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Locatelli, esposto della Forestale ignorato per tre anni

In un documento acquisito dalla Forestale un consulente di Pierluca Locatelli spiegava: "Non possiamo portare materiale di scavo delle gallerie al cantiere dell'ex faunistico". Quel materiale in Città Alta arrivava lo stesso, la procura di Bergamo si è mossa solo nel 2012.

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Sarà probabilmente la lentezza della giustizia, con magistrati oberati di lavoro che, oltre a dover seguire vicende quotidiane, devono anche approfondire inchieste importanti. Sta di fatto che gli accertamenti al cantiere per il grande parcheggio in via Fara, dove aveva lavorato l’impresa Locatelli di Grumello del Monte, potevano essere disposti dalla procura di Bergamo già nel 2009, non nel 2012 come invece è accaduto poche settimane fa dopo che la procura di Brescia ha aperto il "pentolone" sul gruppo di Grumello e sul presunto smaltimento illecito di rifiuti nei cantieri.

L’indiscrezione, non irrilevante, è che nel 2009 il corpo Forestale dello Stato aveva acquisito un documento, firmato da un consulente di Pierluca Locatelli, nel quale si spiegava che "non era possibile portare in via Fara materiale proveniente dagli scavi di una serie di gallerie". Proprio così: un consulente ingaggiato dal gruppo Locatelli diceva per iscritto di non portare lassù il materiale di recupero, ma il gruppo procedeva lo stesso con il trasporto di migliaia di metri cubi di terra da scavo in via Fara. Nel 2009 la Forestale, incredula di fronte a quel documento, presentò un esposto in procura, mentre a Bergamo impazzava la polemica su quel cantiere, perchè una parete di contenimento era crollata poche settimane prima (esattamente il 30 dicembre 2008).

Quell’esposto è rimasto in un cassetto della procura della Repubblica per tre anni, dall’inizio del 2009 all’inizio del 2012. Ed è servito l’input dell’inchiesta bresciana, affinchè la procura si decidesse a riprendere in mano quell’atto e a chiedere alla Forestale di tornare in Città Alta per una vera e propria indagine. Il 23 gennaio 2012, infatti, la Forestale, su delega della procura della procura, ha spedito alcuni tecnici dell’Arpa ad eseguire carotaggi in via Fara. I risultati devono ancora essere resi noti. Ma resta un fatto: materiale di scarto proveniente da una serie di cantieri nell’Isola bergamasca arrivava in via Fara nonostante il parere contrario di un consulente ambientale. Circa 25 mila metri cubi di materiale di scavo. Del caso si occupa ora il pubblico ministero Franco Bettini.

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