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L’Asl ai dipendenti: niente fumo nemmeno all’aperto E’ rivolta

"Non toglieteci la pausa sigaretta": hanno protestato così i dipendenti dell'Asl di Bergamo, con la dirigenza che aveva scelto di dare un esempio salutista, vietando di fumare anche nelle aree esterne di sua pertinenza. Divieto sospeso.

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Dipendenti dell’Azienda sanitaria locale, ma prima ancora fumatori. L’Asl di Bergamo ha tentato di avviare un progetto sicuramente salutare, o salutista, vietando a a chiunque, quindi soprattutto ai dipendenti, di fumare nelle aree esterne dell’azienda sanitaria. Niente pausa sigaretta, quindi, sulle scale fuori dalle sedi Asl, nei cortili o fuori dagli ingressi. Il risultato? Una serie di proteste da parte dei lavoratori: il divieto, che era scattato il primo febbraio, è stato sospeso.

Il particolare percorso dell’Asl era iniziato nel 2011 (leggi il precedente). A maggio l’azienda sanitaria era arrivata a premiare i dipendenti vincitori di un corso-concorso che avevano smesso di fumare: in palio una bicicletta e un viaggio in Egitto. L’obiettivo dichiarato, già nel maggio scorso, era "un’azienda libera dal fumo", e già allora si annunciava che da febbraio di quest’anno il fumo sarebbe stato vietato anche negli spazi esterni di pertinenza dell’Asl: niente pausa sigaretta, quindi, fuori dalla porta o sui balconi fuori dagli uffici. Una scelta che va oltre la legge, certo, per far capire che il divieto di fumare non è solo una questione di rispetto per gli altri, ma anche per se stessi. Questa la filosofia della dirigenza Asl.

Si è però trattato di un dramma per molti fumatori lavoratori: non poter fumare fuori significa praticamente non fumare, non tutti hanno tempo di prendersi una pausa per farsi una passeggiata in città e fumare la bionda preferita. Il divieto, comunque, è scattato, dal primo febbraio. Con tanto di cartelli affissi tra gli uffici. "Non si fuma, nemmeno fuori". Sono bastati pochi giorni ed è scattata l’educata rivolta, con tanto di segnalazioni e proteste al direttore sanitario dell’Asl di Bergamo Giorgio Barbaglio. C’è chi rende meglio, sul lavoro , dopo la pausa sigaretta, un evento a volte capace di assorbire nervosismo, adrenalina o noia, secondo il momento che si sta vivendo..

Il risultato della protesta è stata la sospensione del divieto. Il progetto per "un’azienda libera dal fumo" è solo in stand by, ripartirà presto, forse in altri modi, forse dopo una pausa sigaretta di riflessione.

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Commenti

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  1. Scritto da fabio

    credo che il punto sia dare un segnale sull’importanza di un problema sanitario enorme, quello del fumo, appunto.
    a quel che ne so è tra le principali cause di infarti e tumori, dunque bene che le istituzioni sanitarie prendano una posizione decisa.
    speriamo che anche gli ospedali seguano questo esempio.

  2. Scritto da U. Bonassi

    Da un punto di vista legale, la legge 3 del 16 gennaio 2003 prevede che il Direttore Sanitario per le strutture sanitarie ed i presidi per le scuole possano vietare il fumo in tutte le aree della struttura, inclusi gli spazi all’aperto

  3. Scritto da Alessandra

    FAVOREVOLISSIMA !!!!!! Non solo all’Asl in qualsiasi luogo pubblico all’aperto così come per i luoghi pubblici al chiuso. Come in America. Per noi NON FUMATORI è un DIRITTO non doverci sorbire il fumo di chi ha voglia di farsi venire un tumore ai polmoni. Il fumo passivo è passivo anche all’aperto SOPRATUTTO PER I BAMBINI. Chiamatelo proibizionismo o come volete, i fumatori sono alla pari dei drogati .. basta vedere quelli che escono dai centri commerciali: un piede fuori dalla porta ed accendono la sigaretta … CRISI DI ASTINENZA ?

  4. Scritto da Alberto

    Come in tutte le “crociate” si arriva all’intolleranza. Sono un vecchio e incallito fumatore e mi sento “incriminato” come l’untore di manzoniana memoria. Il buon senso e la tolleranza dovrebbero essere alla base della civile convivenza, ma è un’argomento difficile da far capire ! Purtroppo.

    1. Scritto da L76BG

      Pienamente ragione.. Purtroppo è davvero così, e anche qui (nel piccolo) si può leggere degli intolleranti che fanno la crociata contro i fumatori.. poi magari son oi primi ad avere mancanze in altri campi.

  5. Scritto da Giusto

    Mi sembra un provvedimento giusto

  6. Scritto da Carlo

    Buongiorno a tutti.
    Non sarebbe ora di piantarla con tutti questi proibizionismi?
    Al limite, se proprio volete lavarvi la coscienza, prendetevela con chi fuma sigarette di contrabbando. Chi compra dal tabaccaio paga già una enormità di tasse aggiuntive che vanno anche a beneficio dei non fumatori.
    Invito a rammentare ciò che successe in America con il proibizionismo alcoolico: sviluppo oltre ogni limite delle distillerie clandestine e aumento percentuale elevatissimo di ubriaconi, poi la gestione malavitosa del business.
    Dobbiamo già tollerare tanti abusi e …liberalizzazioni che, ai fini di coscienza, portafoglio e salute sono ben più gravi e meno etici del fumo.
    Meditate, gente.

    1. Scritto da Manuel

      con quelle tasse si pagano a malapena i costi sanitari dei danni che vi causa il vostro vizietto, quindi noi non fumatori non solo ci assorbiamo il vostro schifo ma dobbiamo pure colmare con le tasse quello che manca per curarvi!! Ogni anno la spesa sanitaria legata a patologie che riguardano il fumo e’ mezzo punto di PIL!!!! Spero che portino al piu presto il prezzo versoi dieci euro al pacchetto solo cosi la situazione sarebbe equa.

      1. Scritto da L76BG

        si..e mi dica la spesa pubblica sanitaria per chi non fà sport o mangia cibo spazzatura, ecc..ecc.. sono discorsi stupidi e di guerra tra i poveri.. sedevo guardare le tasse che verso e di cui non usufruisco (per un motivo o per l’altro) mi sentirei prima di tutto egoista (ci pensi un attimino) ..e poi dovrei cominciare a pagarne un decimo di quelle versate. Ma vedo sei un economista, sai a quanto sarebbe equo il prezzo del pacchetto.. fidati, è meglio se la gente continua a fumare altrimenti vedremo il prezzo di cosa altro si alzerà..

  7. Scritto da MAURIZIO

    Non si capisce se la direzione sanitaria vuole proibire il fumo o le troppe pause per andare a fumare. Nel primo caso, il metodo è completamente sbagliato. Dubito anche sia legale. Nel secondo caso, il fumatpore ha torto e la direzione, con modi non polizieschi, dovrebbe disciplinare le pause, se sono troppe. Tuttavia, conoscendo direttamente le Asl, posso dire che i dipendenti che hanno un ritmo di lavoro sostenuto, per cui le troppe pause possono causare un danno, sono pochissimi. Nella mia esperienza non piu del 10% e di solito quelli che lavorano agli sportelli pubblici. Negli uffici Asl si lavorta poco e ci si annoia molto. Dunque, la pausa sigaretta non danneggia proprio nessuno.

    1. Scritto da mix

      già, hai ragione all’Asl ci si annoia, se si lavora negli uffici dell’elite…cioè la sede,,,,come dici giustamente tu agli sportelli è l’unico posto dove si devono fare “girare” le manine, sempre!! Peccato però che non tutti gli sportellisti fumino e capita spessissimo di vedere che chi fuma fa la pausa fumo perhcè è dovuta e poi la pausa caffè perchè il caffè tiene sveglio….e questa pausa fumo la fanno anche 2/3 volte ….allora chi non fuma e si beve solo un caffè è proprio un pirla!! Dunque sbagli quando dici che la sigaretta non danneggia nesuno…danneggia i colleghi che non fumano…

    2. Scritto da roberta

      Se è come lei dice (e credo proprio, a naso, che sia così) licenziamo il restante 90%. Risparmieremmo soldi pubblici e miglioreremmo drasticamente l’efficienza negli uffici.

      1. Scritto da MAURIZIO

        Le amministrazioni pubblche sono terrorizzate dai dipendenti che lavorano veramente in modo creativo e libero. E’ il sistema dominato dalla politica più deleteria. Quindi, se licenziamo i dipendenti, ma non rifondiamo il sistema, non otteniamo nulla. Ovviamente, in alcune istituzioni ci sono senz’altro dipendenti in esubero mentre in altre c’è carenza di personale.

  8. Scritto da elena

    L’ASL (ed i Presidi) comincino il progetto al fine di proibire il fumo agli studenti nei cortili o luoghi limitrofi alla scuola e sopratutto ai minorenni….pura realtà.
    la risposta ‘tanto poi quando escono dalla scuola fumano..’ è assurda, la scuola è luogo in cui si dovrebbero insegnare regole ed educazione per il resto ci penseranno i genitori (forse)..

    1. Scritto da mario59

      Purtroppo è vero, sono troppi i ragazzi minorenni che hanno il vizio del fumo… la scuola dovrebbe vietare loro di fumare in tutti i suoi spazi…dopo di che è vero, fumerebbero comunque in altri luoghi, ma almeno a scuola un po’ di regola non gli farebbe male, mentre per quanto riguarda i genitori, non mi sento di biasimarli, non credo che esistano genitori felici perchè i propri figli fumano..io ho due figli maschi, che per fortuna loro e mia, non fumano, ma so anche che, se dovessero iniziare a farlo, potrei fare molto poco per impedirglielo.

  9. Scritto da roberta

    E io invece vorrei il diritto a fare una pausa per andare a tirare sassate alle pigne degli alberi. Se i fumatori hanno diritto a togliere del tempo dal loro lavoro (mentre io continuo a pagarli, visto che sono dipendenti pubblici!), non capisco perchè io non posso fare altrettanto.
    Avete il fondoschiena nel burro, altrochè! Andate a lavorare da un privato e poi ditemi

  10. Scritto da mario59

    Premesso che io non sono un fumatore, non capisco queste scelte punitive nei confronti di chi ha il vizio del fumo…ho molti amici e colleghi che fumano, e una volta che escono all’aperto a fumare, non mi danno alcun fastidio…piuttosto trattandosi di un luogo di lavoro, il buon senso dovrebbe far capire ai fumatori, di non uscire ogni quarto d’ora a fumare…con questo mi rivolgo a coloro che fumano 2 pacchetti al giorno la maggior parte delle quali, durante l’orario di lavoro…oltre al danno alla loro salute, c’è pure quello all’azienda e ai colleghi con i quali lavorano.

  11. Scritto da fabalalòòc

    Sono favorevole anche x le scuole e oratori dove fumano molti minorenni