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Mercato e neve Per l’Atalanta è un momento-no

Cazzola al posto di Padoin con l'incognita Carrozza, anche lui al debutto nella massima serie. E poi la discutibile gestione della decisione di rinviare Atalanta-Genoa. Ecco l'analisi di Luciano Passirani sul mercato e sul momento dei nerazzurri.

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di Luciano Passirani

Tale Cazzola, invece di Rigoni annunciato e poi non concretizzatosi, questo è il senso della campagna acquisti invernale dell’Atalanta, conclusasi a sorpresa con il mezzo regalo di Padoin alla Juventus. Vero che Padoin non si poteva trattenere, tutte balle insignirlo del titolo di capitano del futuro, ma qualche soldino in più si poteva anche recuperare da madama Juve, perché le cifre che circolano, se vere, 4 milioni e mezzo più bonus di 500 mila euro, non esprimono il vero valore del giocatore. Pensiamo a Marilungo, costato 5 milioni di euro, e a Maxi Moralez, 4 milioni e mezzo.

Una rosa quindi non solo non rafforzata, in realtà indebolita perché oggi Brighi, annunciato come probabile sostituto di Padoin, non fornisce garanzie sul piano fisico e Cazzola, prelevato dalla Juve Stabia pur di sbarazzarsi di Caserta, è un oggetto misterioso arrivato a ben 26 anni a disputare il suo primo campionato di Serie B. Non credo bastino i commenti positivi che da Varese mi giungono su Carrozza, il tornante preso in anticipo quasi ad immaginare o prevedere la partenza di Padoin, o meglio, pur di sbarazzarsi di Pettinari. Anche per lui si tratta di un esordio in Serie A, con tutte le insidie del salto di categoria compreso dimostrare che valga più di Pettinari.

Mi chiedo perché non puntare veramente sul giovane Minotti (mi dicono offerto al Vicenza), piuttosto che pensare di rinforzarsi con giocatori che non sembrano avere grandi qualità e nemmeno più esperienza del nostro giovanotto.

Ancora più preoccupante è che a Bergamo taluni giocatori preferiscono, in questo momento, non venire: mi riferisco ai rifiuti ricevuti per Poli e Muntari, tralascio lo juventino Marrone, ma una lezione ci viene dal baby Rigoni che, con l’accordo già raggiunto tra le società, ha preferito rimanere a giocare in Serie B nel Vicenza, che non è certo il Real Madrid. Cosa devono dire allora i nostri Gabbiadini e Minotti?

Grande è la delusione che serpeggia anche tra la tifoseria più silente che inizia a chiedersi se la società punti troppo sulla ripetizione dei miracoli finora espressi da Colantuono e dai suoi giocatori oppure faccia cassa pensando ad un immediato futuro non propriamente roseo per le note vicende legate alle scommesse.

E poi c’è la situazione vissuta in occasione del match Atalanta-Genoa di mercoledì sera che ha del tragicomico. Non tanto perché alla fine non si è giocato, ma per come si è arrivati alla decisione di non giocare. Infatti, la scelta finale di non far correre rischi agli spettatori ha solo peggiorato la situazione. Mi spiego meglio: che senso ha permettere inizialmente l’accesso regolare alle tribune, per poi, in prossimità dell’inizio ufficiale (dalle 17,50), chiudere gli stessi ingressi? Così, ad un certo punto avevamo un discreto numero di spettatori già all’interno, ma un altrettanto numero corposo e vociante fuori dai cancelli chiusi, all’apparenza senza una chiara motivazione. Poi, verso le 18,25, l’improvvisa riapertura dei cancelli, con la massa dei tifosi piuttosto seccati quasi a travolgere i poveri steward che cercavano di verificare i documenti, con il vero rischio di incolumità fisica avvenuto in questo momento.

A chi dobbiamo questa incredibile gestione degli avvenimenti? E soprattutto, dove è il rispetto per lo spettatore? E ancor più, come qualcuno mi ha fatto notare, quale tipo di fiducia e di sicurezza dobbiamo avere nei confronti delle istituzioni preposte se di fronte a eventi peraltro attesi hanno così vacillato mostrando tutta la loro debolezza e indecisione?

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Commenti

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  1. Scritto da Roberto

    Grande Luciano passirani sempre essenziale e circoscritto nelle analisi !! Voglio chiederle una cosa al signor passirani secondo lei il grandissimo direttore sportivo pluripremiato come marino fa i veri interessi della dea ???ho punta ad altro ?? Per he ci sono voci che lo vedranno via da Bg

  2. Scritto da noodels

    “”ai rifiuti ricevuti per Poli e Muntari”” Scusi sig. Passirani, ma il primo non può giocare in 3 squadre nello stesso campionato ed il 2° ha anticipato di 6 mesi il suo trasferimento all’altra squadra di milano…

    1. Scritto da guido da bg

      E’ Colantuono che dichiara” ci hanno negato Poli e Muntari”

      Quindi anche Colantuono è disinformato?

    2. Scritto da L76BG

      appunto.. quando si dice parlare (scrivere) a vanvera, pensega un pò passirani

      1. Scritto da guido da bg

        Scusa L76BG, anche Marino parla a vanvera, vedi intervista dell’eco di bg di oggi, in cui ammette l’interessamento a Poli.

  3. Scritto da soloatalanta

    Dopo Scapolo e Valenciano, dopo Ardemagni e Pettinari, adesso crediamo fermamente di aver trovato in Carrozza e Cazzola la nuova coppia che ci farà volare. I sogni non finiscono mai…

  4. Scritto da Tino

    Difficile non essere d’accordo con Passirani. Certe cose, le avessero fatte i Ruggeri, non sarebbero state perdonate e sarebbero stati accusati di volersi arricchire con l’Atalanta. Adesso, invece…

    1. Scritto da L76BG

      Tino.. i Ruggeri vendevano, vendevano e poi vendevano ancora.. specie quando IVAN ha avuto il malore (auguri..dai che non è finita)
      Percassi da 2 anni spende (oltre che per la squadra anche per il comunale) ha riportato vivo i lsettore giovanile e questa è la prima cessione, tra l’altro voluta dal giocatore. 28anni.. 5 Milioni.. a quella cifra (+o-) abbiamo Svenduto sia Montolivo che Pazzini. Rifletti..

      1. Scritto da Tino

        Quindi Barreto, Valdes, Guarente e Garycs li ho venduti io! Mi fa piacere, passo subito all’incasso: sono quasi 20 milioni di euro…
        Carissimo, ti conviene pensare un po’ di più con la tua testa ed andare meno al catechismo.

        1. Scritto da Catechismo e scuola

          Qualcuno dovrà andare meno al catechismo, tu di sicuro dovrai andare di più a scuola. La matematica (che non èscienza da bar sport) dice che se spendi più di quanto incass, sei in perdita, ovvero ci metti i soldi. Questo è quello che è successo a Percassi fino ad adesso, piaccia o meno come li ha spesi, ma questa è la mera realtà. Tu sei capace di fare i conti anche del passato?

          1. Scritto da Tino

            Infatti quando si accusavano i Ruggeri di volersi arricchire con l’Atalanta era una sciocchezza, come lo sarebbe se detto oggi, ma allora si faceva. Due pesi e due misure. Poi io ho risposto al commento che diceva che Padoin era la prima vendita di Percassi, cosa non vera. Anche andare fuori tema, a scuola, era considerato grave. Mi sa che forse ci devi tornare tu.

          2. Scritto da L76BG

            Tutti giocatori che hanno voluto andar via tra l’altro.. xchè hanno decisamente abbandonato la nave quando è naufragata in serie B grazie a chi? mhmhm..fammi un pò pensare, ma si c’era la presidenza di Ruggeri jr con il duo Radicchio/Tortellino..quell iche gregucci è la prima scelta, che non vogliono i cavalli di ritorno xò hanno fatto il contrattoa De Ascentis dopo averlo buttato, per non parlare di Volpi, Amoruso, Chevanton..ecc..ecc..ecc..

          3. Scritto da Tino

            Da sempre i buoni giocatori -a parte Stromberg- ambiscono ad andare in squadre più prestigiose della nostra. Ma questo non c’entra con il tuo discorso: non è vero che Padoin è stato il primo ad essere venduto dalla nuova dirigenza. Punto.

  5. Scritto da fanoste

    ma è lo stesso genio che diceva che Denis e Schelotto erano dei bidoni?
    ahhh lui si che ne sa di calcio !!!
    ma per favore vah !!

  6. Scritto da simone

    Ricordo al signor Passirani che quando Padoin è rientrato dal prestito al Vicenza non era nessuno. Pertanto anche “tale Cazzola”, come definito dall’Otelma del Vs giornale, inserito in un meccanismo di gioco che funziona puo’ dire la sua. In futuro, quando l’Atalanta riuscirà a vendere un giocatore di 28 anni a cinque milioni di euro……fatemi sapere.

    1. Scritto da e

      Fino ad ora le vendite a 5 milioni sono riuscite grazie ai giocatori presi da Osti e Ruggeri. Con i giocatori presi dalla nuova dirigenza, siamo invece andati da mezza serie b perchè li prendessero in prestito e gli pagassero lo stipendio. Serve altro?

      1. Scritto da e?

        Se Osti è così bravo, mi sai dire perché il Lecce è terz’ ultimo in classifica? Ti rammendo anche che loro hanno 16 punti in classifica noi 23 (+6 farebbero 29), quindi sono a -7 (-13 reale) e hanno una partita in più (ieri sera hanno giocato). Alle parole, preferisco sempre i fatti.

        1. Scritto da e

          La bravura di Osti è quantificabile nei milioni incassati con le vendite di giocatori da lui portati a Bergamo. Semplice, spiccio e pulito.

      2. Scritto da e (il primo)

        preciso che non è il “mio” e. Quindi per cortesia usi un altro nick. Io ci sono da un bel po’. e

  7. Scritto da pier solo atalanta

    oltre a,passirani anche le critiche di serina ,mi fanno ben sperare,non ne azzeccano mai una

  8. Scritto da lucky

    Caro Bergamonews, ma semper polemica e basta ? …e se Percassi avesse speso 20 Milioni di euro ? Sarebbe stato uno scandalo… vero ?!? Solo polemica sapete fare… giornalismo vero=zero…… Vergonatevi !!!

  9. Scritto da genu

    sinceramente adesso che passirani critica x l’ennesima volta le mosse della societa’, mi fa’ stare piu’ tranquillo, ne avesse mai azzeccata una, CI SALVIAMO TRANQUILLAMENTE.

    1. Scritto da controcampo

      Non pare Passirani il solo critico, L’ Eco di Bg a firma Serina dice peggio.
      Tutti noi speriamo per il meglio, ma il dato vero che la squadra pare indebolita, a meno che Cazzola e Carozza siano meglio di Padoin

      1. Scritto da simone

        Il mercato di gennaio viene chiamato il “mercato di riparazione” e l’Atalanta non ha da riparare niente. Anzi dovremmo essere contenti che un giocatore del nostro vivaio sia andato a giocare nella Juventus.
        Peggio sarebbe stato vedere andare via Schelotto che è uno che può cambiare il destino di una partita.