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Stop al fumo all’aperto Azzi (Asl): era un invito preso troppo alla lettera

"Non possiamo inventarci un divieto che va oltre la legge. Chi ha presentato il progetto, ovvero una serie di collaboratori dell'Asl, forse l'ha fatto in modo un po' troppo perentorio. Anche la mia segretaria fumatrice era preoccupata..."

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"Secondo me entrare all’Asl e trovare tre o quattro persone che fumano fuori dalla porta non è il massimo": il direttore generale dell’Asl di Bergamo Mara Azzi spiega così la filosofia del progetto "Azienda libera dal fumo", che a febbraio ha portato al "divieto" per i dipendenti di fumare anche negli spazi esterni, all’aperto, di pertinenza dell’Asl. "Insomma, siamo l’Asl, dovremmo dare l’esempio". La direttrice scende poi nel merito di quanto accaduto negli ultimi giorni. Il primo febbraio l’Asl di Bergamo ha installato cartelli che "invitano" a non fumare anche all’aperto. Ce n’è uno ben visibile, ad esempio, fuori dalla sede di via Galliccioli. La presentazione dell’iniziativa ai dipendenti ha dato a tutti l’impressione che si trattasse di un divieto vero e proprio dell’azienda, uno stop al fumo anche all’aperto. "Divieti non possiamo imporne – spiega Azzi, non possiamo andare certo oltre la legge -. Quindi se una persona vuole uscire a fumare può farlo. Forse chi ha presentato il progetto è stato un po’ troppo perentorio, tant’è che c’è stato un po’ di allarme. Anche nella mia segreteria qualcuno si è preoccupato, insomma. Abbiamo spiegato e ribadito che si tratta di un invito e che non possiamo andare oltre le norme nazionali. Resta il fatto che un’azienda sanitaria dovrebbe dare l’esempio".

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Commenti

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  1. Scritto da Pino

    Molti (vedi sopra) non sanno quanti sono i morti causati (e anticipati) ogni anno dal fumo e si meravigliano scoprendolo. Il dato invece è noto; rimane purtroppo fra gli addetti ai lavori. Anche se il Ministero lo pubblica sul suo sito, nei giornali nessuno ne parla ….Come mai? Meriterebbe la prima pagina… Nessuno dice ai fumatori che moriranno 10 anni prima degli altri (anche questo è un dato noto. Min Sal) …Come mai? Perchè della nostra salute sono veramente pochi a preoccuparsene mentre i nostri quattrini interessano a molti: agli stessi che ci fanno credere che siamo liberi se fumiamo. Ma quale libertà ? Il fumo è una dipendenza dalla quale molti vorrebbero liberarsi !! Buttatele!

  2. Scritto da Rizzetta

    Quale sarà la mossa per impedire il dilagare dei disturbi d’ansia e la depressione? L’ASL ci ha pensato? Sì perchè saranno questi i mali che perseguiteranno gli Italiani e tra qualche tempo aumenteranno in maniera esponenziale…psicoterapia gratuita a tutti i dipendenti? Vacanze ai tropici per i più gravi? shopping a spese pubbliche per le impiegate? Lifting e liposuzioni pagati per le over 50? L’ASL deve pensare alla salute dei cittadini, no?

  3. Scritto da Rizzetta

    Rispondo a Verbo Padano: e provare a pensare prima di scrivere? Tutti i lavoratori, pubblici e non, hanno diritto di fare la pausa. Il DG dell’ASL se non vuole vedere gente che fuma fuori dall’azienda, perchè non mette a disposizione un locale all’interno con dei buoni aspiratori? la repressione non serve a niente!

  4. Scritto da Andy1950

    “… entrare all’Asl e trovare tre o quattro persone che fumano fuori dalla porta non è il massimo”. Parole sacrosante da parte del direttore generale dell’ASL di Bergamo, ma avevate avvisato i vostri dipendenti nel bando di concorso sulla base del quale sono stati assunti? Penso proprio che no; allora iniziate dai prossimi bandi cosi’ nel tempo il problema sara’ risolto. Dopo tutto meglio di voi ha fatto da secoli la chiesa cattolica: se uno vuol diventare sacerdote sa che non potrà sposarsi. Ma almeno lo avvisano prima, non – con una circolare – dopo.
    Intende il direttore?

  5. Scritto da Laura

    Non vedo cosi ci sia di strano, Già in alcuni ospedali si è preso lo stesso provvedimento. Non c’entra il diritto di fumare: è in gioco invece il messaggio che un’istituzione sanitaria deve trasmettere agli utenti.

  6. Scritto da Pietro

    A me sembra proprio il minimo. Che non si vedano fumatori agli ingressi di asl e ospedali è il minimo che la gente si aspetta.

  7. Scritto da VERBO PADANO

    Bene dottoressa Azzi il fumo fa male ed è giusto che ASL dia l’esempio,consideriamo anche che troppe pause fanno male anche alle tasche dei cittadini dopotutto i dipendenti pubblici sono pagati con i soldi di tutti quindi ….ci vuole rispetto.Consideriamo anche che un non fumatore non ha la” pausa sigaretta” quindi rispetto anche per loro.Avanti cosi Dott.Azzi.

    1. Scritto da Paolo

      Il tuo nick dice tutto. Rispondi alla mia domanda (se lavori) :tu la pausa non la fai? Fammi il piacere, non parlare a vanvera, come fa il tuo padrone. Non sono un dipendente pubblico.

    2. Scritto da Tiziano Trivella

      Un non fumatore ha la “pausa caffé” o la “pausa brioche”…

  8. Scritto da MAURIZIO

    Non si capisce se la direzione sanitaria voglia proibire il fumo o le troppe pause per andare a fumare. Nel primo caso, il metodo è completamente sbagliato. Dubito anche sia legale. Nel secondo caso, invece, la direzione dovrebbe disciplinare le pause, se sono troppe. Tuttavia, conoscendo purtroppo direttamente le Asl, posso dire che sono proprio i dirigenti e i loro uffici a lavorare poco e male. Il loro lavoro è : cartellino più lotte di potere (con i soldi degli altri ovviamente). Dunque, la pausa sigaretta è, peverina, un momento del tutto innocente rispetto ad un’organizzazione che oggi si fonda su concorsi/appalti truccati, abissi di inefficenza, nepotismo.

  9. Scritto da Tiziano Trivella

    Un invito è giusto ed educato, da parte di chi lavora nella sanità pubblica
    Così come è giusto invitare la gente a non uscire di casa quando c’è troppa neve, a non mangiare troppo salame, a lavare bene la frutta e la verdura, a non mettere troppo sale sui cibi, ad essere attenti quando si guida, a mangiare cibi sani, a non bere troppa grappa, a non mangiare merendine con troppi grassi, a non portare i bambini a passeggiare a Porta Nuova ma in un parco con tanti alberi, ecc. ecc.
    Se non ci fosse chi ci lancia continuamente degli inviti o degli spot, noi saremmo totalmente spaesati e non sapremmo come vivere la nostra vita quotidiana…

  10. Scritto da Donovan

    Ritengo la scelta dalla direzione dell’ASL in linea con quello che ciascuno di noi si aspetta che faccia l’ente che per legge deve tutelare la nostra salute. Il fumo di tabacco è la causa principale di malattia e di morte (80.000 all’anno in Italia) e la visione di un medico o di un infermiere che fuma (magari proprio fuori della porta di un servizio sanitario) genera automaticamente l’idea che il fumo non fa poi così male. Riterrei utilissimo che, come in Emilia R, analogo divieto venisse esteso a tutto il perimetro di tutte le strutture con valenza educativa come le scuole, anche per consapevolizzare docenti e personale non docente sull’importante missione che hanno scelto di svolgere.

    1. Scritto da Tiziano Trivella

      Ragionando sulle statistiche (sempre che siano basate su dati raccolti con criterio) siccome in Italia ci sono 600.000 morti l’anno, e 80.000 (il 13%) sono dovuti al fumo di tabacco, c’è da chiedersi di che cosa muoiano gli altri 520.000…
      Non credo tutti di vecchiaia… Pare che ci siano altre cause da indagare…
      Fra questi 520.000 morti annui i più sfortunati sono quei fumatori che, non avendo fatto in tempo a morire di fumo, sono morti ugualmente…
      Pare proprio che alla morte non ci sia scampo!

      1. Scritto da marco

        però le statistiche bisogna usarle bene, non come fa comodo:
        se non si deve intervenire per 80.000 morti all’anno per fumo, non bisognerebbe intervenire per 5000 morti all’anno per incidenti stradali o per 1000 morti sul lavoro. assurdo, no?
        il fumo è il primo problema sanitario in italia, europa stati uniti: per anni di vita in buona salute sottratti, per costi sociali e sanitari.
        solo che intervenire sul fumo è impopolare: il ministro sirchia ha evitato migliaia di infarti agli italiani ma ci ha rimesso la poltrona.

        1. Scritto da Tiziano Trivella

          Intervenire sul fumo non è assolutamente impopolare, perché la grande maggioranza dei cittadini-elettori è sempre d’accordo contro i vizi (degli altri) e ogni governo, dagli Anni Sessanta in poi, ha sempre combattuto contro il fumo di tabacco e ha sempre aumentato il prezzo delle sigarette una o due volte l’anno, con diverse motivazioni (non solo sanitarie e non solo sociali).

    2. Scritto da ghino di tacco

      Ma questa castroneria degli 80000 morti per fumo di sigaretta in Italia dove l’ha trovata,ci faccia conoscere lo studio scientifico,sono curioso.Se non lo sa non c’è bisogno di scomodare la rossa Emilia Romagna,anche nelle nostre struttture sanitarie per legge è vietato fumare entro il perimetro della struttura stessa,compresi i visitatori/pazienti,sono i controlli e le sanzioni che come sempre nel bel Paese rimangono solo sui cartelli,dunque questa iniziativa della ASL e’ l’nnesima perdita di tempo e di denaro pubblico,è la stessa cosa dell’uscita di Monti sulle regalie esiste una legge la 231 che è valida sia per il privato che per il pubblico.

      1. Scritto da andrea

        perché non lo fai alle persone che fanno le chemioterapie per tumori causati dal fumo un discorso cosi ?

      2. Scritto da marco

        non è difficile informarsi: per esempio dal sito del ministero della salute:

        http://www.salute.gov.it/stiliVita/paginaInternaMenuStiliVita.jsp?id=467&menu=fumo

        “si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco in Italia dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno”

  11. Scritto da giulia acerbis

    mi rendo conto che è dura essere impopolari…ma quando c’è di mezzo la salute pubblica è un rischio da correre. Bene niente fumo dentro e piu’ puliti fuori…
    Brava Mara!!!!

    1. Scritto da Mohicano

      Non capisco cosa aspettano a mettere il divieto anche per le vie della città, quando c’è di mezzo la salute pubblica non si scherza. Mettiamo una telecamera in ogni casa per controllare l’uso di alcoolici, cibi grassi, merendine ….. monitoriamo e sanzioniamo le dimenticanze nel prendere la pastiglia per la pressione, per il colesterolo ….. quando c’è la salute c’è tutto.

      1. Scritto da daniela

        aggiungerei le polveri sottili. Vietiamo la circolazione alle auto intorno alle sedi ASL e si vieti ai dipendenti ASL di usare l’auto privata. Solo a loro, perchè devono dare il buon esempio, cominciando dai dirigenti…
        Ma anche vietiamo allo stato di guadagnarci, sui vizi dei cittadini!
        Detto questo, smettere (nel modo giusto) di fumare,è una gran bella soddisfazione, il più delle volte

        1. Scritto da Mohicano

          Parole sante, Daniela.

  12. Scritto da Alessandra

    Un pò come ai bambini quando gli si tolgono le caramelle …. MATURITA’ CARI FUMATORI, MATURITA’ …
    Speravo in un bel divieto …

    1. Scritto da Ambaradan

      Iniziative scenografico/mediatiche in …. mancanza d’altro.
      Alessandra, sarà per un’altra volta, calumet della pace ?

  13. Scritto da raffaella

    brava, avanti così