BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Troppo assenti a messa Comunione a rischio

Troppi bimbi assenteisti alla messa domenicale, ergo niente comunione e cresime alla fine dell’anno. La proposta è stata scritta nero su bianco sul bollettino parrocchiale da don Agostino Salvioni.

A Morengo il parroco adotta la riforma Brunetta. Troppi bimbi assenteisti alla messa domenicale, ergo niente comunione e cresime alla fine dell’anno. La proposta è stata scritta nero su bianco sul bollettino parrocchiale da don Agostino Salvioni, dopo essersi più volte lamentato della scarsa attenzione che i ragazzi riservano all’appuntamento domenicale. Ne dà notizia Il Giornale di Treviglio, che ha riportato una parte della filippica del parroco pubblicata sul notiziario: “Sinceramente, cari genitori, mi sento disorientato – si legge -. I nostri catechisti si sentono demotivati. Perché questo assenteismo religioso dei nostri ragazzi alle funzioni natalizie? Cosa si pensa di ottenere a chiedere i sacramenti pere i nostri figli se poi non ci occupiamo a far sì che si preparino a ricevere questi sacramenti e a viverli nella quotidianità?” Lo sfogo di don Agostino ha spaccato in due il paese. Molti genitori e catechisti si sono schierati dalla parte del don, altri invece non hanno risparmiato critiche. Una contrapposizione palesata durante un’assemblea organizzata in oratorio per discutere del problema. Il parroco non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Le comunioni e le cresime continuano a rimanere a rischio. Salvo una folgorazione sulla via di Damasco dei cinquanta ragazzi imputati di assenteismo.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Pinuccio

    È necessario premettere che la questione che pone Don Agostino Salvioni, parroco di Morengo, non riguarda solo la sua comunità parrocchiale ma è lo specchio di una realtà che purtroppo è presente un po’ ovunque e non solo nella nostra diocesi.
    Ritengo poi che sia decisamente sbagliato schierarsi da una parte piuttosto che dall’altra in quanto la contrapposizione divide e rende quindi ancora più difficile comprendere e affrontare una situazione così complessa la quale, anche se può sembrare paradossale, riguarda tutti più di quanto si pensa.
    Entrando nel merito mi sembra che non si può non costatare un dato e cioè che spesso non si vede una differenza nel vissuto quotidiano tra praticanti e non praticanti e non credenti, ciò evidenzia che se la fede non cambia la vita non è fede. Questo avviene perché come ha affermato Don Milani: “Con la parola alla gente non gli si fa nulla. Sul piano divino ci vuole la grazia e sul piano umano ci vuole l’esempio”. (Da Esperienze Pastorali) E Papa Paolo VI amava ricordare che: “Il mondo non ha bisogno di maestri. Ha bisogno di testimoni”.
    Non è Gesù infatti che viene contestato ma un cristianesimo fatto di realtà divine – di sacramenti, di riti dove tutto è previsto e regolato come il succedersi dei treni in stazione, di prediche – ma non di vita fiorita dal vangelo vissuto.
    Gesù stesso ha detto “A chi mi ama mi manifesterò”: dunque, come sacerdoti, come catechisti, come cristiani riusciremo a imitarlo se saremo fedeli all nostra prima vocazione: quella di amare, perché l’amore “fa vedere”, l’amore “manifesta”, e la fede ne risulta rafforzata. Ho fatto per moltissimi anni il catechista e posso testimoniare che ciò è verissimo.
    Penso che dobbiamo anche noi ripetere con la nostra vita alla fine della vita e con la stessa intensità quanto ha potuto dire Don Milani ai suoi ragazzi: “ Caro Michele, caro Francuccio, cari ragazzi, ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho speranza che Lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto al suo conto ”.
    E sarà ancora più bello se ciò riusciremo a farlo insieme perché come ha detto Giovanni Paolo II nella Novo millennio ineunte, là dove dice che la spiritualità del terzo millennio sarà la spiritualità della comunione: “Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo”. È una profezia che sgorga da una lettura dei segni dei tempi maturata gradualmente nel cuore del Papa”. È infatti significativa la duplice motivazione che egli indica per la spiritualità della comunione: è esigita dal disegno di Dio (fare di tutti uno, rendendoli partecipi della propria vita di unità, di comunione) e dalle attese del mondo (il bisogno sempre più intenso della pace e della fratellanza universale).

    1. Scritto da MIKE

      Signor Pinuccio non sono d’accordo con Lei perchè è di parte,è schierato,penso sia un sacerdote che dice sempre si ai suoi superiori.Se i genitori non tengono Cristo al centro della loro vita non possono dichiararsi cristiani e credenti.Se non danno il buon esempio,se non dimostrano ai propri figli quanto è importante vivere ogni giorno Cristo,non devono lamentarsi e non devono pretendere i sacramenti.Essi dimostrano che sono un optional!

      1. Scritto da pinuccio

        No, non sono un sacerdote, sono sposato e pensionato. Ho vissuto una lunga esperienza dentro la mia comunità in modo attivamente impegnato nella catechesi, nel consiglio parrocchiale, nel gruppo missionario… . Da molto tempo però sono stato attratto dall’ambito politico in quanto ho scoperto che essa si può vivere come “l’amore degli amori”. Per dieci anni l’ho vissuta in modo attivo, prima come consigliere e poi come assessore, mentre da un pò di tempo insieme ad altri amici, di differenti appartenenze partitiche, stiamo attuando una condivisione sulle più diverse tematiche che caratterizza l’agenda politica nazionale: la cosa più bella che sempre più andiamo sperimentando è che se di vive la fraternità come principio e metodo politico si raggiun gono risultati davvero entusiasmanti. Sono questi solo alcuni accenni del mio impegno.
        Comunque la ringrazio di cuore per avermi donato il suo pensiero che rispetto pienamente, anche perchè in fondo non è per nulla molto diverso dal mio.

  2. Scritto da Sleghiamoci

    Con la chiesa ricca che testimonia un uomo che ha predicato in povertà non ci credo molto a questa questa chiesa visto anche certe situazioni molto discutibili e per nulla cristalline. Le religioni sono l’oppio dell’uomo che anche in nome di Dio hanno ammazzato tantissima gente innocente,come anche nel periodo dell’inquisizione solo per i propi interessi.

  3. Scritto da Anonimo

    Beati voi che avete ancora una parroco che vi guida e dà testimonianza della Fede e ben venga un pò più di serietà nel valore e nell’ importanza dei sacramenti.
    Quando sarete colpiti dalla strage delle famose unioni pastorali dove non avrete più punti di riferimento e sarete letteralmente abbandonati e gestiti da manager aziendali forse rimpiangerete il “vecchio” parroco che compiva la sua missione

    1. Scritto da Marisa

      Sono la benvenuta nel club dei cristiani senza una guida spirituale?Avevo improntato la mia esistenza e quella dei miei due bambini nonchè di mio marito,sul placido mare di una guida spirituale,quale era il nostro parroco,ma un’impulso distruttivo di quelli che contano nella nostra diocesi dall’oggi al domani ci hanno lasciati senza un pastore che potesse capire i nostri tormenti..ed i nostri giovani si allontanano sempre più dalla chiesa.Grazie signor VESCOVO.

      1. Scritto da Anonimo

        Benvenuta nel club…..

    2. Scritto da giulio

      La chiesa come il gfoverno Monti,con le unità pastorali ha fatto il decreto svuotaparrocchie,che schifo! Bravo anonimo,ha sollevato un problema che abbiamo tutti,è una vera vergogna privarci del nostro parroco.

    3. Scritto da FEDERICO

      L’intento delle unità pastorali è CRESCERE INSIEME,ma tu non puoi comprende perchè sei arrogante ed hai il cuore vuoto.Non esistono regole ma c’è la fede,che illumina i nostri cuori e devi rispettare le esortazioni che la chiesa ci dona.Per te è più facile intimorire chi è meno fortunato invece che dargli una mano ed aiutarlo a camminare.Se tu fossi Dio avrei paura del tuo giudizio,perchè non sai cosa è l’amore.

    4. Scritto da FEDERICO

      Anonimo caro,ho creduto di intravedere nel tuo intervento una certa avversione che ti spinge a prendere posizione contro le decisioni della chiesa.Tu sei un fedele e devi accettare in nome della fede quanto ti viene dato dal Vescovo.Cosa te ne frega se ti levano un prete o te ne danno due? Tu non sei un buon cristiano,non sai cosa sia vivere in comunità,condividere.Le unità pastorali sono cosa buona e giusta,il meglio che un cristiano possa pretendere.Ti consiglio di rivedere le tue idee non condivisibili e lasciare perdere cose che sono più grandi te.

      1. Scritto da Anonimo

        Non si é un buon cristiano perchè si ha il coraggio di dire cosa non va e perché si tiene troppo all propria comunità???????
        Invece di prendere spunto da critiche che vogliono essere costruttive si viene tacciati di cattivi cristiani???????
        Credo che lei sia molto confuso e conosca le unità pastorali solo come bella teoria.
        Ad ogni modo per fortuna ho la garanzia che sarò giudicato da Dio e non da un buon cristiano quale lei si definisce.

    5. Scritto da Walter

      …condivido pienamente la critica alle ” unioni aziendali” più che “unioni pastorali”…come sottolinei tu, la crisi è negli uomini preposti a pastori della chiesa (dai vescovi all’ultimo prete) che non riescono più ad esprimere umanità e fermezza, convinzione e saggezza, e l’umanità del vangelo che sempre supera regole e leggi perchè incontra l’uomo….ma chissà che da tutta questa crisi come sempre è successo ne vengano fuori credenti autentici e quindi una chiesa più vera (…sicuramente ridotta in numeri..) che dia risposte anche a chi come si vede dai vari interventi su queste pagine è lontano, o contro, o malato mentale…grazie Anonimo

    6. Scritto da Minù

      Finalmente un prete CORAGGIO,che ha ardimento per affrontare quei genitori che danno una pessima testimonianza a propri figli.
      Ma la Chiesa si rende conto dei danni che ci sta arrecando? Dicono che le unità pastorali servono a colmare il deficit di sacerdoti,ma è poi vero che mancano i sacerdoti nella Diocesi di Bergamo? Perchè le unità pastorali non le fanno in città dove in un raggio di poche centinaia di metri vi sono 4-5 parrocchie e sarebbe lì utile e vantaggioso accorparle? Perchè penalizzare le piccole parrocchie periferiche di valli e comunità lontane? Se e vero che mancano i sacerdoti,( In Diocesi vi sono circa 400 parrocchie e circa 800 sacerdoti) perchè non prendiamo i sacerdoti dalla curia o dall’insegnamento e da tanti altri luoghi e li mandiamo nelle parrocchie? Otterremmo due grandi risultati: comunità parrocchiali soddisfatte e posti di lavoro per i laici!!!! Amaramente dico,”mi sento presa in giro!!!”

      1. Scritto da Anonimo

        Esatto!!!!!!
        Io vivo in una piccola comunità periferica e proprio perché piccola la figura del parroco é sempre stata fondamentale, cosa che non credo accada nelle grandi comunità.
        E non parlo da persona che confonde la Fede con una figura, bisogna però riconoscere l’ importanza del ruolo che il parroco riveste quale espressione di riferimento, di guida e di testimonianza.
        Sono certo di esprimere il disagio della totalità della gente che si trova proiettata nei nuovi progetti della Curia che sono distanti dalle necessità spirituali delle persone.

    7. Scritto da Gabriele

      Caro anonimo,sono d’accordo col parroco di Morengo perchè i sacramenti vanno somministrati a chi veramente si avvicina ad essi da credente convinto,perchè l’ostia consacrata non è un kinder ferrero!!!!!Inoltre hai toccato un problema serissimo ed hai rivoltato il coltello nella piaga,la chiesa non riesce a rendersi conto che le unità pastorali con le quali ha voluto sostituire la vecchia e cara figura del parroco,adducendo ragioni poco condivisibili e convincenti, sono deleterie ed allontanano i fedeli dalle parrocchie.Il parroco non è solo il celebrante ma è un punto di riferimento costante ed in un momento i cui si perdono tutti i punti di riferimento,anche la chiesa viene meno al suo insegnamento.

    8. Scritto da maddy

      Perfettamente d’accordo! Anch’io sto “subendo” la stessa situazione…Abbiamo dato per scontato cose che non lo sono alla luce degli ultimi inquietanti sviluppi…come avere “una” figura sacerdotale di riferimento…e non impersonali dispensatori di “servizi”, con il rischio di entrare sempre di più nella logica del “soddisfatti o rimborsati”…

  4. Scritto da Ivanskunk

    Che sia la volta buona che la gente si sia svegliata?
    speriamo bene

  5. Scritto da s_v5

    Ammazza che mondo di ipocriti…. poi ci lamentiamo sei i mussulmani ci fanno togliere i crocefissi… Tutti pronti a tirare fuori la pedofilia.. Ma tutti belli a fare i corsi fidanzati solo perchè sposarsi in chiesa è più bello. Poi ci si incazza pure se qualche sacerdote non accetta sta roba… Si è pronti a criticare senza fare una giusta autocritica… Al di fuori dell’ambito religioso chiedete a gli insegnati delle scuole in che sorta di difficoltà si trovano. Guai a dire che un ragazzo è un lazzarone o che ha dei problemo. Il figlio viene protetto subito dai genitori e l’insegnate è un pirla… Come in questo caso da alcuni commenti… il prete è un pirla, e se i bambini non partecipano come dovrebbero è colpa della chiesa e non genitori.

    1. Scritto da Anna

      Guarda al giorno d’oggi il tuo commento non fa una piega…ma conosci la realtà di questo paese???’
      è un prete che davvero fa scappare la voglia non solo di andare a Messa…ma anche di andare a giocare all’oratorio…!!! e questo è un peccato !!!

  6. Scritto da maria

    ha ragione il parroco , perche ostinarsi a far comunicare i figli se non interessa ?non è obbligatorio!!!ognuno faccia le sue scelte!!!! .::fortunatamente non siamo in un paese islamico e ognuno è libero di scegliere.anzi perche farli batezzare?, non è obbligatorio!!!! a gia ma poi la festa,… i parenti ..ee.e come si fa..!

  7. Scritto da giulio panza

    Sono un genitore separato non credente con mio figlio che ad aprile farà la prima comunione a Colognola. Contrario, non ho fatto però pressioni sul bambino e la mamma che la vedono in modo diverso (per verità la mamma).
    Che mi interessa è la serenità di mio figlio che da grande farà poi quello che riterrà meglio fare. Ma che mi fa incazzare è l’atteggiamento di tanto genitori che pensano solamente al vestito della cerimonia, alle bomboniere al regalo, al ristorante, mettendo in secondo piano quello che dovrebbe essere invece primario per un credente, il sacramento.
    Ripeto da non credente, capisco pienamente il parroco, è inutile fare tante sceneggiate senza credere veramente in quello che si fa. Inutile come succede a mio figlio, chiedere di andare a fare in chierichetto e poi, non andarci perché è stato fino a mezzanotte a vedere la De Filippi con la mamma.
    E’ impensabile che da genitori incoerenti e leggeri che portano i figli alla comunione o cresima solo perché lo fanno tutti, nasca qualcosa di buono. Poveri figli.
    Il mio rispetto a chi crede o non crede ma con coerenza.
    Per gli altri…solo compassione!
    Giulio Panza

    1. Scritto da orso orobico

      anche io non sono credente e sono contro questa ipocrisia che riempie tutti i cristiani cattolici nel nostro paese, tutti pronti a criticare le altre religioni senza guardarsi dentro, anche io avrò il problema del battesimo essendomi nata una figlia da poco.. io sarei per la libera scelta quando mio figlia sarà grande di scegliere la sua strada spirituale.. mia moglie la vuole battezzare per la famiglia etc etc.. è tutta una facciata senza senso..

    2. Scritto da davide

      ecco un ateo serio…complimenti!

  8. Scritto da Alfredo

    Il problema, caro don Agostino, è che la storiella di Gesù non sta più in piedi. Per secoli, l’ignoranza e la paura l’hanno fatta da padrona e la Chiesa ha avuto buon gioco a spaventare i fedeli. Oggi per fortuna (o per sfortuna, dipende) la scienza ha fatto progressi, la cultura media è cresciuta e la maggioranza non ne vuole più sapere di sentir parlare di colpe, peccati e salvezza. Non se ne può più di entrare in chiesa e sentirsi oppressi dai sensi di colpa, di chiedere perdono (e per cosa???), sentirsi comunque peccatori che devono recitare il mea culpa. In cambio di cosa? Del paradiso? Di una vita eterna migliore? Eterna?????? ma se lo immagina don Agostino una vita che non finisce mai, dico mai!!!.
    Mi spiace assistere al lento impoverimento della Chiesa. C’è bisogno di valori in questa società dove predominano materialismo e individuialismo. Ma c’è bisogno di un messaggio nuovo, di una Chiesa che parli alle anime e non ai politici, una chiesa meno “potente” (è addirittura uno Stato ) e più “povera”, che provi a capire i giovani senza la pretesa di impartire una “lezione” . Questa è la vera sfida
    Alfredo

    1. Scritto da davide

      ognuno può pensarla come vuole,ma se uno ha poche idee confuse non è facile tacere, meglio essere atei seri che gente che non sa quel che dice, a me sembra che lei Alfredo sia il primo materialista e individualista poi magari viene la sua idea di chiesa, perchè la Vera Chiesa è un’altra che spero prima o poi riesca a incontrarla .

      1. Scritto da Alfredo

        Beato lei, Davide, che riesce ad annullare ogni ragion critica, la invidio….

  9. Scritto da sherwood

    Non mi abbasso al livello del qualunquismo anticlericale di altri commenti e nemmeno mi preoccupo di discutere sui grandi interrogativi della vita. Mi limito a sottolineare il grosso lavoro svolto da tanti religiosi e volontari nelle parrocchie e negli oratori, lavoro che merita rispetto. Nonostante tutti i limiti ed i difetti, meno male che ci sono ancora le parrocchie e gli oratori ! In secondo luogo, NON E’ TUTTO DOVUTO, per cui se i genitori preferiscono portare la famiglia all’ORIOCENTER invece che a MESSA, siano coerenti fino in fondo.

    1. Scritto da Tizi23

      …la mia piu’ totale stima x lei….ottimo intervento!

    2. Scritto da Marco Daz

      Ben detto.
      Possono invitare tutti i parenti all’Oriocenter e fare la festa dei Teletubbies.

    3. Scritto da mario59

      Sono d’accordo con lei signor sherwod, ma molti genitori fanno frequentare la chiesa e fanno ricevere i sacramenti ai loro figli, solo per non vederli additati o peggio esclusi dalla vita sociale, specie nei paesi di provincia dove il potere della chiesa è ancora molto forte.. insomma preferiscono fingere di essere cattolici credenti e praticanti, ma appena si parla di questi argomenti, e degli impegni che la chiesa gli chiede per i loro figli, ne dicono di tutti i colori nei confronti della chiesa, per poi andare avanti a far finta di essere dei buoni fedeli credenti.
      Se solo la chiesa la quale è perfettamente consapevole di quanto ho appena scritto, garantisse la non persecuzione psicologica e l’isolamento dalla vita sociale di coloro che preferiscono non far frequentare la dottrina e ricevere i sacramenti ai propri figli, credo che in breve tempo si troverebbero a contare i comunicandi e i cresimandi sulle dita di una mano…facciamo anche due……ma so già anche cosa mi risponderebbero, che loro non isolano nessuno..e che queste cose le fa la popolazione, infatti la popolazione ben infarcita della cultura tramandata da secoli di schiavismo psicologico, attuato dalla casta del clero.
      Se solo avessero la metà dell’umiltà che predicano agli altri, penso che sarebbero molte di più anche le persone che li vanno ad ascoltare e che li seguono spontaneamente….ma ciò li mette di fronte al rischio di perdere il forte potere materiale al quale sono ben attaccati…il dio soldo per essere chiari… se non fosse come ho scritto io, non esisterebbe nemmeno una legge assurda come quella dell’otto per mille, che con tutti i suoi balzelli, fa in modo che,qualsiasi cosa uno decida, i soldi arrivino comunque all’obbligata destinazione…altro che povertà e penitenza… quella degli altri!…Crisi o non crisi, loro non li mettono ne in cassa integrazione, ne in mobilità ..anzi continuano a predicare e a colpevolizzare chi la crisi la subisce sulla propria pelle, e che oltretutto, li deve pure mantenere….buon weekend a lei.

  10. Scritto da don Agostino

    Caro d.d.v., giusto perchè sei intelligente e perspicace… ti mando l’articolo del giornalino parrocchiale di cui fai menzione e che neanche hai letto. Le ripeto, non devo e non voglio render conto delle cose della mia Comunità a chi non ne fa parte. don Agostino.
    RIAPRIRE IL DISCORSO SU DIO
    Ho ricevuto, tramite l’amico in comune Renato, la lettera di don Gianni Fratelli che indirizza ai suoi nuovi parrocchiani di Polesine Parmense e Vidalenzo, la Lettera n.2 – dicembre ’11. All’ interno compare questa sua riflessione che mi aiuta ad estendere ciò che ho vissuto in questo Natale 2011: Uno strano aiuto in tempo di crisi
    Uno strano aiuto in tempo di crisi
    Dove siamo andati durante l’avvento? Sono state quattro domeniche di domande e questioni serrate. Come del resto fa sempre la messa. Un tempo, quello della messa, che non permette di sprecare la vita. Un “puzzle” di segni (parole e gesti) che sprigionano forza, alludendo a quel di più che spesso non vediamo.
    “II tempo è oro”: tutto il tempo è così. Anche quando è tempo di crisi, come il nostro. Sì, perché non sono le cose a possederci. Saremmo dei volgari mercanti. Noi siamo pieni, non di cose, ma del Mistero: Dio. E’ che non lo sappiamo o lo dimentichiamo. Il Mistero è il “border-line” della nostra esistenza. Allora tutto, proprio tutto, è tempo buono perché la nostra umana esistenza possa venire risvegliata all’incontro con noi stessi e, al fondo, con Dio. Nulla ci deve inchiodare alle cose, al tempo: nemmeno la crisi che ci attanaglia. Occorre saper aprire una “Via” alternativa a tutto ciò che ci imprigiona e che ci abbandona alla paura del vivere.
    E la “Via” ci è aperta. Ce lo diceva il vangelo di Marco: “Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, figlio di Dio .. ” La “Via” è una Persona. Non sono le idee che cambiano o che possono aiutare, ma “Qualcuno”, una persona amica capace di essere per noi “Via”. Ecco l’ “Inizio”. Per affrontare qualsiasi crisi occorre sempre un inizio, un punto di partenza positivo e figurato in una persona. Noi cristiani abbiamo Lui. Nulla ci è di più caro di Lui. E Lui è per tutti. Con Lui affrontiamo anche la crisi perché la potenza di umanità di Cristo può addestrarci spiritualmente, moralmente e socialmente a quello che Cesare Pavese chiama “II mestiere di vivere “.
    Tutta la nostra umanità, tutta la realtà, anche quando si sgretola e sembra andare a rotoli, merita il nostro impegno sereno e severo. Il vivere è una continua gestazione per una continua rinascita. A una condizione: che ci sia un giudizio, cioè uno sguardo “critico” vero, perché corrispondente alla natura delle cose.
    Ve lo dico con le parole di un articolo letto su un quotidiano qualche girono fa. “II sapiente è tormentato, l’ignorante è ilare nella sua beceraggine. Solo l’intelligente vede il vuoto che rode l’essere e la morte che pervade ogni atto che si compie sotto il sole”. E’ la crisi radicale di cui le crisi trasversali ne sono la piccola e drammatica rappresentazione.
    Dio continuamente nasce. Lui ci trovi continuamente svegli, cioè intelligenti come la Madonna. Ed è per questo che il Natale ci riguarda. Celebriamo il Natale intero: quello di Cristo Gesù, il Bambino per noi, gente in crisi. Tutti vi aspetto, anzi vi invito in chiesa a Natale. Perché sia buono.

    Il Programma Pastorale Diocesano per il terzo anno ci propone una riflessione, uno scambio di pensieri e una preghiera sulla tematica della famiglia. Per il 2011-2012 l’attenzione è su: Famiglia, lavoro e festa. La famiglia è in crisi, il lavoro è molto in stato di precariato, e la festa … è vista solo come evasione ed estraneità ad ogni impegno.
    Dove sono nostri ragazzi ?, ma certamente dove sono i loro genitori! A Messa non ci sono…
    E dove sono i nostri Adolescenti… Ed i nostri giovani … E le giovani coppie ? E gli anziani ?
    Tutto porterebbe a pensare che le nostre famiglie sono tutte prese e occupate in ‘grandi vacanze’ in luoghi di mare o di neve … ma allora devo supporre che la crisi, è tutta una burlonata?!!
    Eppure non c’è stato un gran movimento di partenze e arrivi.
    Nell’incontro del 2° martedì del mese con i catechisti ci si è chiesti cosa sta succedendo. Niente, vuoto assoluto. Tutti hanno costatato la grande assenza ed i posti vuoti nei banchi. Abbiamo letto e commentato un poco un articolo della rivista ‘dossier CATECHISTA’ : “Ho già perso l’entusiasmo …” una catechista esterna i suoi dubbi se continuare o meno a fare la catechista. Abbiamo concluso con una preghiera, e via a letto !!!
    Non si tratta di sbattere la porta in faccia a nessuno.
    Si mastica amaro e si scopre che i pastori sono andati ad Oriocenter (sempre aperti, anche di domenica, e fino a mezzanotte perché è a quest’ora che l’Angelo parlò loro…) ed i Re Magi sono andati a Dubai. Cantori e Catechisti a Morengo.
    Quali reazioni a situazioni del genere, dove appare chiaro che il cammino spirituale, ‘seguire la stella’ non interessa a molti, anzi interessa solo a pochissimi? E allora cosa possiamo e cosa dobbiamo fare. Non andiamo alla ricerca del colpevole. Non serve a nulla, è solo una ‘trovata’ dei giornalisti per confondere l’attenzione e tener vivo un interesse morboso. Ciò che occorre fare è chiederci cosa possiamo in concreto fare e mettersi in azione.
    – Fermare tutta la carovana dei Sacramenti e dirci francamente che cosa sono, cosa è per me ricevere il Battesimo, la Cresima, la Comunione, il Matrimonio …
    – Prenderci del tempo necessario per attivare una Catechesi vera, voluta, cercata: “ho fame e sete di Te o Dio. Tu sei la mia luce e gioia”. “Signore da chi andremo, Tu solo hai Parole di Vita”. Dicevo ai Catechisti che il mio vecchio parroco don Angelo Locatelli nella sua predicazione affermava che se dovesse scegliere tra S. Messa e Catechismo, lui avrebbe scelto la Catechesi. E motivava così: Andare a Messa e tralasciare la Catechesi ti porterà a non vivere la S. Messa con partecipazione, ti porterà a non andare più, a non capirne il senso e quindi a smettere di andare. Frequentare la Catechesi (Catechismo per adulti), ti farà maturare la consapevolezza che la S. Messa è un grande dono di Dio, dove Lui ti parla e dove si dona a te come cibo per affrontare il cammino della vita.
    – Continuare comunque sperando che il Signore faccia Lui qualcosa.
    – Stabilire che non andare a Messa non è più peccato e che il Catechismo è superfluo tanto ognuno sa per natura chi è Dio e cosa Lui ci chiede. Il suo Spirito è in chiunque è Battezzato. Il peccato originale è un’invenzione della Chiesa.
    – Aspettare che “le nespole maturino”, tutto matura a suo tempo.
    – Educare e ancor più educarsi è cosa molto difficile, lasciamo perdere e vedrai che tutto s’accomoderà.
    A Morengo ci sono 2600 e più verità, verità personali, individuali. Verità non verità se non in forma ridotta.
    E così è Pagazzano, Bariano, Cologno, Urgnano, Romano centro e Cappuccini. Non so se a Treviglio, a Milano, a Roma, nel resto d’Italia è così come da noi… ma ciò non migliora la nostra situazione di ‘malato in corsia’, di malato grave. Per fortuna che almeno in politica le cose vanno meglio. La scuola è veramente un’officina di sapere e un luogo dove si cresce fisicamente e ‘dentro’, dentro, cioè moralmente e spiritualmente. E poi, fortunati noi che siamo un popolo di grandi pensieri e di gusto raffinato, peccato che ciò non ci pone ai primi posti nelle classifiche ‘che contano’ a livello anche solo europeo. Inutile ricordarsi che tante altre civiltà nel corso della storia, si sono autodistrutte, si sono perse. Anche le popolazioni che sono state la culla della fede cristiana sono sopraffatte da altre fedi, ma ciò non le pone all’apice della piramide, si sono arrestate nello sviluppo umano e ancora vivono in guerre e miserie.
    Carissimi vi confesso che la S. Messa di Natale io l’ho celebrata, l’ho sentita come vera S.Messa che celebrasse il Natale di Gesù, solo domenica 8 gennaio alle ore 10,30. Tre Battesimi, Coretto e (tutti) i bambini del catechismo presenti con i loro catechisti e tanti genitori. Qui ho avuto la percezione della Comunità.
    In questa funzione, durante la predica, alla domanda: “cosa succede a noi nel Battesimo?” Un bambino risponde : diventiamo Cristiani. Una risposta molto più eloquente che non la solita insipida affermazione: diventiamo figli di Dio. Non è con il Battesimo che diventiamo Figli di Dio, lo siamo già …, ma con il sacramento ci rendiamo conto e scegliamo di essere Figli di Dio. Figli di Dio lo siamo fin dalla Creazione, solo che non ci crediamo più, siamo distratti e col nostro peccato veniale siamo impossibilitati a ‘vedere’ e credere questa realtà. Gesù ci parla del Regno di Dio, nel quale Regno Lui è Re, e noi suoi cittadini. Tutto ciò non è e non vuole essere una forzatura, è una proposta, se lo vogliamo essere. Ma Lui Dio per conto suo ci ha creati suoi figli, suoi cittadini.

    Vi presento due paginette della rivista catechistica di questo mese.

    Don Agostino
    SINCERAMENTE … CARI GENITORI,
    io mi sento disorientato. I nostri catechisti si sentono demotivati … Perché questo assenteismo religioso dei nostriragazzi, alle funzioni natalizie?
    Cosa si pensa di ottenere a chiedere i Sacramenti per i nostri figli se poi non ci occupiamo a far si che si preparino a ricevere questi sacramenti e a viverli nella quotidianità? i Sacramenti sono anche dei punti di arrivo, ma non sono la mèta. Si ricevono i Sacramenti per poter fare un cammino di fede, per dare un senso alla nostra vita, per diradare la nebbia che ci avvolge, tutti, per sperare oltre la speranza umana, per sorridere anche nelle calamità.
    È questa la testimonianza che vogliamo dare in Parrocchia: andare avanti comunque. Ma chiediamo anche più impegno alle famiglie: vivete la fede, pregate in casa, fate spazio a Dio, affinché si possa essere “sinceri” e “convinti” di seguire il cammino del Vangelo, il cammino di Gesù, il cammino della Chiesa. Qualcuno disse: “La famiglia è la culla dell’amore di Dio. Non ogni famiglia purtroppo, ma ogni famiglia lo può essere se lo vuole e se lo crede.

    Seguire Gesù non è solo avere un’informazione su di Lui, ciò non basta, sarebbe illusorio. Seguire Gesù è avere un’esperienza vitale con Lui che dia risposta alla nostra ricerca di amore, di senso della vita, di verità, di pace.
    Un conto è che io faccia un’esperienza di qualsiasi tipo e soprattutto un cammino con una persona, da solo, altro se io vivo quest’esperienza nella verità e con l’amore di Gesù. Gesù mi fa capire che la croce serve a passare il burrone.

    1. Scritto da Carlo Pezzotta

      Basta scrivere, scendete nelle strade, nelle piazze di quelle città cosidette dormitorio dove c’è depravazione, fame, malattia.
      Dove l’uomo è ormai diventato peggio di una bestia, perchè l’indifferenza della ricchezza lo ha ridotto così. Perchè la prepotenza del potere che vive sfruttando la povertà, riduce l’umanità povera, a nullità. Le cosidette comunità parrocchiali si trasformino in vere COMUNITA’, seguendo l’esempio di don Bosco prima e dei don Milani, don Mazzi, don Ciotti, poi. Basta con gli altisonanti articolo scritti solo per pararsi il culo difronte alle vere emergenze umane. Se avete scelto di fare il prete e di essere ministri di Cristo, fatelo davvero e piantatela di predicare. Cristo è stato crocifisso perchè invece di scrivere, operava e dava fastidio a quel potere, che non è cambiato.

      1. Scritto da mario59

        Bravo Signor Carlo
        Se mi premette al suo discorso aggiungerei: basta anche con la cultura “o con noi o contro di noi”…se veramente applicassero nella realtà, quanto esplicitano nelle loro prediche, non creerebbero scudi e limiti nei confronti di coloro che non seguono il loro credo… purtroppo predicano il bene, ma razzolano nel male.

      2. Scritto da Alessandra

        E per rimanere in tema ecclesiastico …… PAROLE SANTE !!!!!!!

  11. Scritto da daniela

    Il rapporto con la spiritualità, che non necessariamente coincide con il rapporto con la Chiesa, è un percorso soggettivo che oguno si costruisce nell’arco della sua vita. Se vuole. E se ci sono persone che vivono con “superficialità” (non è un giudizio, sia chiaro), con superficialità affrontano il rapporto con Dio. In questo senso bene fa il prete a richiamare i suoi concittadini, secondo me. Detto questo, trovo fastidiosa l’incapacità della chiesa a guardarsi dentro, a fare autocritica, ad interrogarsi e condivido le considerazioni di Roberto.
    Del resto se l’individualismo e il formalismo sono così endemici come fa notare nella lettera, un poco di responsabilità ce l’avrà pure la Chiesa che tanto potere ha ovunque in Italia, no?Forse il don Salvioni farebbe buona cosa a mettersi alla pari delle sue anime e interrogarsi sull’operato suo e della Chiesa che rappresenta

  12. Scritto da Ezio

    Il parroco ha ragione al 100%. Vogliono il titolo di bravi cattolici per poi spenderli magari nelle guerre di religione e sparlare di “tradisiù”? I “diplomi” vengono consegnati solo dopo un periodo di studio. Che facciano quel minimo di sacrificio. Bravo Don Agostino!
    Un bel ceffone assestato bene ai cattolici più cattolici del papa.

    1. Scritto da Carlo Pezzotta

      Questa religione, fatta al 90% solo da ipocriti! Escono da messa e non si ricordano il Vangelo appena letto! Appena possono criticano, arrivano anche a criticare i don Mazzi, don Ciotti, anche il nostro don Resmini, tacciandoli di comunismo. Questi cattolici ipocriti.

  13. Scritto da battista belloni

    Un caso quasi simile e’ successo a Brignano la chiesa parla chiaro ( non e’ obbligatorio ) vuoi che tuo figlio riceva i sacramenti? bene tu genitore e figlio-a devi partecipare .Non ti interessa non mandare i figli a catechismo e all’oratorio

    1. Scritto da mario59

      Pienamente d’accordo con lei….peccato che però i preti continuino a voler mantenere il potere della vita sociale, specie nei paesi di provincia..quando i cittadini saranno sicuri che i loro figli non dovranno subire ritorsioni psicologiche o esclusioni dalla vita sociale della comunità…credo che anche l’ipocrisia di cui lei si riempie la bocca con tanta facilità…avrà modo di smettere di esistere..buon weekend.

  14. Scritto da Stefano

    Come biasimare dei ragazzini che non vogliono andare a catechesi quando questa è fatta ancora come 50 anni fa? Stare seduti 1 ora in un aula fredda e spoglia a sentire la solita lezioncina è tedioso dai… Io penso che servano nuovi stimoli.

    1. Scritto da quanta ipocrisia

      nessuno obbliga i genitori a mandare a catechismo i propri figli così come non è obbligatorio fare il battesimo, la comunione, la cresima e neanche il funerale in forma cattolica. Perciò ha pienamente ragione il parroco, le cose o si fanno bene o non si fanno!!!
      C’è gente che fa fare ai figli tutti i sacramenti e poi non va a messa neanche a Pasqua. IPOCRITI (sono quelli che poi si indignano se si vogliono toglire i crocofissi dalle aule scolastiche e dagli uffici pubblici)

    2. Scritto da Damiano

      Sì, ma… anche stimoli più “scientifici”, più concreti… dai… A scuola, l’insegnante di scienze si impegna a insegnare ai bambini il big bang, l’evoluzione, le scoperte scientifiche, e, la materia successiva (religione) ai bambini raccontano cose che in maniera non ben comprensibile (se non con un atto di fede), confliggono con ciò che hanno appena imparato l’ora prima…

  15. Scritto da mario59

    Ogni volta che si affrontano questi argomenti, mi viene da sorridere….e nonostante la morte di per se mi faccia paura, sono consapevole, che nel momento ìn cui mi spegnerò.. anche la mia entità smetterà di esistere.. e tutto tornerà esattamente come era prima che io nascessi…non potrò più gioire ma nemmeno soffrire…praticamente, non sentirò più nulla…vivere nell’illusione dell’eternità è un modo che piace ai soggetti più deboli, perchè li aiuta ad esorcizzare la paura della morte.. io fortunatamente, ho smesso da tempo di avere paura del dopo…la mia vita è questa finchè durerà…dopo non sarà più un problema mio.
    Don Agostino e tutti i suoi simili, devono prendere atto del fatto che, la maggiorparte dei genitori che mandano in chiesa i loro figli, lo fanno per il quieto vivere, ma nella realtà, di quelli che veramente credono nella vita eterna, ce ne sono rimasti proprio pochi…la maggiorparte di essi sono persone disperate, magari colpite da pesanti disgrazie, oppure sono persone che hanno capito di essere giunte alla fine,….nulla di strano, è la paura della morte, che momentaneamente vince sulla ragione…io ai miei figli dico sempre; vivete la vostra vita onestamente, e non avrete sensi di colpa, ..la nostra vita è solo di passaggio, facciamo parte del ciclo biologico di questo pianeta..quando smettiamo di vivere, finisce tutto, anche la paura.

    1. Scritto da tizi23

      mi scusi Signor Mario ma io mando le mie bimbe a catechismo….a messa…a volte ci sono io a volte con il loro papà….ma non siamo assolutamente persone disperate ne coinvolte in tragedie personali…ne io ne lui crediamo in una seconda possibile vita(spirituale) ma la fede ci fà star bene….i miei genitori hanno scelto x me e io scelgo x i miei figli…starà a loro poi crescendo fare scelte……cmq io ho già detto che in questi ultimi tempi purtroppo fede e chiesa viaggiano su’ binari diversi…ma come in tantissime altre situazioni non facciamo di tutta l’erba un fascio….la libertà di giudicare o sentenziare sul modo di vivere o di credere di altri individui lo trovo molto limitante x chi lo fà….giusto esporre il proprio punto di vista ma lasciamo respirare e vivere anche gli altri come e quanto gli pare…

      1. Scritto da mario59

        Infatti Signora Tizzi23 io mi sono limitato a scrivere quello che è il mio pensiero, non intendo vietare a nessuno di vivere la propria fede…se lei e la sua famiglia vivete bene frequentando la chiesa, nessuno ve lo può o ve lo deve impedire…sono così democratico che se qualcuno volesse impedirvelo, mi schiererei sicuramente dalla vostra parte…dopo di che, fossero democratici anche i vertici della chiesa, ma anche quei cittadini che io definisco fondamentalisti cattolici, sicuramente vivremmo meglio tutti…e mi riferisco a quei temi che ci riguardano tutti e dove parecchie volte, la chiesa riesce a metterci lo zampone oltre che a imporsi influenzando le scelte dei governanti.
        Tornando all’argomento della discussione, non cambio una virgola di quanto ho scritto nel post di ieri…anzi, mi faccia capire, lei afferma di non credere nella vita eterna, però frequenta la chiesa..? La dentro predicano l’esatto contrario…a sto punto non le converrebbe vivere la sua fede diversa, in momenti di riflessione senza bisogno di andare in chiesa ad ascoltare chi le racconta cose a cui lei non crede?…tengo a precisare che la mia è una domanda, non un consiglio…buona domenica.

    2. Scritto da Damiano

      Non trovo una parola da aggiungere alla sua saggezza e ragionevolezza. Sono completamente d’accordo.

  16. Scritto da Giuseppe

    se in italia l´informazione avesse riportato anche solo la un decimo degli scandali di pedofilia esplosi negli ultimi anni, be´… oltre all´assenteismo dei figli i genitori sarebbero venuti a cacciarvi coi forconi.
    vi va bene che mamma rai e mediaset (per non parlare dell´Eco..) operano una censura da fare invidia l´Unione Sovietica di Breznev.

    1. Scritto da Giorgio

      La Chiesa, pur con tutti (molti) limiti, difetti, miopie, insufficienze… esiste da 2000 anni… è l’unica istituzione umana che è resiste da così grand tempo. Anzi più ha sbagliato più si è rafforzata… Io dico solo questo: forse ha resistito e resiste così a lungo perché va oltre la realtà umana. Forse ha in sé qualcosa di soprannaturale?

      1. Scritto da mario59

        Signor Giorgio,
        I suoi forse, non vanno assolutamente d’accordo con i predicozzi dei suoi amici preti…i quali, sono 2000 anni che non accettano di essere messi in discussione…quando parla di loro e della loro chiesa…se vuole essere considerato come un buon cristiano, eviti di lasciare spazio al dubbio…è la ricetta che usano da 2000 anni…funzionava molto bene anche quando bruciavano sul rogo chi li contraddiceva…e loro non avevano dubbi, ma solo la certezza di farlo nel nome di dio…se le pare poco..!

  17. Scritto da gigi

    Il commento di Lisa si squalifica da sè. Libero ciascuno di non credere o di credere a quello che gli pare, ma non libero di fare ironia di bassa lega su cose che per molti sono importanti. Detto questo è ora di dire con chiarezza che i sacramenti non sono un diritto e neppure un saggio di fine anno. Se uno li chiede metta in atto un atteggiamento coerente, altrimenti è meglio non chiederli. Si predica tanto la coerenza in ogni ambito della vita e ci si dileta a crocifiggere gente per la sua mancanza di coerenza. Quanti puritani! Ma possibile che questa cosa qui valga per ogni cosa tranne che per la fede?

    1. Scritto da Luc 2

      Eh no, semmai i puritani stanno dall’altra parte. Ma non è la religione del figliol prodigo? Del porgi l’altra guancia? Che il parroco insegni i valori in cui crede e non minacci i ragazzi. Che spieghi loro come funziona e quali vantaggi/benefici porta la sua religione. Io non sono religioso ma rispetto chi lo è. Anche i religiosi rispettino chi religioso lo è solo a metà o chi non ha ancora capito se religioso vuole essere.
      I tempi son cambiati, si adeguino anche i parroci.
      Certo: sarebbe meglio che prima si adeguasse il loro capo tedescoromano

    2. Scritto da Narno Pinotti

      Grazie signor Gigi, se permette copio le sue parole e le tengo da parte per la prossima volta che qualcuno parlerà di mettere il crocifisso negli uffici pubblici.

  18. Scritto da s_v5

    Ho finalmente qualcuno con le palle…… Grande Don….
    Certe critiche verso la chiesa e i sacerdoti sono tragicomici… proprio perchè fatte da persone che pensano più a se stesse che al prossimo.. Il problema è l’egoismo dilagante…. e queste situazioni ne sono l’esempio.. Tutto e subito senza il minino sacrificio… è questo che insegnamo ai nostri figli… e il risultato si vede..

  19. Scritto da roberta

    i grandi problemi della società moderna…
    parroco, piuttosto, dica: cosa ha fatto e sta facendo, da buon cristiano, per aiutare le persone della sua comunità che soffrono, anche a causa dell’attuale congiuntura economica? No perchè, sa… il suo superiore, qualora esistesse davvero, penso la giudicherà di più per ciò che fa per il prossimo, piuttosto che per il numero di particole distribuite…

    1. Scritto da drogo

      affermazioni senza senso,luogo comune al cubo,banalità allo stato puro…le sfugge che esiste qualcosa che si chiama dottrina cattolica e qualcosa che si studia che si chiama teologia?
      Lei sa che quelle particole per un cattolico sono il corpo ed il sangue di Dio?E che riceverle implica (o implicherebbe)una seria preparazione spirituale…?
      Il resto,per quanto importante,con questo ha poco in comune…

      1. Scritto da Damiano

        La teologia si studia su testi scritti e stampati da umani, e non divini… veda un po’ lei… Le sfugge che le alte gerarchie della Chiesa vivono nel lusso e nel superfluo, mentre tanta umanità è alle fame? Meglio sfamare un bimbo africano, che non nutrire la mia anima di particole (prodotti umani da industrie umane e non divine)… Provi, in nome di Dio, a chiedere gratuitamente le particole alle aziende che le producono… Provi, se ci riesce… visto che è materia Divina…

        1. Scritto da mario59

          Grande Damiano…. ha saputo rispondere nel modo migliore a chi è completamente fuori dalla realtà, accecato o drogato dalle prediche di uomini più furbi, o forse furbo come lui.

        2. Scritto da drogo

          e mi spiega questo cosa vuol dire:Chiesa ricca bla,bla?
          Qui non si parla di critica ai beni terreni della Chiesa,nè di richezza,nè di povertà.Qui si parla di comunione,transubstanzazione,
          sacramenti,anima,Dio incarnato…ci credi?bene,allora ti comporti di conseguenza,vai a messa,ti prepari e puoi ricevere il sacramento.
          Non ci credi?Non vai a messa,te ne freghi,vai in vacanza ecc,ma non pretendere di fare la comunione ufficialmente come tutti gli altri…
          Le sembra che il ragionamento faccia una grinza,mi dica…

          1. Scritto da Damiano

            Troppo comoda dire: “non è questo l’argomento da trattare qui”… Se si parla di cose divine, di particole che non sono semplicemente pane, non ci devono poi essere implicazioni chiaramente materiali e venali… Ed è sotto gli occhi di tutti, che la Chiesa e le sue gerarchie, non ripudiano il lusso e il superfluo, alla faccia di tutti i poveri del mondo. E alla faccia anche di quei poveri missionari che si consumano la vita per i derelitti, nei posti più infernali del mondo. La teologia, è un’invenzione degli uomini, mica l’ha inventata Gesù per conto di Dio; Cristo, non ha lasciato indicazioni per la costituzione di uno stato con monarca assoluto che lo rappresentasse qui sulla terra. Non ha chiesto guardie svizzere alla protezione del monarca… Non ha desiderato musei vaticani con tesori di inestimabile valore. Non ha spinto per la costituzione di una banca del Vaticano… La Chiesa è anche tutto questo: cosa c’è di divino o di cristiano in tutto ciò? Che male fa, al confronto, uno che mette in bocca una particola anche se poco “convinto”?

    2. Scritto da Damiano

      Se lo lasci dice: lei è una mente acuta. Sinceri complimenti. Sono totalmente d’accordo con lei.

  20. Scritto da Tiziano Trivella

    In questo discorso Brunetta non c’entra proprio.
    C’entra la serietà delle scelte e l’ipocrisia diffusa: don Agostino ha fatto benissimo a sollevare la questione pubblicamente.
    Lo stesso problema sussiste nelle scuole dell’obbligo dove, stando al numero degli iscritti all’Insegnamento della Religione Cattolica (I:R:C:), si potrebbe dire che oltre il 90% dei bambini e dei ragazzi appartiene a famiglie di cattolici praticanti.
    Purtroppo, però, quegli stessi alunni e i loro genitori danno frequentemente esempi di comportamenti e di insegnamenti non solo diversi ma addirittura “opposti” ai princìpi del cristianesimo.
    Lo so: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, ma, ogni tanto, anche soltanto un attimo di riflessione cosciente da parte degli adulti potrebbe far bene ai nostri figli, alle nostre famiglie e alle nostre scuole.

  21. Scritto da luc

    Caro don Agostino Salvioni, si è chiesto per caso se ai ragazzi del 2012 spiegare che gli asini volano ha un senso?

    1. Scritto da vito

      sono ateo e pure anticlericale, ma il ragionamento del parroco non fa una piega, se non sono interessati alla religione perche’ pretendono i sacramenti,? perche’ i loro genitori li hanno battezzati?

      1. Scritto da Ergo

        Perché li hanno battezzati??? E che c’entra? E perché vanno a scuola, allora? decideranno da grandi…
        mah!

      2. Scritto da luc

        Per comodità, per quieto vivere, perché così fan tutti, perchè nella vita non si sa mai, perché altrimenti non gli lasciano frequentare l’oratorio, perché quando saranno grandi decideranno da soli, perchè così la nonna è contenta, perchè essere amico del prete fa sempre comodo, perchè così non ti senti un diverso, perché no?

        1. Scritto da bassaiolo

          Andare a catechismo, ricevere i Sacramenti cattolici non è un obbligo di legge , scritto in qualche codice ( per fortuna lo Stato è laico). Però se voglio riceverli ci sono delle regole e nessuno manda i carabineri a casa. Se le regole non mi piacciono non posso avere la pretesa di fare la prima Comunione o la Cresima comunque o anche il Battesimo: Vorrà dire che regali, pranzo , vestiti nuovi,trucco e parrucco ( nei paesi si fa a gara e guai se due persone hanno lo stesso vestito ) li riserverò per altri momenti.
          Amen.

  22. Scritto da Lisa

    Potrebbero mangiare un pezzo di pane e mettersi dell’olio in testa anche a casa. Sarebbe la stessa cosa, anzi, risparmi di più!

    1. Scritto da manuel

      si potrebbe fare a meno di pubblicare certi tipi di messaggi? grazie….

      1. Scritto da mario59

        Chieda alla redazione di BGNEWS, di assumerla come censore dei post a lei sgraditi.

      2. Scritto da Luc 2

        Certo: adesso invochiamo anche la censura e la santa inquisizione!
        Si può essere d’accordo o dissentire, si può (civilmente) criticare o avvalorare ma non si deve mai censurare un messaggio solo perché diverge dalle proprie opinioni o dal proprio credo.

    2. Scritto da Dexter Morgam

      Magari vuoi anche gli applausi….