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L’imprenditore indiano fa cerchioni made in Italy e il benefattore a Gorlago fotogallery

Parmpal Jattana è arrivato in Italia nel 1988. Non conosceva l'italiano. Oggi guida un'impresa di 15 persone, esporta all'estero e aiuta la comunità dove vive.

Parmpal Jattana è un imprenditore indiano di 47 anni. Ha fondato un’impresa, la Spath Wheels Srl di Gorlago che produce cerchi in lega "Made in Italy" e che esporta in tutta Europa. Parmpal è un immigrato che ce l’ha fatta. Anzi, oggi sostiene iniziative sportive e culturali a Gorlago, il paese dove vive. L’ultima raccolta fondi per l’acquisto per il pulmino per il trasporto dei disabili lo ha visto tra i generosi sostenitori.

 

E’ riservato, non ama farsi fotografare e nemmeno parlare di sè. Eppure per la comunità dei circa 270 indiani che vive a Gorlago, un paese di 5.090 persone, Parmpal è un riferimento. Ha 47 anni, è spostato e padre di due figli. Dopo la laurea in ingegneria arriva a Gorlago "Il 13 settembre 1988". Lo ricorda come fosse ieri, come a sottolineare il calendario di aspettative e il carico di sogni di un immigrato nella terra orobica. Racconta la sua storia mentre è alla scrivania della sua azienda la Spath Wheels Srl in via Molinara 11. Oggi produce cerchi in lega, li esporta perlopiù all’estero, in Germania ed Austria, e con un marchio di garanzia: “Made in Italy”. “Il design e l’alta qualità del prodotto dimostrano che è Made in Italy al 100%” afferma Parmpal che aggiunge: “Certo quando vado a qualche fiera restano colpiti dal prodotto perché è bello, poi quando vengono a trattare e vedono che sono un indiano hanno un piccolo momento di perplessità che lascia subito il passo agli affari. Produciamo una ventina di modelli e ogni anno ne lanciamo due o tre nuovi”. Alla stessa scrivania dove ora riceve i clienti, ventiquattro anni fa c’era il suo titolare Giavarini, l’azienda allora si chiamava la Max Srl. “Ero appena arrivato dall’India, un mio connazionale mi traduceva e spiegava che cosa si produceva in questa azienda: cerchi in lega – racconta Parmpal –. Ho capito subito che mi piaceva questo lavoro”.

La voglia di imparare, le sete di riscatto e tanta determinazione portano Parmpal ad essere in soli due anni capoturno, dopo 12 anni responsabile della produzione. Lascia l’azienda e con un socio fonda un’altra società a Mornico. L’avventura dura cinque anni, poi decide di mettersi in proprio fondando la Spath Wheels. Torna a Gorlago e compra il capannone del suo ex titolare. Oggi dà lavoro a quindici persone, tre italiane e dodici indiane. In azienda c’è anche la moglie che segue la contabilità. Sponsorizza gare sportive, elargisce contributi ad associazioni ed iniziative culturali, aiuta chi gli chiede una mano, insomma: è generoso. Lo dimostra anche il fatto che l’Auser alla caccia di fondi per l’acquisto di un pulmino per il trasporto di persone disabili ha trovato in Parmpal Jattana un importante sostenitore. 

Mentre mostra le fasi di produzione dei cerchi in lega sfoggia orgoglioso il forno che ha inventato, indica i controlli a cui sono sottoposti i suoi prodotti. Ne va fiero. "Tutto Made in Italy, anche se la China fa molta concorrenza la qualità del prodotto fatto in Italia è sempre una garanzia" spiega. E se gli fanno i complimenti, ringrazia ma aggiunge: "Non ho mai lavorato meno di otto ore al giorno, sempre. Ho faticato tanto e anche adesso i sacrifici non mancano". Benvoluto dai dipendenti, elogiato dal sindaco Luigi Pedrini che gli ha consegnato un attestato per il suo impegno a sostegno dell’iniziativa benefica del pulmino, Parmpal non vuole parlare del suo impegno di benefattore. "Questa è la mia comunità, qui crescono i miei figli, vivono i miei amici – ammette – è naturale che ci si dia una mano, ognuno secondo le proprie possibilità. Senza fare elogi". 

 

 

 

 

 

Commenti

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  1. Scritto da Gurpreet

    Sooo proud. …….!!!!!! Best of luck .

  2. Scritto da ugo

    complimenti a questo uomo,è un esempio per i nostri giovani.Noi invece abbiamo troppi furbetti di quartiere, ladri, inutili, parassiti e lazzaroni.

  3. Scritto da Max

    “Questa è la mia comunità, qui crescono i miei figli, vivono i miei amici è naturale che ci si dia una mano, ognuno secondo le proprie possibilità….”. Se ciascuno di noi facesse proprie queste parole, allora sì che potremmo definirci finalmente persone “civili”.

  4. Scritto da zeno

    sarebbe bello che la stessa apertura di credito e riconoscenza, ma anche solo la metà di quella che leggo qui, fosse rivolta agli imprenditori che hanno un passaporto italiano. in ogni caso bravo collega!

  5. Scritto da Enzodosio

    Lui è una delle migliaie di lampadine spente, per cui nessuno le nota, costituite da tanti immigrati che lavorano e producono silenziosamente e contribuiscono alla crescita del Paese che li ha accolti. Poi, purtroppo, ci sono le poche lampadine accese e che quindi si notano e fanno tanta luce, costituite dagli immigrati disadattati e delinquenti ed è facile alimentare pregiudizi, tanto “lè un nigher” dimenticando che anche “chei de cchè” non sono tutti santi. Meditate, gente, meditate.

    1. Scritto da Carlo Pezzotta

      Danno fastidio!! Sono sempre di più le imprese degli extracomunitari che danno lavoro agli italiani!! Però danno fastidio!! Nelle pianure bergamasche e allargandoci, nella pianura padana, sempre più indiani e pachistani lavorano nelle aziende zootecniche. Però danno fastidio!!
      Bergamaschi trogloditi, quelli non danno fastidio.

  6. Scritto da Vittorio

    Grande passione, grandi valori e tanto lavoro con sacrificio per un grande risultato economico e morale.

    secondo me c’è molto da imparare da persone come lui.

    Veramente complimenti !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  7. Scritto da federico

    un grande, complimenti!