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“Caro Ministro Profumo la scuola di Bergamo ha bisogno di personale”

Vincenzo D’Acunzo, segretario generale della Cisl Scuola Bergamo, scrive al Ministro dell'Istruzione Profumo: "In 3 anni a Bergamo abbiamo avuto 3500 studenti in più e 1000 lavoratori in meno. E' a rischio anche la sicurezza negli Istituti".

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La Scuola di Bergamo ha bisogno di personale”. L’appello è di Vincenzo D’Acunzo, segretario generale della Cisl Scuola Bergamo, che si rivolge al Ministro dell’Istruzione perché in 3 anni la provincia orobica conta 3366 studenti in più e 928 lavoratori in meno. Questi tagli col “machete”, volti, è stato detto, a contenere la spesa pubblica, hanno portato le scuole della Provincia di Bergamo a non poter provvedere, neppure a garantire, le norme di sicurezza in caso di docenti assenti per cause di forza maggiore. Da questi dati inconfutabili, che si aggiungono al disagio che da lungo tempo il mondo della scuola sta vivendo a seguito delle decise distrazioni prima, e dei più recenti “pesantissimi interventi operati dalle miopi scelte dei decisori politici”, parte la richiesta che Vincenzo d’Acunzo, segretario generale della Cisl Scuola Bergamo fa, in una lettera aperta, al ministro Profumo, di una revisione dei criteri con i quali vengono strutturati e distribuiti gli organici a livello nazionale.

L’esempio degli organici di Bergamo è emblematico per l’incoerenza che i dati mettono a nudo, e il “momento storico” richiede che il Governo ci metta le mani, Nei prossimi giorni, infatti, il tema del personale della Scuola sarà al centro dei pensieri del Ministero.

“È il momento di invertire la rotta – scrive D’Acunzo – dato che il Governo di oggi, con provvedimenti strutturali a tutto campo, sta disegnando le strutture portanti della società del domani: strutture che, se solide, apriranno ampi spazi di vita alla presente gioventù (che certamente è figlia di modelli culturali che si sono affermati con il nostro decisivo contributo e, altrettanto certamente non è disponibile all’ascolto di epiteti con i quali chi governa tenta ingenerosamente di definirla) e alle future generazioni. Si tratta di far fronte ad una “rivoluzione copernicana” sottolineata dallo stesso Presidente del Consiglio. Per questo occorre, da parte di tutti, una vasta e umile opera di ricerca, di comprensione del nuovo che avanza: senza pregiudizi e senza pretese egemoniche di verità che nessuno possiede. Perciò dobbiamo avere la lungimiranza di comprendere quanto oggi, al di là dei problemi contingenti, sia centrale la formazione e far sì che siano evitate ulteriori distrazioni in quanto proprio sul sistema formativo ricadrà il gravoso compito di predisporre percorsi funzionali ad affrontare i nuovi modelli culturali che si vanno delineando . Perciò Le domandiamo: con quale istituzione-scuola affronteremo questa sfida? Non certo, speriamo, con la politica delle “forbici” che ha prodotto l’attuale situazione Perciò, visto che nei prossimi giorni il calendario porterà il Suo Ministero ad affrontare il delicatissimo nodo degli organici, noi vogliamo augurarci che non sarà fatto con il solito sistema dei tagli lineari che ha portato, anche realtà meritevoli come la nostra, ad offrire servizi sempre più precari.

“Per questo, la Cisl Scuola di Bergamo, con viva preoccupazione, Le esplicita la necessità e l’urgenza di una revisione dei criteri con i quali vengono strutturati e distribuiti gli organici a livello nazionale. E’, infatti, incomprensibile e ingiustificabile un sistema che, a fronte di un importante aumento del numero degli alunni, faccia registrare una consistente e decisa diminuzione delle risorse umane che devono gestire i percorsi formativi. Ora la scuola, prostrata da anni di scelte legislative dettate da criteri di scambio politico di basso stampo, da pesanti e incompetenti “tagli lineari”, da scelte politiche demagogiche e frammentarie, accumulatesi in modo confuso e talvolta contraddittorio, chiede, a gran voce, vigile attenzione in funzione di un riscatto, chiede a Lei e al Governo di mantenere fede alle convinzioni dichiarate che individuano, con lucidità, la formazione come il volano dello sviluppo. Ma, per questo, Lei sa bene che occorrono investimenti volti a dare respiro e fiducia al personale docente e non docente, sa bene che, se non si vogliono svuotare di contenuto le misure volte a favorire la crescita, occorre annoverare tra le priorità quelle funzionali al riconoscimento e alla elevazione della dignità e professionalità della figura docente, anche attraverso incentivi economici, al potenziamento e all’innovazione delle sue risorse didattiche, al miglioramento qualitativo delle sue strutture edilizie, all’eliminazione definitiva del precariato. Siamo convinti che Lei, nel prendere atto di questa realtà, vorrà tempestivamente confrontarsi con i sindacati e con tutte le associazioni interessate per apportare i necessari e urgenti correttivi importanti per uscire dal tunnel nel quale il nostro Paese è stato irresponsabilmente incanalato. Certo, – conclude D’Acunzo – è insediato da poco tempo in una casa che sta bruciando: ma fortunatamente ha alle Sue spalle una vita sperimentata “dentro” la scuola: La invitiamo, per questo, a far leva sulla Sua sensibilità e sulla Sua competenza in modo da condurre il settore della formazione a contribuire, con tutti gli altri attori sociali a spegnere l’incendio”.

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Commenti

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  1. Scritto da Corrado

    Perchè altro personale, quando l’Italia nel rapporto insegnati/alunni è ampiamente sopra la media europea?
    Non sarebbe più logico far lavorare meglio e di più gli attuali insegnanti?

  2. Scritto da genitorelavoratore

    D’Acunzo, alla buon ora!! Ma perché non fai anche mea culpa per la “collaborazione” che la CISL tutta, e la CISL Scuola in particolare, ha fattivamente dato all’ex governo Berlusconi-Gelmini-Brunetta-Tremonti, causa dei mali che denunci?

    1. Scritto da aldo

      ribadisco, prima di assumere bisogna licenziare i parassiti della scuola e, ce ne sono tanti, piazza pulita e poi ne riparliamo

  3. Scritto da daniela

    No, dico, cominci il sindacato a non difendere la mobilità scriteriata (trasferimenti volontari sempre e comunque) del personale scolastico, alla faccia della continuità didattica e qualità della scuola (tessere?).
    E ‘sta richiesta di spostare al 31/08/2012 il diritto a pensione, solo per la scuola? Dove sta la logica? Non avrebbe avuto più senso chiedere che anche nel pubblico impiego si applicasse il limite dei 64 anni per i nati nel 1952? A proposito di confederali.

    Una nota ironica: attento ad usare frasi come “viva ( e vibrante!) preoccupazione” e “il volano (dell’economia!) dello sviluppo”, o il pensiero dei lettori andrà allo sferzante Crozza!!

  4. Scritto da aldo

    diciamo che c’è ANCHE personale incompetente e menefreghista, so di aiutanti tecnici abili nell’imboscarsi e far più danni che altro, pertanto prima di assumere bisogna licenziare questi personaggi che voi del sindacato proteggete per questo non siete credibili