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JoePa e il sogno americano infranto dalla pedofilia

Negli Stati Uniti cresce l'attesa per il Super Bowl, ma sul divano davanti alla tv sono in molti a chiedersi perché Joe Paterno, scopritore di talenti sportivi non abbia denunciato un suo assistente pedofilo. Gabriella Savio ci racconta tutta la storia.

Nelle tragedie greche, opere liriche e storie di Shakespeare si sa che alla fine ci scappa sempre il morto. Nei film Hollywoodiani, al contrario, per garantire un lieto fine l’eroe di turno vince sempre e tutti applaudono nel buio delle sale cinematrografiche e tornano a casa felici e contenti. Ma le componenti sono spesso le stesse: sesso, potere, violenza, menzogne.

La vita di Joe Paterno, morto domenica 22 gennaio a 85 anni per cancro ai polmoni, è un mix tra tragedia e film.

Ma prima di spiegarvi perchè, devo fare un passo indietro. In Italia lo sport nazionale è il calcio. In America è il football americano. Il Super Bowl, che è la finale tra le due migliori squadre americane di football e solitamente si gioca a fine gennaio/inizi febbraio, può essere paragonato alla finale del Campionato di Serie A, della Coppa dei Campioni e dei Mondiali di calcio messi insieme.

Gli americani aspettano con ansia che il/la cantante dia inizio alla serata con l’inno americano: “Oh, say can you see, by the dawn’s early light What so proudly we hailed at the twilight’s last gleaming…” La canzone è roba seria, tutti si portano la mano al cuore e cantano commossi. Seria al punto che quando Christina Aguilera toppò un paio di anni fà, ripetendo per un paio di volte lo stesso ritornello, fu accusata di anti-patriottismo. L’evento è seguito da milioni di americani che organizzano cene a buffet nelle case, bevono birra ghiacciata e scommettono su chi avrà il maggior numero di punti dopo il primo quarto di tempo, dopo il secondo e via dicendo. Quando arriva la pubblicità, nessuno si sogna di andare al bagno o di fare una chiaccherata: gli sponsors tengono inchiodati i telespettatori allo schermo per quello che diventerà un trend o influenzerà le prossime elezioni politiche. Un businness incredibile, della portata di milioni di dollari, si brucia in pochi minuti. Senza contare lo spettacolo a metà della partita. I bambini americani crescono con il sogno di finire in una squadra che arriva al Super Bowl.

Cominciano ad allenarsi e a giocare alle elementari. Devono presentare certificati medici per attestare di essere idonei e mantere risultati scolastici superiori alla media per restare nel team. Alle medie e superiori, il tutto diventa molto più competitivo. Immaginatevi poi al college o università. Perchè qui, se sei bravo negli sports, vai gratis nei migliori college e via a seguire senza sborsare un dollaro.

Joe Paterno è stato, per oltre quarant’anni, un mito del Pennsylvania State College. Conosciuto come “JoePa” ha dedicato la sua vita a far crescere giovani talenti del football americano, ricevendo il premio nel 2011 come migliore allenatore nella storia conseguendo ben 409 vittorie. Ma questa è solo parte della storia. La parte più brutta è emersa lo scorso autunno. Joe Paterno non ha fatto niente, ma Jerry Sandusky (uno dei suoi allenatori) sì. Jerry Sandusky fondò nel 1977 l’organizzazione “The Second Mile” con l’intento di aiutare ragazzini che venivano da famiglie difficili, con problemi socio-economici, ad avere un futuro migliore. Insomma, offriva a bambini l’opportunità di farcela, attraverso il football. Il sogno americano, no? Mr. Sandusky è oggi accusato di molestie sessuali verso i bambini che diceva voler aiutare. E salta fuori che nel 2002 un assistente, per caso, lo beccò in flagrante nelle docce degli spogliatoi impegnato nelle sue attività pedofile con un bambino di 10 anni. Cosa fece l’assistente? Chiamò suo padre. Cosa fece suo padre? Chiamò l’organizzazione. Cosa fece l’organizzazione? Chiamò Joe Paterno. Cosa fece Joe Paterno? Ne parlò con alcuni superiori. Cosa fecero i suoi superiori? Chi lo sa… Tutto finì lì.

Lo scandalo esplose solo l’anno scorso perchè nel frattempo un ragazzo ormai ventenne, contattò le autorità e raccontò delle molestie sessuali subite da Sandusky dieci anni prima. Da allora, altri ragazzi si sono fatti avanti raccontando che la stessa cosa era capitata anche a loro. Il direttore sportivo ed il preside dell’università furono licenziati in tronco. Il 9 novembre 2011 toccò a Joe Paterno. In attesa del processo, Mr. Sandusky è agli arresti domiciliari. Il signor Paterno è morto domenica 22 gennaio 2012. Forse lo scandalo gli aveva tolto la voglia di vivere. Forse provava un profondo senso di rimorso, resosi conto che fare una chiaccherata con i superiori, senza assicurarsi che la cosa fosse presa seriamente e denunciata alla polizia, equivale a non fare niente.

Negli Stati Uniti, in caso di emergenza, si prende il telefono e si digitano tre numeri. Lo pubblicizzano ovunque… In case of emergency, call 911.

In molti hanno chiesto tristemente: “Perchè JoePa non ha digitato quei numeri?”.

 

Gabriella Savio*, Washington D.C. 

* Gabriella Savio, di Cologno al Serio, vive da 18 anni negli States, prima a New York e oggi a Washington D.C. Giornalista, scrive per Bergamonews dagli Stati Uniti d’America.

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