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Alto Adige terra di ricordi Alpini orobici in fermento

Quella di Bolzano del prossimo maggio non sarà un’adunata come tutte le altre per il popolo alpino bergamasco: in Alto Adige, infatti, hanno svolto il servizio di leva il 75% delle penne nere orobiche.

Quella del prossimo maggio non sarà un’adunata come tutte le altre per il popolo alpino bergamasco: dopo il grande successo dell’evento orobico del 2010 e la grossa partecipazione delle penne nere di Bergamo al ritrovo di Torino dello scorso anno, il 2012 sarà l’anno di Bolzano. Ed è proprio l’Alto Adige la terra dei ricordi più importanti per gli alpini bergamaschi. A dirlo sono i dati: quasi il 75% delle penne nere di Bergamo, infatti, ha svolto il servizio di leva in Alto Adige.
Inutile dire, quindi, quanto sarà grande il gruppo di alpini che per i prossimi 11, 12 e 13 maggio partiranno dall’ombra delle Mura Venete per la bellissima terra altoatesina. I primi numeri parlano di 15mila penne nere che si stanno organizzando con i 265 gruppi bergamaschi per non mancare alla prestigiosa sfilata che, come da consuetudine, nella giornata di domenica chiuderà la festa.
Replicare il grande successo ottenuto dall’adunata di Bergamo – non a caso ribattezzata “l’adunata dei record” – sarà quasi impossibile, anche se quello di Bolzano si preannuncia già oggi un grande evento, “e Bergamo vuole dire la sua anche in quest’occasione – spiega Francesco Brighenti (nella foto, ndr), uno dei quattro speaker ufficiali dell’adunata -. La nostra è la città più rappresentativa per il corpo degli alpini, da noi vive da sempre una grandissima tradizione legata alle penne nere, una tradizione che, come confermato anche nel 2010 in casa nostra, tutti vogliamo far continuare”.
Per Brighenti, alpino bergamasco classe 1948, quello di maggio sarà dunque un “ritorno a casa”, come lui stesso conferma: “Un pezzo del mio cuore – spiega – è rimasto in Alto Adige quando, finito il servizio di leva, sono tornato a Bergamo. Pensate che a Merano, città in cui ho vissuto per 13 mesi, ho fatto persino il mio viaggio di nozze, costringendo mia moglie a visitare caserme su caserme. Per me presentare da speaker quest’edizione, sarà una vera gioia”.
Bergamo, città di grandi alpini quali Attilio, Santino, Giannino e Natale Calvi, il colonnello Gennaro Sora, padre Brevi e Leonardo Caprioli, si prepara per partecipare in massa a quella che sarà – è proprio il caso di dirlo – l’adunata dei ricordi per le penne nere orobiche.

Commenti

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  1. Scritto da andrea

    Sintetico. Mi piace che ci siano ancora discussioni sulla questione tirolese e allo stesso tempo mi viene veramente da ridere. Oramai in AA di persone nate sotto Cecobeppe c’è ne proprio poche e probabilmente sono in casa di riposo. Ma voi, Georg, che problemi avete? Hooo! sono passati 94 anni… E’ UN SECOLO, bastaaaa.
    Ormai, l’unica cosa che abbiamo in comune con gli oltr’alpe, è la Birra. Possibile?! Tutti ci adorano e, alcuni di voi, ancora no? Siete felicemente autolesionisti! La cultura Italiana, ha duemila anni di storia. L’Italia è universalmente riconosciuta come la terra più bella al mondo e per mille e mille motivi… il resto… E’ NOIA

  2. Scritto da Che barba

    Chissà per quanto tempo ancora dovremo sorbirci la zuppa con tanto di immagini, commenti e quantaltro della “mitica” adunata di 2 anni fa…perchè poco ma sicuro ce la riproporranno anche coll’occasione del raduno a Bozen!

  3. Scritto da pm

    Sfilare a Bolzano con il cappello alpino e il tricolore sarà veramente bello!

  4. Scritto da George Klotz

    Sudtirol is nicht italien!

    1. Scritto da Doge

      il trallo ha torto perché il Trentino Alto Adige E’ Italia ! Puo’ sempre andarsene via, nessuno sentira’ la sua mancanza

      1. Scritto da George Klotz

        Ma quale italia,il Tirolo è il Tirolo……………….
        Neanche il trentino esiste,sono Tirolesi anche loro anche se di lingua “italiana”.

        1. Scritto da Nino

          Ma va là, il Trentino esiste ed è parte dell’Italia. E te lo dico da trentino e dal Trentino! Caro George, esprimi pure la tua opinione ma lascia stare i trentini!

    2. Scritto da Andrea

      gia’ gia’…chiedilo ai ristoranti/albergatori quanto han perso in incassi dall’abolizione della leva…visto e considerato che se anche ci guardavate male i soldi li prendavate piu’ che volentieri….

    3. Scritto da Luca Lazzaretti

      Sei il marito di Eva? Così,tanto per sapere….vv gli alpini,viva il Btg.Tirano!

    4. Scritto da angilberto

      Molte terre italiane sono state perse dall’Italia a causa di varie guerre perse. Il Sud Tirolo era una terra austriaca la quale perdendo la guerra ha perso anche una parte della sua terra. Gli irredentismi sono “legittimi” e “comprensibili”, ma non solo quelli che godono di autonomie straordinarie. Le terre perse potrebbero anche tornare alle loro patrie originarie, ma solo se tutte..

      1. Scritto da giupì

        Tento di essere equilibrato. Chi afferma che il Sud Tirolo non è italia si pone sullo stesso piano di chi, e fra i quali alcuni che hanno prestato servizio militare da quelle parti, vuole imporre a tutti i costi l’italianità alle popolazioni di lingua tedesca (che però hanno poco in comune con i teteschi di Gernania). Quei tirolesi del sud, o altoatesini, che non si sono alzati in piedi quando, l’anno scorso è stato suonato l’inno di Mameli hanno commesso un’enorme stupidaggine. Il rispetto è alla base di qualsiasi forma di dialogo.
        Voglio qui ricordare la risposta del tuffatore Klaus Dibiasi (fatta propria anche da Gustav Thoeni) alla domanda di un giornalista nostrano.
        Lei è italiano?
        Risposta: Ja