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“Ora basta vivere di rendita di Berlusconi”

Congresso Pdl: Enrico Piccinelli è il candidato dell'ala cosiddetta “laica”. Per molti è il favorito nella sfida con Angelo Capelli, capofila della corrente formigoniana. In politica però tutto può accadere.

Enrico Piccinelli è il candidato dell’ala cosiddetta “laica”. Per molti è il favorito nella sfida con Angelo Capelli, capofila della corrente formigoniana. In politica però tutto può accadere. Soprattutto al primo congresso di un partito come il Pdl, nato da poco tempo e nel bel mezzo di una fase di profondo cambiamento a cominciare dai vertici.

Manca meno di un giorno al congresso. Non è un novellino di questi appuntamenti. Come si sta preparando? “Sono sereno, stiamo lavorando per la buona riuscita del congresso. Una volta presentata la lista ora siamo nella fase in cui dobbiamo coinvolgere le persone”.

Si parla molo della sfida, i contenuti di tutte e due le proposte sono forse in secondo piano. Quale è il pilastro del vostro programma? "Non ce n’è un solo punto su cui puntiamo. Ci basiamo essenzialmente sulle indicazioni di Angelino Alfano: vogliamo essere il partito degli onesti, che punta sui giovani. L’esempio più lampante è l’assenza di listini bloccati. Vogliamo valorizzare gli amministratori ed essere coerenti fino in fondo con gli impegni che prendiamo nei confronti dei nostri sostenitori e degli elettori”.

I partiti parlano sempre più spesso di territorio, radicamento. Per il Pdl finora invece si è guardato più al vertice che alla base. “Il radicamento è un obbiettivo che si ripete nel tempo e spesso si abbandona in modo distratto. Penso che sia irrinunciabile. Prima ci si basava molto sulla capacità di attirare consensi di Silvio Berlusconi. Ora dobbiamo smettere di vivere di rendita di Berlusconi. Il partito deve essere molto organizzato per raccogliere consensi e valori.

Cosa teme di Angelo Capelli? “Non è una disputa. Se temessi qualcosa di Capelli non sarei nello stesso partito. E allo stesso tempo lui non deve temere nulla da me. Certo, è un po’ più giovane, ma poco (ride)”.

A quali condizioni lei sosterrebbe un congresso unitario? “Non ci sono più le condizioni. Si può però lavorare insieme e collaborare”.

Le frange più “calde” di entrambi gli schieramenti minacciano epurazioni dei perdenti. Sono solo chiacchiere da bar? “Non fa onore a chi sostiene questo concetto. In nessuno partito, a maggior ragione nel Popolo della Libertà dove ognuno può esprimere la propria idea senza problemi. Vincere e pensare che l’altra parte venga esclusa da qualsiasi tipo di coinvolgimento fa male al partito e alle persone che rappresentiamo”.

Se lei vincesse lascerebbe una porta aperta agli sconfitti? “L’ho già detto: chiederei a Capelli di venire a fare il vice coordinatore aggiunto. Le porte sono aperte”.

Che importanza hanno i giovani nella sua corrente? “Noi abbiamo sempre detto che puntiamo su di loro. Se però poi non li candidiamo manchiamo di coerenza. Noi l’abbiamo fatto. La lista è un buon mix di persone di esperienza e giovani”.

Come vede il rapporto con la Lega? Si può parlare ancora di alleanza? “Sono un assessore della Giunta Pirovano e da sempre sostenitore dell’alleanza con la Lega Nord. Certo, poi per fare un matrimonio bisogna essere in due. Le dirò, spesso alle amministrative ci siamo presentati contro il Carroccio e abbiamo vinto comunque. Non ho certo paura di questa prospettiva. Penso però che andare divisi sia sbagliato, perché c’è il rischio di perdere. Il centrosinistra non aspetta altro. Quindi la Lega ci pensi bene prima di prendere una decisione così importante”.

Commenti

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  1. Scritto da Diogene

    Uomo, dove sei?

  2. Scritto da il gipeto

    Bella forza dire ” Ora basta vivere di rendita di berlsconi”, quale rendita avrà mai ora Berlusconi è solo un debito, chi se lo fila più ?

  3. Scritto da pm

    Effettivamente… posso capire i capoccia che qualcosa, seppur buffo, lo devono pure dichiarare.
    Quello che mi sfugge sono le motivazioni dei militanti che, immagino in buona fede, danno credito a chi ci ha resi ridicoli di fronte a tutto il mondo, e ci ha praticamente portati al fallimento.
    Misteri della psiche umana…

  4. Scritto da Giuseppe

    L’ing. Piccinelli costituisce la facciata bergamasca di uno schieramento sostanzialmente meridionalistico (il berlusconismo nella sua peggiore versione), l’avv, Capelli, la declinazione non compromessa delle più discutibile, a dir poco, “ispirazione cristiana in politica” che possa immaginarsi, quella della Compagnia delle Opere. Scelta non facile, comunque problematica, per la ridotta pidiellina bergamasca, che dovrebbe forse chiedersi se le strutture partitiche, certamente tutte marce, possano meritare attualmente fiducia alcuna, e con loro, le persone che le rappresentano o si candidano a rappresentarle.

  5. Scritto da cisonoocifanno

    Pensavo di leggere qualcosa di “interessante”… ma arrivato a questa affermazione di Angelino Alfano: “vogliamo essere il partito degli onesti, che punta sui giovani” il riso ha preso il sopravvento visto che hanno in parlamento tantissimi vecchi dimostratisi inclini alla disonestà come modus operandi. E poi ho letto che ci sara’ la candidatura nel PDL alle prox elezioni del “giovanissimo” ed “onestissimo” Emilio Fede… come premessa non e’ per niente male. Le mie previsioni? Morto Berlusconi si azzaneranno tra loro per accaparrarsi la loro fetta di prebende e potere…. peccato che i cittadini che li pagano e pagano profumatamente non siano mai presi in considerazione dalla classe politic