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“Congresso unitario? Sarebbe uno schiaffo”

Congresso Pdl: Angelo Capelli, faccia e nome sono nuovi nel panorama del centrodestra bergamasco. E' pronto a iniziare un percorso di partecipazione che nel Pdl è una novità.

Angelo Capelli: faccia e nome sono nuovi nel panorama del centrodestra bergamasco. Sindaco di Ponte Nossa, quindi conoscitore delle difficoltà che sta affrontando il paese nella gestione della cosa pubblica. E’ pronto a iniziare un percorso di partecipazione che nel Pdl è una novità.

Capelli, il congresso si avvicina. Quale clima si respira? “Stiamo supportando e consolidando il lavoro fatto negli ultimi mesi. Forse siamo nella fase più banale, cioè quella di riuscire ad avere un consenso ampio”.

Cosa le riferiscono le sue “sentinelle” sul territorio? Sarà una sfida aperta? “C’è molto entusiasmo perché la candidatura è oggettivamente nuova come modalità. Nuovo il nome, nuovo il metodo. D’altronde io finora ho fatto l’amministratore. Hanno avuto la malsana idea di provarci con me e io ci ho messo la faccia”.

Vuole chiarire una volta per tutte la scelta tanto criticata delle primarie? “La parola primarie è utilizzata a livello comunicativo per dare un’immagine che rende un obbiettivo. L’obbiettivo era coinvolgere il territorio, per fare in modo che le decisioni fossero condivise. Come farle? Abbiamo avuto poco tempo per strutturare l’organizzazione, occorreva immaginare qualcosa di consono. Altrimenti eravamo solo dei sognatori. Abbiamo capito che il nostro era un movimento spontaneo nato per categorie di interessi e logiche territoriali. All’interno delle singole riunioni si sono decisi i delegati che hanno scelto poi i candidati. Si è ragionato in un’ottica proporzionale di tessere e ciascuno ha espresso un certo numero di rappresentanti. Nomi condivisi e scelti anche in base al confronto

Secondo lei questo metodo ha funzionato? “C’è stata molta condivisione. Abbiamo lavorato tutti insieme circa un mese e mezzo su quel programma. La cosa incredibile è che alle prime riunioni, divisi per aree e senza mettersi d’accordo, avevano tutti lo stesso pensiero. Non ci sono state voci dissonanti. C’era un vero sentire comune e voglia di essere ascoltati”.

Qualcuno ha criticato la scarsa presenza femminile nella sua lista. “Se non ci sono donne cosa ci posso fare? Noi non abbiamo escluso nessuno”.

Cosa non le è piaciuto di questa campagna congressuale? “Più che cosa non mi è piaciuto le dico cosa vorrei che cambiasse. Mi piacerebbe che l’entusiasmo della base contagiasse anche i referenti istituzionali. Non so quanti stanno facendo il nostro percorso in Lombardia. E’ l’unica cosa che può portare la gente ad avere rispetto di chi fa politica. Torna la dignità solo tornando a fare politica”. Piccinelli invece è nato con una logica vecchia di partito. Noi abbiamo detto: adesso basta. Si fanno i congressi e lanciamo la condivisione”.

Anche lei come Piccinelli si sente di escludere il congresso unitario? “Sì, perché non sarebbe rispettoso del lavoro di tantissime persone. Uno schiaffo. Qualcuno lo ha proposto, ma non tra la gente”.

Commenti

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  1. Scritto da Antonella

    come è possibile che avevate poco tempo per organizzare le tanto famose primarie se come dite è da marzo che vi incontrate per tirare le fila del vostro “progetto”? erano tutte fandonie?

    1. Scritto da Picci

      Per definire le primarie serviva un tesseramento. E la tempistica dovresti saperla pure tu qual’era. Alla fine si è trovato un compromesso.

  2. Scritto da Delizia

    Complimenti a Capelli e alla sua squadra. Amministratori seri e impegnati con onestà e passione.

  3. Scritto da fabio

    “Abbiamo capito che il nostro era un movimento spontaneo nato per categorie di interessi e logiche territoriali.”
    categorie di interessi. dice bene.

  4. Scritto da Giuseppe

    L’ing. Piccinelli costituisce la facciata bergamasca di uno schieramento sostanzialmente meridionalistico (il berlusconismo nella sua peggiore versione), l’avv, Capelli, la declinazione non compromessa delle più discutibile, a dir poco, “ispirazione cristiana in politica” che possa immaginarsi, quella della Compagnia delle Opere. Scelta non facile, comunque problematica, per la ridotta pidiellina bergamasca, che dovrebbe forse chiedersi se le strutture partitiche, certamente tutte marce, possano meritare attualmente fiducia alcuna, e con loro, le persone che le rappresentano o si candidano a rappresentarle.