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Studenti arredano la città con la luce

S'inaugura venerdì all'Urban center di Bergamo "Luci della città", l'esposizione dei giovani studenti di alcune scuole italiane d’architettura, design e arte che mettono il light design al servizio dell'urbanistica.

Tra le cose più interessanti della kermesse d’arte contemporanea alla Fiera Nuova di Bergamo quest’anno, oltre ai giovani Turchi c’erano senz’altro i giovani studenti di alcune scuole italiane d’architettura, design e arte con le loro proposte d’arredo urbano allestite all’ingresso dei padiglioni.

Il progetto, ideato dal Centro Ricerche Enrico Baleri, è riproposto al pubblico a partire da venerdì 10 all’Urban Center di Viale Papa Giovanni ’57. Si tratta della seconda edizione di una mostra che vuole farsi appuntamento annuale di ricerca e di proposta architettonica sui diversi aspetti del vivere urbano.

Quest’anno il tema è la luce, e non è un tema da poco in architettura se è vero, come scrisse lo storico dell’arte Siegfried Giedion, che “luce e spazio sono inscindibili e se si elimina la luce il contenuto emotivo dello spazio scompare”.

Una quindicina di tavole, modelli in scala, immagini fotografiche illustrano il risultato dei workshop tenuti dal Centro Ricerche Baleri presso il Polidesign del Politecnico, l’Accademia del Lusso e la Domus Academy di Milano. Nell’intenzione degli organizzatori “sono progetti in grado di dare nuova luce alla città, non solo focalizzandosi sul light design ma con la volontà di rinnovare la visione e la visibilità degli spazi pubblici. Ricreare uno spazio sociale e dare senso a luoghi che sono considerati non-luoghi inghiottiti dal buio o dall’anonimato”.

Se si aggiunge che i prototipi in mostra non riflettono utopiche città ideali ma propongono soluzioni realistiche e praticabili, sarebbe buona cosa che dal confronto tra questi studenti non uscisse solo una panoramica delle tendenze urbanistiche ma l’effettiva messa in opera di almeno alcuni di questi progetti. “Tutto sta nel trovare i partner per realizzarli”, precisano dal Centro Baleri che sta lavorando anche in questa direzione.

Inaugurazione venerdì 10 febbraio ore 18

Orari: venerdì-domenica ore 14-17.

La mostra è aperta fino al 18 marzo.

Stefania Burnelli

Commenti

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  1. Scritto da katy

    ci sono zone della città , pure centrali, talmente poco o male illuminate tipo alla MAlpensata che è meglio starsene in casa ; invece che fare istallazioni di luce, giochi artistici, non sarà il caso di dare sicurezza al cittadino?

    1. Scritto da ...illuminati!

      E’ anche con l’illuminazione che si fa sicurezza! Dare luce a certe zone risveglia l’anima dei luoghi…

  2. Scritto da andy

    Meno male che c’è Baleri, fa più lui delle istituzioni. Certo, ha i mezzi, ma quanta gente ha i mezzi e non li usa per la cultura?

    1. Scritto da teresa

      Sì ma senti, tutti sti progetti luminosi, non se ne può più. Facessero qualcosa di un po’ più sostanziale tipo recuperare in modo decente aree dismesse?

      1. Scritto da andy

        e ma non è che una cosa esclude l’altra, la luce tra l’altro è elemento INDISPENSABILE per qualsiasi architettura, bella o brutta che sia. Non hai idee di quante cose si possono risolvere migliorando l’illuminazione, anche un rudere può rivelare parti splendide, oppure un bell’edificio mal illuminato può sembrare una ciofeca

        1. Scritto da teresa

          io dico iniziamo a sistemare i ruderi, poi penseremo a come imbellettare la città

  3. Scritto da stephanie

    sì, ma occorre che questi progetti siano anche realizzati. Ho l’impressione che in Italia siamo molto teorici e poco pratici – è un po’ il problma delle nostre università…

  4. Scritto da lina

    CI vuole spazio ai nostri giovani urbanisti, lo dico da architetto. Non è possibile trovare sempre i soliti nomi e per lo più stranieri sulle nostre vie e piazze importanti. SPeriamo che questa iniziativa porti un op’ di attenzione sui talenti nostri che sono davvero tanti.