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Posto fisso monotono? Pezzotta a Monti: “Meglio che precario”

Savino Pezzotta, parlamentate bergamasco dell'Udc ed ex segretario nazionale della Cisl, commenta la dichiarazione del presidente Mario Monti sul posto di lavoro fisso.

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“Il posto fisso è monotono? Meglio monotono che precario”. Savino Pezzotta, deputato dell’Udc ed ex segretario della Cisl risponde con una battuta alla dichiarazione di Mario Monti che, nella serata di mercoledì, aveva affermato al Tg5: “I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia. È bello cambiare e accettare delle sfide”.

“Non mi piacciono i giudizi secchi, il lavoro ha una sua complessità. E poi ha dei risvolti anche dal punto di vista sociale che vanno analizzati per bene – spiega il deputato bergamasco –. Prima di tutto dobbiamo chiarire che la precarietà va abolita. E non è vero che il posto fisso è monotono, per come è strutturata la nostra società ci sono delle persone che hanno necessità di avere un posto di lavoro fisso. Basti pensare alle garanzie che offre agli istituti di credito che elargiscono con più facilità i mutui, alla serenità per chi vuole costituire una famiglia, avere dei figli, poterli fare studiare. Insomma, il discorso è ben più complesso di una battuta”.

Eppure il discorso di Monti era rivolto ai giovani. Un’esortazione a rischiare, a non accontentarsi.

“In un momento di grande crisi come quello che stiamo vivendo, con persone che hanno perso il lavoro e non riescono a reinserirsi in un processo produttivo, la dichiarazione di Monti è fuori luogo e genera solamente confusione. Se uno è giovane, laureato con una specializzazione, ben venga la possibilità di accumulare diverse esperienze, arricchisce il suo curriculum. Ma non sono tutti giovani e laureati”.

Che cosa suggerirebbe a Monti?

“Gli direi che il lavoro ha anche un aspetto soggettivo. C’è una biografia per ognuno di noi che si completa nel mondo del lavoro e che ha sua volta arricchisce l’azienda, l’impresa, i colleghi con i quali uno lavora. Chi rimane nella stessa azienda per molti anni con un posto fisso matura un’esperienza che va tramandata. Ma sottolineo è una storia personale che accompagna ognuno di noi. A Monti direi che la flessibilità che ha in mente va gestita con una formazione continua, permanente, che qualifichi e riqualifichi. Solamente così avremo persone che lavorano e che possono cambiare impiego, ma si deve fare un discorso anche sulle garanzie che vanno tutelate per permettere questi passaggi.

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Commenti

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  1. Scritto da vivi

    Monti ha il posto fisso in Senato..allora vuol dire che si annoia? si dimetta e rinunci allo stipendio mega che percepisce!

  2. Scritto da esteban

    …..non deve essere così monotono se abbiamo politici che non si schiodano dalle poltrone!!

  3. Scritto da nino cortesi

    Savino sindacalista per una lunga vita. Abbiamo visto dove sono finiti i poveri lavoratori. Ora politico con Casini che è il capo di quelli “che ciurlano nel manico”. Ma dove sei Savino? E provare almeno in questi anni a stare nel giusto invece di collocarsi sempre con chi ha più possibilità? Oggi i furbi sono al 10% ma gli onesti sono al 90%.

  4. Scritto da sascha

    Sembra che nella mente di Monti alberghi l’adagio:
    “ccà nisciuno è fisso”.
    Ma a Napoli s’intende un’altra cosa….
    A parte gli scherzi, è interesse dei lavoratori in primis a non ricoprire incarichi monotoni, perchè la strada per raggiungere i 67 anni è lunga.
    Ciò vale anche per le donne che, ogni tanto, hanno diritto di variare il “posto fisso” nel quale si trovano collocate, però con poche probabilità di riuscirvi.
    Il problema, secondo me, è di garantire la stabilità del lavoro, senza il pericolo di perderlo rimanendo scoperti. E, last but not least, la motivazione al lavoro, cioè sentirsi utili e competenti. Così facendo uno può serenamente arrivare ai 67 anni, rendendo felice anche l’INPS.
    Ma professori e aziende avranno voglia di riposizionarsi sull’esigenza di motivare le persone ad un sistema di relazioni a ciò cònsono?
    E di superare il capitalismo così come ce lo hanno confezionato?

    1. Scritto da Carlo Pezzotta

      No. Perchè non è nella mentalità dei nostrani capitalisti. A loro non interessa!! A loro quello che interessa è un bel panfilo una bella villa in Sardegna e a Cortina, magari l’elicottero, 2 o 3 amanti (vale anche x le donne) e evadere a più non posso. Questo lo dicono le statistiche dell’agernzia delle entrate. Nell’immagine italiana questo è lo stereotipo dell’industriale italiano. Tutto logicamente ben difeso dai nostri politici e magarli senza volerlo, anche dagli italiani che li votano. Alle prox. elezioni, li mandiamo tutti a casa? Basta annullare la scheda; ho detto anullare andando a votare x far sapere in quanti siamo!!!!!

  5. Scritto da Ironia

    Pero’ le banche per erogare un mutuo hanno una leggera preferenza verso lavoratori monotoni……

  6. Scritto da giada

    il discorso di Monti vale per un mercato del lavoro ideale che oggi per la maggior parte dei lavoratori non esiste.

  7. Scritto da roki54

    Sono contento di fare il disoccupato dopo 40 anni di lavoro……è di non pagare le tasse sul reddito ……come ho sempre fatto. Lo stato mi ha fregato 12 mesi di pensione, allora mi sono licenziato per non pagare i 12 mesi di tasse e contributi INPS……….MI SEMBRA CHE QUESTO GOVERNO SIA DI MATRICE STALINIANA

  8. Scritto da francesco

    E senatore di mestiere meglio del posto fisso!!! Be come gare di ovvieta’ non e’ male……

  9. Scritto da Carlo Pezzotta

    Savino ha perfettamente ragione.Un datore di lavoro serio e competente, non licenzierà mai un bravo lavoratore che ha maturato con l’esperienza, la propria ricchezza di saper fare bene il proprio mestiere. Monti dovrebbe parlare e discutere di questo problema con datori di lavoro seri, e poi “forse” tornerà sui propri passi. Non penserà forse che l’avvenire dei nostri nipoti (parlo x me), sia quello di tornare a una specie di medio evo, quando chi lavorava x gli altri era come una specie di schiavo!!!!

    1. Scritto da Damiano

      Un datore di lavoro, a volte, nel dover per forza tagliare, preferisce mantenere il posto di lavoro ai suoi “lecchini”, e non sempre ai suoi lavoratori migliori. E gli strumenti, ovviamente non dichiarati, ci sono per ottenere ciò.

  10. Scritto da poli

    certo, è bello, interessante affrontare nuove sfide, intraprendere nuove strade, ma queste sfide, queste strade devono esserci ! lasciare il lavoro per stare a casa non è un sfida !

  11. Scritto da CISL-ario

    Ha parlato l’uomo del sindacato che ha sempre assecondato la corsa al ribasso di Confindustria su diritti, salari, tutele, legalità…

  12. Scritto da oscar

    Si vede che il prof. non ha mai avuto problemi di sorta nella vita, gli auguro ogni bene e felicità…di cuore professore