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Gallone: si parli delle foibe nei libri di scuola

La senatrice di Bergamo Alessandra Gallone chiede che non si nasconda più la verita sulle foibe ed è firmataria con altri della richiesta di una commissione d'inchiesta sulle stragi del '43. Ecco il suo intervento per il Giorno del ricordo.

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La senatrice di Bergamo Alessandra Gallone chiede che non si nasconda più la verita sulle foibe ed è firmataria con altri della richiesta di una commissione d’inchiesta sulle stragi del ’43. Ecco il suo intervento per il Giorno del ricordo.

Oggi celebriamo un ricordo: il ricordo delle foibe, quell’immane tragedia che toccò il nostro popolo dell’Est, gli italiani di Trieste, di Quarnaro, dell’Istria, della Dalmazia, di Fiume e di tutti i luoghi ceduti. Significò per loro l’abbandono della propria terra – terra italiana, finita nel territorio della ex Iugoslavia – ma soprattutto sopruso, devastazione, morte.

In quelle fosse comuni c’è un pezzo d’Italia e uno dei pezzi d’Italia cui più dobbiamo rispetto. Furono oltre 10.000 gli italiani che trovarono una morte orribile in quelle orribili fosse per mano dei partigiani nazionalisti comunisti iugoslavi, italiani colpevoli di essere italiani, mentre gli altri venivano strappati via dalle loro case e dalle loro terre, costretti a fuggire per scampare alle persecuzioni, eppure restando determinati nella volontà di rimanere italiani.

Il genocidio di questi italiani – perché di una vera pulizia etnica si trattò – fu condotto senza distinzioni politiche, di censo, di sesso, di religione o di età. Furono arrestati cattolici ed ebrei, dipendenti privati ed industriali, agricoltori, pescatori, vecchi, bambini e soprattutto carabinieri, poliziotti e finanzieri servitori dello Stato.

Gli eccidi del ’43 e del dopoguerra compiuti contro migliaia di inermi ed innocenti al confine orientale dell’Italia furono un vero crimine contro l’umanità, al pari di altri stermini compiuti e che ancora oggi vengono perpetrati in altre parti del mondo. Questa giornata è per questo non solo una celebrazione nostra, ma anche un importante riconoscimento umano che vale per ogni epoca e per ogni luogo nel quale vengano lesi sacrosanti diritti umani, quali il diritto a vivere in pace nella propria terra, il diritto a non essere vittime dell’odio cieco, il diritto a non vedere profanati i cadaveri dei propri cari.

E` nostro dovere ricordare per la nostra coscienza di italiani, ma oggi anche per il nostro sentimento di europei, perché oggi tutti noi vogliamo e dobbiamo vivere in pace e in collaborazione nella prospettiva della più larga unità europea. Mi chiedo anche, e vi chiedo, che sarebbe successo nell’ex Iugoslavia se il ricordo delle foibe fosse rimasto vivo, se non fosse stato coperto dalla viltà e menzogna di un’intera classe politica.

Arrivo a volte a pensare che forse neppure la disgregazione della Iugoslavia avrebbe raggiunto certe punte di ferocia se in quelle terre si fosse ricordato per sempre che simili eccidi, un simile cieco furore antietnico, non può rimanere impunito. Ricordare una delle pagine più buie della storia dell’umanità è perciò indispensabile non solo come tributo morale alle vittime di quello sterminio, ma anche come occasione d’incontro per discutere, confrontarsi, far sì che simili tragedie non debbano ripetersi nella storia. Fu una guerra civile; e il furore ideologico e le vendette personali diedero vita alla pagina più triste della storia italiana. In questo quadro vanno inserite le vicende degli esuli, che hanno vissuto un duplice dramma: l’essere costretti ad abbandonare la propria casa vedendo trucidare i loro parenti e, subito dopo, l’essere accolti con indifferenza e in molti casi con ostilità da quella stessa Italia dalla quale avevano sperato di ricevere un abbraccio solidale.

Per sentirci vicini a quanti hanno sofferto lo sradicamento, il minimo che possiamo fare è cercare di porre rimedio attraverso una obiettiva ricognizione storica e una valorizzazione di identità culturali di lingua e di tradizioni che non possono essere cancellate.

Ma ciò che ancora mi sorprende è che nonostante sia trascorso così tanto tempo, il tempo necessario per ristabilire l’oggettività storica, il racconto di quei tragici avvenimenti non si trovi per nulla, o quanto meno non sia sufficientemente riportato nei libri di scuola dei nostri figli. Perché? Cosa dobbiamo ancora nascondere?

È necessario un intervento – e so che e’ in corso, per fare in modo che nelle scuole siano adottati solo libri completi di tutti gli aspetti, di tutte le vicende drammatiche del Novecento e, tra queste, la tragedia delle foibe. Non dobbiamo bendarci gli occhi né far finta di non sapere o dimenticare che i misfatti sono frutto delle azioni umane. Un Paese democratico non deve mai avere paura di portare alla luce del sole tutti gli angoli della propria storia.

La responsabilità é il prerequisito di una compiuta analisi che non ci faccia mai più ricadere nell’orrore: ecco perché il nostro compito é conservare vivo il ricordo di ciascuna di tali tragedie, consegnando ai giovani il senso della sacralità della vita umana, della dignità della persona e dell’empietà di ogni azione che la sottometta a qualsiasi esigenza ideologica o strumentale.

Io e molti altri colleghi siamo firmatari di una richiesta formale per l’istituzione di una Commissione monocamerale d’inchiesta sulle stragi delle foibe, non improntata a spirito di vendetta, il cui provvedimento però ad oggi non é ancora neanche stato incardinato. E al Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia in questi giorni è stata formalizzata la richiesta di avviare l’esame di questo provvedimento presentato al Senato, perché, a fronte delle mancate restituzioni e dei congrui risarcimenti, appare quanto mai urgente e opportuno procedere rapidamente ad istituire questa Commissione.

Concludo il mio intervento formulando l’auspicio che il significato di questa giornata si consolidi ancora di più nella percezione comune degli italiani, soprattutto dei giovani, e che si costruisca così una coscienza condivisa sulle cause e sulle responsabilità di quanto accadde in quegli anni. In nome del ricordo e dei valori da esso richiamati, possiamo guardare avanti e ricostruire un avvenire basato sul principio della dignità e del valore umano, perché senza dignità e senza valore non si é assolutamente nulla.

Sen. Alessandra Gallone

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Commenti

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  1. Scritto da dimitri

    …ma vai a lavorare….

  2. Scritto da Storia

    Ricordando comunque che l’inizio fu :
    « Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell’occidente… »
    (Dichiarazione di guerra giugno 1940)

  3. Scritto da walter semperboni

    Che dire non hanno nemmeno il coraggio di mostrarsi,quanto può valere il loro pensiero???Grande Alessandra!!!

  4. Scritto da Bob

    E’ bene che se ne parli, senza nascondere niente però… Ossia senza nascondere quello che hanno combinato in quei territori i fascisti. Una violenza atroce a cui è seguita, come reazione, altrettanza violenza. Ma forse i nostalgici del PDL vogliono guardare solo la reazione e non ciò che l’ha scatenata: la verità sì, ma solo la parte che piace a loro…

  5. Scritto da Caio

    bisognerebbe istituire, per correttezza, il reato di apologia del comunismo,
    ‘sti criminali hanno ammazzato anche la nostra gente.
    Comunque, nonostante tutto, Stalin e’ un grande, aveva ragione Montanelli!!!

    1. Scritto da mario59

      Invece di parlare a vanvera, informati almeno un poco, per capire minimamente come sono avvenuti i fatti.
      Il comunismo che a te da così fastidio, in Italia non c’è mai stato, pertanto non c’è stato nemmeno alcun passato politico, che abbia fatto del male all’Italia e agli Italiani.
      Mentre il fascismo in ventanni di guai agli Italiani ne ha fatti parecchi…tra i quali, quello di andare a invadere la jugoslavia, perpretando le più inaudibili violenze e maltrattamenti, nei confonti di molti slavi che vivevano vicini ai confini con l’Italia..ovvio che tutto ciò, ha finito per scatenare vendette e ritorsioni, da parte di chi le ha dovute prima subire, essendo stati invasi nel loro paese.

    2. Scritto da gio

      Ma come si fa a dire queste cose….. incredibile.
      Il comunismo non è certo Stalin, il fascismo è responsabile dell’invasione della ex Jugoslavia. Va be non aver studiato storia, ma esageri, nemmeno la TV guardi?

    3. Scritto da meo bikiko

      Però la storia ci dice che sono stati Hitler e Mussolini a invadere Russia, Jugoslavia,Albania, Grecia,Polonia,Cecoslovacchia e quant’altro e non è stato il contrario.Che le popolazioni invase e massacrate da nazisti e fascisti si siano incazzate è abbastanza normale, e che la demenza di fascismo e nazismo abbia portato Italia e Germania a promuovere un conflitto con forze e risorse superiori alle loro che alla fine ci hanno bastonato è un fatto.Io se qualcuno invade casa mia mi incazzo e reagisco e se quel qualcuno è più scarso di me le prende lui (bisogna essere scemi ma succede).Stalin non ha mai invaso l’Italia e il comunismo in Italia non è mai stato al governo.Per cui….basta scemate

  6. Scritto da Tino Borreci

    Il ricordo delle foibe è una condanna del fascismo e di tutte le sue forme va ricordato che tutte le nefandezze compiute a danno dei popoli slavi da fascisti e nazisti ha finito col causare una reazione di vendetta nei confronti dell’Italia che ha finito col coinvolgere anche persone che col fascismo non avevano nulla a che fare.Per cui è giusto ricordare questi tristi fatti e i cittadini devono una volta di più sapere quanti danni ha fatto il fascismo a noi italiani.D’altra parte anche tutti i morti sotto i bombardamenti alleati appartengono come quelli delle foibe alle vittime del fascismo.Lontano da noi ogni rigurgito che possa riavvicinare al potere questa gentaglia.

  7. Scritto da Cafenero

    Mamma mia che impressione ! basta nominare le foibe che a tanti ancora oggi si rizzano i capelli . Ma leggetevi ” Matedara ” , scritto da un istriano comunista profugo ma poi rientrato nella sua terra: perlomeno quella fonte potrete ritenerla attendibile, no ? E se passate da da Umago, lasciate un fiore sulla tomba di Tomizza .

  8. Scritto da mario59

    Mi trovo d’accordo con la signora Gallone, effettivamente negli anni trascorsi poco o nulla si è saputo di quell’immane tragedia…pertanto ritengo giusto e doveroso parlarne, purchè i fatti vengano raccontati in tutti i loro aspetti..perchè purtroppo non bisogna dimenticare nemmeno che, quelle stragi furono scatenate dalla vendetta degli Sloveni, che a loro volta subirono tali trattamenti da parte degli Italiani, che esaltati dalle tipiche manie di conquista del periodo fascista, invasero le loro terre, perpretando ogni genere di violenza…purtroppo tutto ciò scatenò l’odio e la violenza anche in senso opposto..pertanto, ricordare è giusto, purchè si dica tutto, non solo ciò che fa comodo

    1. Scritto da bassaiolo

      Per capire il clima che c’era in quegli anni bisognerebbe andare a vedere la -Risiera- a Trieste. Ai ragazzi di oggi bisognerebbe sia parlare della Shoah che delle foibe : sono due terribili aspetti di ideologie totalitarie e razziste. E c’e’ da augurarsi che la ricerca storica riesca a trovare nuovi documenti per fare luce piena su questi crimini: chi li ha voluti, chi li ha giustificati e chi per tanti anni ha fatto finta di non sapere e di non vedere nulla.

  9. Scritto da Siberia

    Aggiungerei anche tutte le vittime del regime di Stalin, che è stato pari, se non peggio del nazismo. Ma per queste vittime in Italia molti hanno la memoria corta….

    1. Scritto da mario59

      Ha ragione, non si possono negare nemmeno le stragi di Stalin, sono molti anche quegli Italiani, che dopo la guerra, non fecero mai ritorno in patria, e non si seppe più nulla di loro, si presume che dopo essere stati fatti prigionieri, in territorio Russo, siano stati deportati nei gulag, e vi siano morti di freddo e fame, oltre che di maltrattamenti…purtroppo anche questo accadde per le manie di conquista dell’era nazifascista, pertanto decine di migliaia di soldati Italiani furono mandati dal duce a invadere la Russia a fianco dei tedeschi…questi sono i risultati…dopo di che, Stalin è stato comunque un mostro, sia con i nemici stranieri, che con i suoi concittadini.

  10. Scritto da adelaide

    mi scusi… ma lei quando si parlava di farmacie dove era sulla luna? e di quei bei appartamentini in equo canone in piazza vecchia a due lire e di vecchi camperisti disagiati non ne sapeva nulla?

  11. Scritto da stefano b.

    Gallone… inizia tu a studiare qualcosa al posto di riempirti la bocca di luoghi comuni revisionisti introdotti dai governi berlusconi, inizia a leggere “La storia negata. Il revisionismo e il suo uso politico” poi magari istituiamo una Giornata della domanda del perdono. Perdono che si deve chiedere per colpa dei tuoi vecchi miti, paladini dell’Impero che hanno trucidato africani, balcanici, greci per finire con gli stessi italiani.

  12. Scritto da Sgherro

    La Gallone forse non ha mai preso in mano un (recente, dobbiamo ammetterlo) libro di storia…se ne parla eccome! :/

  13. Scritto da ureidacan

    Si vede che da tanti anni, pur essendo un’insegnante, è in aspettativa, prima come assessore e consigliere comunale ed ora come parlamentare.Ed è lontana dal territorio che l’ha eletta (si fa per dire eletta, melus nominata). Altrimenti saprebbe che in quasi tutte le scuole dela Provincia, soprattutto quelle medie, oggi ci sono state moltissime manifestazioni pubbliche.

    1. Scritto da Marie Antoinette

      Era in aspettativa anche quando faceva l’insegnante. Purtroppo noi studenti, di quel pessimo anno passato in sua compagnia abbiamo pagato un pesante prezzo. Però sapeva raccontare delle barzellette divertenti (e pare che non abbia perso questa interessante caratteristica).

      1. Scritto da mario59

        Avrà imparato dal suo capo… barzellettiere di tutti i tempi.

  14. Scritto da pinco

    Ma no dai, non gliene frega niente a nessuno di fatti avvenuti nel secolo scorso. Gallone ritenti con qualcos’altro.

  15. Scritto da paolo

    perché sono scritti dalle guardie rosse o partigiane nella libera interpretazione storica

  16. Scritto da luca

    ma questa signora non è quella che ha firmato la lettere per salvare le farmacie?

  17. Scritto da josko

    ma la Gallone dalle suore cosa ha imparato della storia d’Italia? ma lo sa che gli sloveni ci odiano perché noi per primi li abbiamo buttati nelle foibe. Per non parlare degli ebrei nei forni della risiera di san sabba. Poi è toccato agli italiani, quando abbiamo perso una guerra che loro non ci avevano mai dichiarato. Giusto ricordare i martiri delle foibe, ma dei rigurgiti di nazionalismo fazioso che ignora la storia ne facciamo a meno