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Ex Indesit: tutto fermo Fim Cisl chiama la Regione

Il segretario della Fim-Cisl Ferdinando Uliano chiede alle istituzioni di spiegare il mancato decollo produttivo dell'ex Indesit e di rispettare gli impegni assunti nell'accordo di programma.

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Alla chiusura dell’Indesit di Brembate c’erano state assicurazioni: il sito produttivo non sarebbe stato abbandonato. Nonostante le rassicurazioni a distanza di mesi sembra invece che l’ex polo produttivo della Indesit sia sempre più lasciato all’amaro destino di un deserto industriale. E così la Fim Cisl di Bergamo denuncia lo stato di “abbandono” della reindustrializzazione del sito ex Indesit a Brembate.

“Chiederemo all’assessore regionale di convocare immediatamente il tavolo regionale – dichiara Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim Cils di Bergamo -. I ritardi che si stanno accumulando stanno mettendo a rischio il percorso di reindustrializzazione e di riassorbimento occupazionale dei dipendenti Indesit dello stabilimento, chiuso ormai da quasi un anno”.

Il piano di reindustrializzazione prevede un assorbimento di circa 50 dipendenti Indesit entro il 1 semestre 2013, con la possibilità in futuro di arrivare ad assorbire ulteriori unità in funzione dello sviluppo futuro dell’azienda. Nell’incontro del 16 dicembre, sollecitato dalle organizzazioni sindacali, dopo aver riscontrato le problematiche che impedivano l’inizio attività programmato per il 1 gennaio, si definiva la tempistica di tutti gli adempimenti necessari a consentire la partenza entro il 31 gennaio.

“Ad oggi – continua Uliano – siamo a conoscenza che permangono ancora delle difficoltà. Gli impegni che Regione, Provincia, Comune e altri enti istituzionali si erano presi erano chiari e precisi: prevedevano entro fine 2011 un intesa tra istituzioni e soggetti imprenditoriali, e la partenza della produzione nel sito di Brembate entro gennaio. Ad oggi invece ci risulta che Effegi Pallets ha installato nello stabilimento di Brembate dei nuovi macchinari, che però non possono iniziare a produrre. Alle istituzioni non solo chiediamo di spiegare i motivi di questo impedimento, ma soprattutto riteniamo che sia indispensabile adempiere agli impegni assunti, mettendo in campo tutti gli strumenti utili a rimuovere gli ostacoli che stanno bloccando il processo di reindustrializzazione dell’area. Se tutto questo non avverrà in tempi brevi, noi siamo pronti a mobilitarci e a mettere in campo tutte le nostre forze.”

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