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Lavori in Sant’Agostino Prove tecniche di risalita fotogallery

Prove tecniche di risalita allo spalto di Sant’Agostino. Da lunedì mattina alcuni operai sono impegnati per effettuare alcuni carotaggi nelle mura per verificare la posizione di una cannoniera.

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Prove tecniche di risalita allo spalto di Sant’Agostino. Da lunedì mattina alcuni operai sono impegnati per effettuare alcuni carotaggi nelle mura per verificare la posizione di una cannoniera. Lo scopo del monitoraggio è molto semplice: individuare con precisione la posizione del camminamento per evitare di imbattersi durante la costruzione della risalita. Un progetto che sembrava essere stato ormai accantonato dopo le lungaggini progettuali che si trascinano da ormai tre anni. Non solo, le risorse striminzite delle casse di Palafrizzoni impongono una scelta ben precisa delle opere da realizzare da qui alla fine del mandato. Come già dichiarato da membri stessi della maggioranza, la risalita non dovrebbe essere tra le priorità. Sembra però che qualche passo avanti si stia facendo, forse anche per fare una stima dei costi e abbandonare definitivamente l’impresa. “Allo spalto di Sant’Agostino si sta monitorando il terreno per individuare con precisione il camminamento di una cannoniera riempita poi di materiale nel corso degli anni e che quindi non si può recuperare – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Alessio Saltarelli -. In base ai carotaggi si riuscirà a stabilire il percorso della risalita. Nel caso ci si sposterebbe quanto basta per non danneggiare l’opera. Si tratta di lavori preparatori”.

A differenza del progetto originale presentato dall’amministrazione Bruni, l’ormai celebre “torre d’assalto”, il sindaco Franco Tentorio e la sua Giunta hanno scelto di trasformarla in un ascensore interno alle mura. L’opera non ha mai convinto fino in fondo la maggioranza, anche se Tentorio insiste nell’inserirla “tra le quattro grandi progetti da realizzare entro la fine del mandato con la nuova sede della Gamec, il parcheggio sotto l’ex parco faunistico e il rifacimento del piazzale della stazione”.

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Commenti

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  1. Scritto da Luca Mazzucchelli

    Per salire in città alta ci sono: autobus, funicolare, il viale delle mura, scalette ovunque, perchè costruire e spendere comunque troppi soldi, per arrivare a sant’agostino, che è appena all’interno delle mura e dove ti si ripresenta il problema: come arrivo in città alta? Facciamo come tante città d’arte e/o storiche, chiudiamo città alta, lasciamo l’accesso ai residenti con l’auto e tutti gli altri con i mezzi a disposizione. Meno traffico, meno caos, meno inquinamento e ci si potrà godere città alta bella così com’è.

  2. Scritto da Francesco Brignone

    Sarà ma per me S. Agostino non è città alta, è città mezza. Se voglio andare in cità alta senza fatica a S. Agostino non ci vado. Poi come la mettiamo con il parcheggio fatto alla fara? Forse l’amministrazione sta pensando che la gente userà l’auto per andare in città alta per poi visitare città bassa passando da S. Agostino. Contorto direi.

  3. Scritto da Francesco Brignone

    Sarà ma per me S. Agostino non è città alta, è città mezza. Se voglio andare in cità alta senza fatica a S. Agostino non ci vado. Poi come la mettiamo con il parcheggio fatto alla fara? Forse l’amministrazione sta pensando che la gente userà l’auto per andare in città alta per poi visitare città bassa passando da S. Agostino. Contorto direi.

  4. Scritto da runchi giorgio

    Le mura, a mio parere, sono “fatte ” per uno scopo che non esiste più da 500 anni ma non sono intoccabili. L’articolo invece mi suggerisce una domanda: se c’è una cannoniera perchè non inglobare e “riusare” la cannoniera nel progetto di risalita? Non so se sia possbile ma penso varrebbe la pena verificarlo anche perchè, penso, sarebbe una risalita fantastica.

  5. Scritto da Francesco Rampinelli

    Saltarelli, per favore, non lo faccia. Le Mura hanno bisogno di manutenzione programmata, non di interventi sciocchi che non servono a nessuno. Sono fatte per chiudere, proteggere, difendere. Non per alloggiare ascensori.