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Dr. Funkenstein, sorpresa per occhi e orecchie

IN CONCERT! Comincia da qui su Bergamonews la cronaca, a volte seria a volte meno, di concerti nei locali della nostra provincia, di artisti noti e non. La firma Brother Giober.

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Giorno: Venerdì 27 gennaio

Luogo: Hangar 73, Orio al Serio

ARTISTA: DR. FUNKenstein

Giudizio: ****

Succede che un giorno di due settimane fa la mia carissima amica Raffaella, gran bella donna e cantante di qualità, manda a tutti i componenti della BBband (un’accozzaglia male assortita di bravi musicisti e volenterosi mestieranti) una mail di invito ad una serata musicale in un locale chiamato Hangar 73 dove si sarebbe esibita una band chiamata Dr. FUNKenstein.

Sono sincero, l’invito non era allettante. Alla mia età al venerdì sera al massimo si va a mangiare la pizza con amici e la circostanza di un concerto che inizia alle 23,00, di una band che non ho mai sentito e dedita alla disco music anni 70/80 mi crea, per dirla con un eufemismo, qualche imbarazzo. Ma alla mia amica Raffaella non posso dire di no.

E così di malavoglia eccomi alle ore 23 (così arrivo tardi e quindi sto lì di meno) del giorno 27 del mese di gennaio, prendere, da casa mia, la strada di un locale che non conosco. Quindi arrivo all’Hangar 73 e il mio umore ha un ulteriore colpo: per entrare devo compilare uno strano modulo dove devo indicare i miei dati. Sempre peggio dico io!!

Da questo momento però la serata come di incanto cambia completamente verso: entro in un locale che pare veramente ricavato da un hangar che è pieno zeppo di gente, di tutte le età, un pubblico eterogeneo, difficile trovare un fattore comune In più l’ambiente è accogliente, caldo e rumoroso, con un arredamento minimale e la sagoma di un aereo in alto a destra. Dentro di me penso che il titolare deve essere un po’ matto! O forse molto intelligente (a volte è la stessa cosa). Scoprirò poi che le cibarie sono buone e il servizio cortese.

Il primo incontro è con Massimo e mi dà il buon umore: è un mio amico assicuratore, uno che ha quasi la mia età e che a quarant’anni ha scoperto di essere un bravo cantante (e lo è effettivamente) e così si diverte a esibirsi dove capita in un repertorio che spazia dal rock anni 70 ai cantautori. Mi dice che sarà una serata divertente: stento a credergli…..

Incontro i miei amici con i quali ho l’appuntamento, sono oramai le 23,30, la mia strategia di arrivare in ritardo non ha sortito alcun beneficio, la band non è ancora salita sul palco e dentro di me penso che forse sarebbe meglio tornarsene a casa fingendo un malore (se ci penso qualche dolore alla testa, molto tenue comincio a sentirlo, potrei approfittarne…..). Decido, non so perché, di cercare sul mio I.PAD un video di Warren Zevon e dentro di me penso che almeno potrò ascoltare qualche cosa di buono.

Mentre aspetto mi accorgo che l’età del pubblico è molto varia, alcuni miei amici coetanei, qualche allievo universitario, qualcuno anche più giovane.

Alle 23,35 la band viene annunciata, le porte dietro il palco si aprono ed eccoli i nostri “eroi”: da sinistra, chitarra, tastiere, basso, batteria, percussioni, e davanti due cantanti; vestono in modo inguardabile, lustrini, pallettes, un misto tra Village People e Kiss. Il cantante porta un fez e il chitarrista un paio di stivali tremendi: ho deciso me ne vado!

Silenzio in sala: i due front (wo)man di spalle in una posa alla John Travolta: è veramente troppo! Mentre mi sto alzando parte un pezzo di Barry White, “The First the Last my Everything”, penso che non è un pezzo scontato né facile da proporre e non credo alle mie orecchie…e ai miei occhi! Sono bravissimi, scenicamente e musicalmente. Il cantante è straordinario, mi dicono sia argentino, si muove come un forsennato, canta veramente bene, un vero animale da palcoscenico; la cantante ha una voce pazzesca e stranamente, è misurata, più tardi avrà un malore e dovrà lasciare il palco.

Seguono altri pezzi, alcuni molto famosi ed altri per esperti conoscitori dell’epoca. Ecco gli Chic: lei è bravissima, il chitarrista oltre che fumo (per come è vestito) è anche tanto arrosto. A sorpresa parte un brano della Electric Light Orchestra: non è da tutti! Il batterista picchia come un forsennato, ed è bravo, il percussionista mi dicono abbia suonato con Phil Collins, non so se è vero ma se non lo ha fatto lo meriterebbe. Ed ecco gli Earth Wind and Fire che non sono facili da proporre e tanto meno da cantare (l’estensione vocale di P.Bailey è pazzesca) ma i Dr. FUNKenstein ci riescono perfettamente; qui mi accorgo quanto sia bravo anche il bassista seppur per niente vistoso e il tastierista anch’egli nell’ombra.

Il concerto è assai lungo ma per niente noioso ed ecco gli immancabili K.C and the Sunshine band, ma anche i meno prevedibili Odissey, mentre i Jackson Five entusiasmano e per un vecchio rocker come me i Doobie Brothers sono un colpo al cuore.

Il concerto termina dopo oltre due ore, volate in un attimo. La gente sotto il palco è contenta, ha ballato e sudato e i musicisti sembrano sinceramente divertiti. I Dr. FUNkenstein sono bravi, ironici e divertenti. Me ne vado felice e soddisfatto.

Mi sono fatto dare i nomi dei musicisti che mi auguro non si arrabbino se li cito e che sono:

HERNAN BRANDO, cantante

CLAUDIA D’ULISSE, cantante ;

MASSIMO NUMA, chitarrista;

FABIO LONGO, bassista;

STEFANO BRIZZI, batterista;

ROBERTO ACCIUFFI, direttore, arrangiatore e pianista

JEAN PIERRE AUGUSTO RODRIGUEZ, percussionista

Spero di non essermi dimenticato di nessuno. Non so cosa facciano né da dove vengono (non è vero, qualche giorno dopo sono andato su Internet e ho visto le numerose collaborazioni di ognuno di loro e adesso comincio a darmi alcune spiegazioni, vantano tutti esperienze e collaborazioni altisonanti), ma torno a casa felice e cerco su Radio Capital il programma di revival anni 70… e spero di sentire la voce di Massimo Oldani. E ringrazio Raffaella e il mio amico Massimo, l’assicuratore.

Brother Giober

 

Legenda Giudizio:

* alla terza canzone volevo andarmene

** era meglio andare al cinema;

*** niente male!

**** bene , bravi ,bis!

***** epocale!

 

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Commenti

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  1. Scritto da luis franz

    io non conosco l’Hangar 73 e neppure i DR: FUNKenstein ma sicuramente dopo aver letto l’articolo di Brother Giober mi metterò alla ricerca del locale e della band.

  2. Scritto da marci

    Io ero presente quella sera e mi è rimasta la voglia di
    risentire la DR. FUNKenstein Band. Ho ballato tutta sera in compagnia di amiche che hanno come me apprezzato la buona musica.
    Devo dire che Brother Giober mi ha fatto rivivere le sensazioni che io stessa ho provato quando sono entrata all’Hangar 73. Bravi DR. FUNKenstein ed eccellente Brother Giober

  3. Scritto da Massimo Numa

    Grazie per la recensione…per un gruppo musicale è già una conquista avere la disponibilità di qualcuno e parte del suo tempo per scrivere una recensione di una propria serata. Quando poi è ricca di analisi ed elementi come questa, beh….c’è di che esserne davvero orgogliosi.
    La sensibilità di cogliere nell’abbigliamento decisamente kitch non solo pacchianeria ma ironia, è da osservatore attento…e la competenza di riconoscere tutto il repertorio non è da molti.
    Dr.FUNKenstein nasce da uno strano miscuglio di musicisti provenienti da generi completamente diversi (chi scrive è un acceso rockettaro!); tutti con la voglia di suonare con il sudore che scivola su un sorriso…
    …divertiti nel non prenderci troppo sul serio proponendo brani straordinari e tutt’altro che semplici.
    Felice di non aver “mortificato” le tue orecchie ti ringrazio Brother Giober a nome di tutta la band per
    averci portato nelle pagine on line di Bergamonews.

    Massimo Numa

    1. Scritto da Daniele Lussana

      Grande Massimo. Siete Forti!