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Onorevoli patrimoni: solo 5 bergamaschi su 19 li svelano

Dicono sì alla pubblicazione dei redditi Nunziante Consiglio, Lega; Antonio Di Pietro e Sergio Piffari, Idv; Antonio Misiani, Pd; Savino Pezzotta, Udc.

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C’è qualcosa di pudico nel mostrare la dichiarazione dei redditi da parte dei parlamentari. E i politici bergamaschi non fanno eccezione, anche se la ribalta per loro non sembra un ostacolo. Sono cinque su 19 i parlamentari orobici che hanno concesso la liberatoria per superare l’ostacolo della privacy. Un po’ pochi? No, rispettano la media italiana di 1 su quattro. Solo 224 parlamentari su 945 hanno deciso di mostrare online sul sito di Camera e di Senato i loro patrimoni e i loro redditi. L’operazione trasparenza via Web, promossa dalla deputata radicale Rita Bernardini, non ha trovato molte adesioni. Pochi gli onorevoli e i senatori che hanno sottoscritto la liberatoria per la pubblicazione on line dei redditi. Hanno detto no gli onorevoli: Carolina Lussana, Pierguido Vanalli, Roberto Castelli, Ettore Pirovano ed il senatore Roberto Calderoli della Lega; gli onorevoli Gregorio Fontana, Giorgio Jannone ed i senatori Alessandra Gallone e Valerio Carrara del Pdl; l’onorevole Giovanni Sanga ed il senatore Mauro Ceruti del Pd; e gli onorevoli Ivan Rota e Gabriele Cimadoro dell’Italia dei Valori.

L’on. Nunziante Consiglio, Lega Nord, è uno dei quattro leghisti che a livello nazionale ha accettato di mostrare il proprio patrimonio. Ha dichiarato circa 190mila euro di reddito mentre per quanto riguarda i fabbricati ha l’intera proprietà della casa di abitazione e dello studio tecnico a Cazzano Sant’Andrea oltre ad un appartamento a Casnigo. In comproprietà con la moglie – al 50% – figura una casa a Cazzano Sant’Andrea, mentre con i parenti ha un fabbricato a Montorio Inferiore, in provincia di Avellino. Tra le curiosità che emergono dalla denuncia dei redditi c’è una Mercedes del 2002 e una Fiat Punto, quest’ultima poi venduta per una Fiat Idea.

Avviene così anche per l’on. Savino Pezzotta dell’Udc che, forse perché ex segretario nazionale della Cisl, si è affidato al Caaf del suo sindacato per dichiarare che gli otto immobili di cui è proprietario (alcune solo pertinenze agli alloggi) sono tutti in comproprietà al 50% con la moglie e che il proprio reddito annuale ammonta a poco più di 191mila euro.

Sul fronte del Pd c’è il tesoriere nazionale, l’onorevole Antonio Misiani che non ha remore nel dichiarare 129mila euro all’anno e che ha acquistato da poco – in comproprietà al 50% – un’autorimessa di pertinenza al alloggio (unico fabbricato), anche questo in comproprietà con la moglie.

Per il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, non c’è nessun mistero ad ammettere che nel 2008 possiede sei fabbricati, uno persino a Bruxelles (ma solo al 50%), uno a Curno, e poi a Montenero di Bisaccia in provincia di Campobasso. L’appartamento che ha a Milano è invece di una Srl, Antocri, di cui è proprietario. Tre anni più tardi la situazione patrimoniale cambia, restano 26mila azioni Enel, cessa l’usufrutto dei fabbricati a Bergamo e Milano, non ha più immobili a Curno ma investe in fabbricati e terreni nella sua terra d’origine: il tutto per un reddito dichiarato di circa 190mila euro. Il cognato Gabriele Cimadoro e il compagno di partito Ivan Rota, entrambi in Parlamento per l’Italia dei Valori non seguono il suo esempio.

Sergio Piffari, onorevole originario della Valbondione non teme nulla. Ha moglie e due figli a carico, ha ceduto un fabbricato in Valbondione. Di proprietà ha solamente la prima abitazione, gli altri quattro fabbricati che dichiara sono in comproprietà al 30%, così come gli otto terreni – sempre al 30% – che non danno però nessuna rendita. Alla fine dalla dichiarazione emerge un reddito di 111mila euro l’anno.

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Commenti

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  1. Scritto da Elena

    Non capisco cosa ci sia da nascondere in una dichiarazione dei redditi…………complimenti a Nunzio ………..

  2. Scritto da Camillo

    Persone che sono arrivate dal nulla come l’On. Nunziante c’e’ ne vorrebbero in italia. Persone corrette che non hanno nulla da nascondere.

  3. Scritto da scettico

    han detto NO in 5 della Lega, han detto NO in 4 del Pdl, han detto NO in 2 del Pd, han detto NO in 2 dell’IDV. alle solite???

  4. Scritto da libero

    Bene ! mi pare ora che qualcuno si dimostri “trasparente”. Onore ai leghisti, che siano i primi a fare breccia nel muro di omertà che ha sempre coperto i politici. Bravo Consiglio ! Dai l’esempio !
    Han voglia i Komunisti che campano dichiarando 10-15.000 € di reddito. Poverini…..e il resto??? Fruisco di tutti i beni e servizi delle coop.???

  5. Scritto da silvio

    complimenti onorevoli dis…onorevoli….vergognatevi non avete nemmeno il pudore di mostrare i vostri guadagni, coi nostri soldi…

  6. Scritto da Stefano

    sono da ammirare per la loro trasparenza,io avrei una proposta , con tutti i soldi che anno preso i partiti per il rimborso elettorale perchè non acquistano in bot italiani , come esempio ,visto che sono sempre i nostri soldi. Distinti saluti

  7. Scritto da SAVINO PEZZOTTA

    NON COMPRENDO LO STUPORE SE COME ISCRITTO ALLA CISL HO USUFRUITO DEL SERVIZIO ( OTTIMO) CHE IL MIO SINDACATO OFFRE AGLI ISCRITTI. ANZI RINGRAZIO LA CISL PER IL LAVORO CHE SVOLGE

    1. Scritto da daniela

      Stupore? Di chi? Mi sembra pura cronaca, quella dell’articolo

  8. Scritto da verita'

    Dare a Cesare quel che e’ di Cesare,ho sempre criticato Nunziante Consiglio,ma in questo caso,non posso dire niente.Speriamo sia solo l’inizio di un nuovo comportamento,in questo caso se non altro non ha fatto come il suo collega Ettore Pirovano.

  9. Scritto da ureidacan

    Il Testo Unico degli Enti Locali impone ai consiglieri comunali, provinciali, Sindaci e Presidenti di Provincia di rendere noti i propri redditi. I parlamentari invece non hanno questo obbligo? Comunque almeno procuriamoci quella di Pirovano, che è presidente della Provincia.

    1. Scritto da Gino

      Falso, i comuni inferiori ai 50.000 abitanti, come tutti in prov. Escluso Bg sono esclusi dall’obbligo.