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Cave di Ceppo di Grè richiamo per il turismo

La sfida lanciata da un gruppo di 40 studenti della facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, coordinati da Paolo Belloli, presidente dell'Ordine degli architetti di Bergamo. I loro progetti saranno presentati al Centro Culturale Sebinia sabato 4 febbraio.

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Da una visione architettonica un’opportunità economica per il Sebito. A lanciare l’idea di "produ-turismo", un nuovo concetto per la promozione del territorio è Paolo Belloni, architetto, docente al Politecnico di Milano e presidente dell’Ordine degli architetti di Bergamo che ha coinvolto circa 40 studenti.

Sabato 4 febbraio, dalle 10 alle 17 al Centro culturale Sebinia di Sarnico, si svolgerà la presentazione dei risultati finali del corso e del workshop che ha coinvolto i giovani futuri architetti.

"E’ il terzo anno consecutivo che un gruppo di studenti della facoltà di Architettura del Politecnico di Milano anima gli spazi del Centro Culturale Sebinia a Sarnico  – afferma Giulio Marini, imprenditore e titolare della Marini Marmi di Castro – con un workshop progettuale che ha interessato il territorio del Sebino. I temi generali trattati sono quelli della progettazione del paesaggio, della riqualificazione ambientale e del riuso di un territorio che ha subito negli ultimi decenni un graduale processo di dismissione di attività produttive, di edifici, di infrastrutture e di presenze costituiscono un elemento di degrado ma che rappresentano un potenziale di riqualificazione del territorio".

Il gruppo di lavoro è costituito dal corpo docente e da circa 40 studenti guidati dal gruppo di lavoro da Paolo Belloni, presidente dell’Ordine degli architetti di Bergamo. Gli altri docenti del corso sono Oliviero Godi, Alessandro Frigeni e Marcello Corti con il supporto di Michele Zambetti e Paolo Sterni. Nel corso delle precedenti edizioni sono stati trattati temi progettuali relativi ad alcune aree del comune di Sarnico, di Zu, dell’area del Bogn a Riva di Solto e ad altri luoghi significativi dell’ambito del Sebino.

"Quest’anno il tema riguarda le cave di Ceppo di Grè e si occupa della integrazione di una cava di materiali lapidei con funzioni tradizionalmente non collegate alle attività estrattive – spiega Belloni -. L’obiettivo è quello di individuare soluzioni che favoriscano la promozione del territorio attraverso la promozione delle attività produttive che sono in modo specifico legate alle risorse naturali e culturali del territorio. Il processo estrattivo produce una trasformazione del territorio e del suolo, esterno ed interno nei casi di cave in galleria e rappresenta una preziosissima stratificazione di lavoro umano nel corso di molti decenni di lavoro. Questo processo, se opportunamente guidato da uno specifico disegno di visione “artistica” può produrre luoghi di interessantissima qualità spaziale e di grande attrattività ricettivo/turistica e quindi di promozione del territorio. L’obiettivo è quello di estendere al mondo della produzione il meccanismo che negli anni ’80 e ’90 hanno dato grande impulso alle attività di agriturismo".

Questo nuovo modello, di "Produ-turismo" secondo gli organizzatori "possiede grandi potenzialità di sviluppo consentendo la presenza di una frequentazione turistica e didattica qualificata ed interessata ad abbinare il momento del riposo e dello svago ad occasioni di apprendimento dei processi della produzione. E’ possibile coniugare l’attività produttiva con attività che costituiscano un motore di promozione del materiale cavato e del territorio. La particolarità del luogo e dell’ambiente naturale costituiscono i riferimenti principali di attenzione".

"L’obiettivo è anche quello di permettere la fruizione dello spazio interno della cava che solitamente è vissuta solo dagli addetti ai lavori – continua Belotti -. Alcuni progetti si sono concentrati sullo sviluppo della pura attività estrattiva e di lavorazione del materiale. L’originale laboratorio era collocato in riva al lago, il materiale veniva anticamente caricato sulle chiatte di navigazione che raggiungevano la stazione ferroviaria in località Paratico".

Oggi questo sistema di trasporto è stato totalmente abbandonato e la collocazione del sito produttivo in un’area così pregiata dal punto di vista ambientale risulta quantomeno non più necessaria. Il trasferimento del laboratorio può costituire un’occasione di valorizzazione dell’area sulla quale è attualmente insediato e rappresenta l’occasione per pensare ad un nuovo concetto di laboratorio strettamente collegato con il luogo estrattivo in un ipotesi di ciclo continuo dove i blocchi vengono movimentati senza l’uso di automezzi dalla cava uscirà direttamente il materiale finito. Il nuovo laboratorio non è però solo luogo di produzione ma diventa anche luogo di esposizione, di presentazione, di rappresentanza, di ospitalità. Il visitatore potrà percepire e fruire visivamente delle molteplici varianti che la pietra assume dalla sua condizione naturale, al taglio in cava alla lavorazione dei blocchi e del materiale finito. Il “racconto” della lavorazione del materiale accompagna e diventa l’elemento strutturante del nuovo laboratorio che viene restituito in due progetti che restituiscono il primo una versione ipogea che tratta la copertura come importante progetto di paesaggio, ed il secondo in un restituzione in positivo delle spazialità interne della cava in galleria.

I progetti

Alcuni progetti si sono concentrati sull’aspetto sensoriale e percettivo. Il valore spaziale, percettivo e sensoriale della cava in galleria , potenziato dalla presenza significativa dell’acqua che sgorga direttamente dalle fessure della roccia, viene assunto quale elemento di interesse per favorire la frequentazione del luogo. Una porzione di galleria per la quale le possibilità di ulteriore utilizzo a fini estrattivi è ormai esaurito, viene chiuso al passo dei mezzi estrattivi e viene dedicato alla realizzazione di un percorso sensoriale nel quale la luce naturale ed artificiale consentono di realizzare uno spazio particolarmente suggestivo. Altri progetti si concentrano sulla possibilità di pensare ad una struttura ricettiva unica che può dirigersi ad un bacino di utenza che guarda ad un ambito extraprovinciale. Altri progetti ancora valorizzano la potenzialità teatrale degli spettacolari spazi sia interni che esterni della cava . Per alcuni l’acqua rappresenta il principale elemento naturale presente. Si tratta di un’acqua con proprietà minerali. La montagna soprastante rappresenta un importante accumulatore di acqua che drena attraverso le stratificazioni naturali della roccia ed emerge in varie forme all’interno delle cavità della cava.

L’acqua viene raccolta, trattata, riscaldata, filtrata e veicolata in bacini in pietra naturale per dare vita ad un luogo unico, bagni nella cavità della roccia. Suono, rumori della natura e luce accompagnano questo progetto. Alcuni lavori sono già stati selezionati per una pubblicazione ed una mostra nell’ambito dell’iniziativa Territorio per Azioni promosso dalla Camera di Commercio e Confindustria di Padova. Si tratta certamente di idee suggestive, nuove,in alcuni casi inaspettate e indirizzate ad uno sguardo che va oltre gli schemi convenzionali con un approccio innovativo necessario per una reale promozione del territorio e delle sue puntuali realtà.

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