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“Ho perso casa e dormo alle autolinee sotto zero” video

L'intervista video a Konteh, 40 anni, dalla Mauritania. Un mutuo per una casa a Villa di Serio, la perdita del lavoro, la necessità di dare in affitto l'abitazione per continuare a pagare la banca. E la notte dorme sotto cartoni e coperte di fortuna. Altri immigrati vicino a lui non vogliono che si parli della loro situazione.

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L’intervista video al senzatetto

 

Sbuca da un muro di coperte di fortuna, cartoni, valige riempite con ogni cosa per far da parete. E’ mezzogiorno e Konteh esce dal suo letto appoggiato alla meglio alla parete più lunga della stazione autolinee, quella che fa da sfondo all’andirivieni di studenti, ai giacigli dei senzatetto che occupano almeno quattro o cinque panchine, al suo giaciglio. Konteh ha 40 anni, viene dalla Mauritania, ha vissuto due anni in Norvegia e poi in Italia, a Bergamo, dove aveva un lavoro.

"Ti alzi tardi oggi…" gli dice uno studente di passaggio prendendolo in giro. Lui si indispettisce, lo manda a quel paese, mentre mette le scarpe. Ha gli occhi lucidi di un raffreddore perenne. "Non è vero, dice, che mi alzo adesso…alle cinque ho dovuto alzarmi a camminare, perchè stavo congelando. Il freddo è salito fino alla testa, mi sembrava di morire". Dorme qui, alle autolinee, con almeno altre dieci persone che lottano ogni sera per coperte, giornali, cartoni, tutto quel che può tornare utile per affrontare la notte sotto zero. "Freddo siberiano", continuano a rilanciare i telegiornali. Così è, ma nonostante la Siberia avvolga un po’ anche Bergamo c’è ancora chi dorme fuori da qualsiasi luogo ospitale, chi cerca un tetto – e solo quello – alle autolinee.

Ma come si fa a dormire qui? "Come ti ho detto – spiega Konteh – si dorme qui rischiando di morire, ci si alza per camminare, per scaldarsi. Se no si muore. Come si fa a dormire qui? Io dico che non si può, absolutely" dice in inglese accompagnando ogni sua frase. Konteh chiede un euro, vuole bere qualcosa, vuole anche parlare. Ed è per questo che un suo vicino di letto lo prende di mira. "Non dire niente in telecamera, loro ti fregano" dice rivolto alla nostra videocamera mentre Konteh racconta un po’ della sua storia.

"Avevo un lavoro qui, ho fatto anche un mutuo. Ma ho perso il lavoro e sono stato costretto a dare la casa in affitto per continuare a pagare la banca. Dignità…non so bene cosa è…". Konteh parla, si rivolge alla nostra telecamera, evita la domanda sul perchè non abbia chiesto aiuto alla Caritas o ad un altro ente. "Non so…forse mi vergogno. Però ti dico che tanti altri, piuttosto di non ricevere aiuto, alla Caritas non vanno, preferiscono i cartoni per strada". L’intervista è interrotta, ancora una volta dal suo vicino di letto, che si presenta con un bastone in mano, per scacciarci. La sistemazione alle autolinee, il muro di cartoni, è quel che resta a molti, qui tra una pensilina è l’altra: ed è ciò che va difeso.

 

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Commenti

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  1. Scritto da Fra

    Il ragazzo con lo zaino sono io!!!

  2. Scritto da v.V.

    Precario è bello, il lavoro a tempo indeterminato, sempre nello stesso posto, è monotono, dice Monti. Che bello poter cambiare nella vita! Ecco, questa è la traduzione del pensiero..

  3. Scritto da esteban

    Fa ribrezzo leggere di chi politico, primario, ecc, non si accontenta e ruba per avere l’ennesima casa e tutto il superfluo di questo mondo e poi leggere di chi, nella necessità riesce a mantenere onestà e dignità.
    Questi sono i nuovi eroi …..questi sono da laurea ad honorem!

  4. Scritto da Alberto

    Una città come la nostra si dovrebbe vergognare che ci siano persone che “dormano” così.
    Non posso credere che non si possa trovare almeno un riparo al caldo.
    Dov’è finita la nostra “umanità”?

  5. Scritto da daniela

    Per la redazione: però “tra una pensilina E’ l’altra” ce lo potevate riparmiare!!

  6. Scritto da ghino di tacco

    L’apertura alla manodopera a basso costo voluta dagli imprenditori,assecondati dai politici,dai bocconiani,dalle banche,a proposito non diceva Napolitano e tutta la combriccola che gli extracomunitari ci avrebbero pagato la pensione!!cazzarola quante scemenze abbiamo sentito in questi anni e non abbiamo ancora finito se non li mandiamo a casa Monti &company faremo questa fine anche noi,a mi sono dimenticato di Santa Romana Chiesa pure loro hanno partecipato a questo scempio e non si vergognano nemmeno,perchè come sempre che siamo razzisti

    1. Scritto da Gianluca

      hai PERFETTAMENTE ragione, concordo in tutto,purtroppo anche il finale, alla fine siamo razzisti,egoisti e …..di tutto di piu’

  7. Scritto da mario59

    Certo che se per pagare il mutuo si è ridotto a dormire in stazione al freddo, forse gli conveniva non pagarlo e rimanere dentro casa…a meno che sia alle ultime rate…e abbia voluto tentare di salvare la propria casa dalle fauci delle banche.

  8. Scritto da paolot

    Sindaco Tentorio, ma lei lascia che delle persone rischino la vita dormendo al gelo alle autolinee? Non ha un po’ di rimorso?

  9. Scritto da Marco

    Con tutto il rispetto per le parole contenute nel post precedente: Konteh mi sembra tutto, tranne uno straniero che ha beneficiato di qualche presunto diritto di priorità. Siamo in bragne di tela, noi e loro, se proprio vogliamo fare distinzioni. Seno piuttosto il peso di quei cartoni e poco del freddo enlle ossa; forse è solo senso di colpa, per quel ch enon faccio e potrei fare, o forse è solo un sacrosanto senso di responsabilità che prova a svegliarsi.

    Marco

  10. Scritto da libero

    vada da monti che ci pensa lui a dargli un posto fisso … tanto non serve

  11. Scritto da Qridis

    Ecco, questa è l’Italia del futuro, di giovani a posto instabile, senza progetti e senza futuro. Questa è l’Italia di Monti. Questa è l’Italia della casta degli autarchici. Intanto, però, noi a casa nostra, non possiamo avere una casa propria senza prostituire la nostra vita, ma gli immigrati hanno case popolari ad alta priorità. Noi siamo, invece, stranieri in casa nostra!
    Di giorno in giorno, poi, si vede sempre più come chi ha potere gioca a torturare i fratelli d’Italia di Mameli, quasi i fratelli d’Italia fossero radunati in un suolo che è un nuovo Lager.

    1. Scritto da daniela

      se per straniero lei intende estraneo (esterno, estraneo, dice il vocabolario) dall’umanità tutta, bè, forse sì, lei è proprio “straniero in casa nostra”
      Le suggerisco di rientrare nella comunità

    2. Scritto da maria

      la vogliamo finire di pensare che la causa di tutte le miserie dell’Italia siano gli stranieri? Chi lascia il proprio paese per venire a stare da noi non è un masochista evidentemente non ha la possibilità di vivere nel proprio paese. Pensate che chiudendoci nel nostro egoismo si risolvono i problemi?

      1. Scritto da Matteo

        No, non è sicuramente la soluzione ma purtroppo nei momenti difficili le persone più deboli pagano il conto più salato. E’ sempre stato così e lo sarà sempre. Aprire le porte a tutti è la soluzione? Assolutamente no! E’ probabilmente doveroso ma queste poi sono le conseguenze.