il Trial in polizia e l’aveva portata grazie ad un altro nostro mito, Dante Mattioli, ovvero il fondatore delle Fiamme Oro. Mattioli aveva notato il talento di Diego e diceva che appassionava molto anche il pubblico. Decise di aprire la sezione Trial”.

Da poliziotto Diego Bosis iniziò a correre da professionista nelle Fiamme Oro. Nel 2009 lasciò le gare, tornando a curarsi del gruppo sportivo nella sede di Milano. Il solco tracciato dalle sue moto è stato seguito da un altro poliziotto, Fabio Lenzi: 37 anni, Lenzi è stato per ben 16 volte, dal 2003 in poi, campione italiano di Trial, tra titoli outdoor e indoor. “Quando Diego Bosis correva io ero un  bambino e per me era un po’ come un idolo – racconta Lenzi, che ci invia foto di Bosis -. Ho corso con lui e ho vestito la sua stessa maglia: è stata una fortuna. E’ una persona che mi ha insegnato tantissimo, sia dal punto di vista sportivo, sia dal punto di vista umano. Gran parte dei miei successi sono stati merito suo. Lo ricordo come amico più che come collega. Ricordo che quando andavamo alle gare tornava sempre con un pensiero per qualcuno”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Massimo

    Una persona che ha dato tantissimo al mondo del trial ed in particolare ai colori delle Fiamme Oro.Un esempio di serieta’,rettitudine e professionalita’.Un saluto da un tuo collega che ha sempre seguito il tuo cammino sportivo.Grazie per tutto quello che hai lasciato al mondo del motociclismo.

  2. Scritto da alberto calderoli

    se ne è andato un uomo che ha saputo regalare momenti magici in tutto il mondo a tutti gli appassionati di trial, restera’ sempre nel cuore di tutti quelli che l’hanno conosciuto , un riferimento ,
    ciao Diego rip

  3. Scritto da Francesco Dimauro

    Straordinario Campione, Uomo e Amico rimarrà nella storia del Trial e del G.S. Fiamme ORO
    il tuo Collega Carabiniere e Trialista Francesco.

  4. Scritto da ROBERTO R.

    GRANDE DIEGO, IL MONDO DEL TRIAL TI RICODERA’ PER SEMPRE

  5. Scritto da pino.rossi

    Grande DIEGO