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Glamour, 25 opere in omaggio alle donne

Per il 65° anniversario di fondazione dell’Officina Gritti, Azione ABBA promuove una mostra di dipinti negli spazi della fabbrica Gritti nei giorni 4 e 5 febbraio 2012. In mostra 25 opere di cinque artisti.

In occasione del 65° anniversario di fondazione dell’Officina Gritti, Azione ABBA promuove una mostra di dipinti negli spazi della fabbrica Gritti nei giorni 4 e 5 febbraio 2012 dal titolo "Glamour. Una parola magica che governa la creazione della figura femminile".In mostra 25 opere di cinque artisti che da anni si distinguono nello scenario artistico nazionale e internazionale, attraverso il linguaggio figurativo: Brescianini da Rovato, Daniela Mologni, Emilio Gualandris, Gianni Gueggia e Emilio Tonissi.

Pittori diversi tra loro per formazione e per scelte tecniche e compositive, ma che hanno incentrato la loro ricerca artistica attorno a un comune soggetto: la figura femminile. Il fil rouge che li unisce e li mette a confronto è riassunto nel titolo della mostra “Glamour. Una parola magica che governa la creazione della figura femminile”. Che cosa significa e ha significato l’immagine di una donna glamour? Scrittrici eccentriche e dive del muto, cantanti e top model: sono loro le icone del glamour,donne che ai nostri occhi appaiono come dotate di un misterioso fascino, un “non so che” di intrigante, difficile da afferrare.

Dal primo emergere, all’inizio del XX secolo, del termine glamour, associato da subito alle manifestazioni della cultura di massa, è un fenomeno eccentrico, il glamour diventa elemento pervasivo del nostro immaginario, una parola magica che governa la creazione della figura femminile. In molti contesti, la voglia di glamour prende il significato di un audace rifiuto di farsi imprigionare dagli imperativi di classe e di genere, o dalle aspettative di una femminilità convenzionale. Il glamour è stato spesso legato, dunque, a un sogno di trasformazione, al desiderio di qualcosa fuori dall’ordinario: una forma di aspirazione, una fantasia di metamorfosi femminile. Il visitatore intraprende un affascinante viaggio attraverso differenti declinazioni espressive e interpretative della figurazione femminile, in uno spazio espositivo originale e inconsueto, ma che sicuramente garantisce una nuova e più aperta lettura delle opere.

La mostra è organizzata da Azione ABBA, che da dieci anni promuove e valorizza artisti di grande spessore in luoghi vicini alla gente comune, ed è sostenuta da diversi enti istituzionali e privati: con il patrocinio della Città di Alzano Lombardo, di Turismo Bergamo e della Comunità delle Botteghe di Alzano Lombardo. Con il contributo di Art Damer dipinti e cornici di Presezzo, Caffè Fantoni di Alzano Lombardo, BFT Burzoni di Piacenza, General Eletric Automatic di Pradalunga, Acquadream di Alzano Lombardo, Wall Street Institute di Bergamo, Gruppo Montello Industria del Recupero e Riciclo, la Bottega vignaioli e mastri distillatori, Givova di Bergamo, Ire-omba di Bergamo, il Raviolo di Alzano Lombardo, il gruppo Piccioli Alzano Lombardo, la Caffetteria di Alzano Lombardo, l’agenzia Generali di Alzano Lombardo, PassWord servizi informatici di Albino, Zanchi fiori e piante di Alzano Lombardo.

 

La mostra sarà allietata domenica 5 febbraio, alle 16, da un concerto di fiati con il Gruppo strumentale "Athos"Maurizio Suagher, direttore; Giampiero Occioni, Roberta di Pilato, fluati;  Paola Testa e Barbara Henghel, clarinetti; Giuseppe Gelmi, corni; e Dario Abodati e Italo Zilioli, fagotti. 

 

Glamour. Una parola magica che governa la creazione della figura femminile. Inaugurazione ufficiale: sabato 4 febbraio, alle 18.

Orari di apertura della mostra: sabato 4 febbraio, alle 9.00 – 24.00. Sede espositiva: Officina Gritti Via F.lli Losa, 23/27 – Alzano Lombardo.

Note biografiche

Franco Brescianini. Nasce a Rovato, in provincia di Brescia, il 19 settembre 1944. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private italiane e straniere. Dal 1975 è in permanenza nel museo civico di Pizzighettone (Cremona), nel museo Usellini Arona (Novara), nella Pinacoteca d’Arte Moderna di Santhià e nel Museo di Strasburgo. Nel 1989 vinse un importante primo premio su invito, il premio Fiat – Iveco – Sava-Leasing-Pirelli a tema sull’automobile e il premio del Presidente della Repubblica alla C.R.A.I. della Malpensa. Nel 1991 opera in Germania con Ernesto Treccani, Trento Longaretti, Saverio Terruso, Francesco Coter e Bewt Stubbe, dove tiene un corso di disegno e acquarello a Anholt – Isselburg e partecipa a un giro di mostre importanti in tutta la Germania. Nell’ultimo periodo le sue opere si trovano a Toronto, Ginevra, Parigi, Tokyo, Boston e New York.

Emilio Gualandris. Nasce a Bergamo il 12 dicembre 1964. Vive e lavora a Osio Sopra dove è insegnante di disegno e pittura. Frequenta per cinque anni la bottega del maestro di pittura Daniele Ubiali e successivamente passa alla scultura, per due anni sotto gli insegnamenti del Maestro Osvaldo Facchinetti.
Dal 1990 si proietta nel campo artistico, creando una pittura a lui congeniale, all’insegna di un chiaro stile figurativo. L’inclinazione naturale e la capacità interpretativa nel ritratto lo spingono con ossessione alla ricerca della perfezione del tratto, seguendo la corrente iperrealista, senza tralasciare la parte concettuale. L’artista ha nel suo curriculum mostre e concorsi nazionali (Bergamo, Milano, Ferrara, Imperia) ed internazionali (Rotterdam, Parigi, Miami). Partecipando a concorsi nazionali, si impone con premi acquisto a Medolago, Osio Sotto, Alessandria e Breno e vince la medaglia del Presidente della Repubblica Oscar L. Scalfaro nel 1995.

Gianni Gueggia. Nasce a Trenzano, Brescia nel 1956. Ha iniziato ad esporre le sue opere dal 1973. Le sue opere rivelano la ricerca di un linguaggio espressivo che possa tradurre non solo l’esigenza estetica, ma anche problematiche psicologiche e percezioni intellettuali, rendendo la sua arte complessa, misteriosa e coinvolgente, anche grazie a un progressivo affinamento della tecnica e a un arricchimento delle tonalità cromatiche. Ha allestito diverse mostre personali in varie località italiane e ha partecipato a numerose rassegne e concorsi nazionali e internazionali conseguendo lusinghieri consensi di critica ottenendo significativi premi.

Daniela Mologni. Nasce a Bergamo il primo novembre 1975. Dopo essersi diplomata alla Scuola d’Arte “A. Fantoni” di Bergamo, prosegue gli studi a Brera, indirizzo pittura. Già dagli anni dell’Accademia comincia a dipingere quadri dove è sempre presente la figura. Non figurativi in senso stretto, ma un misto di espressionismo e astrattismo in cui la figura umana mantiene la sua centralità. Corpi nudi, uomini e donne, dipinti su supporto di legno con l’utilizzo di rulli, anziché di pennello. La crudezza dei corpi nudi che raccontano la loro storia in modo diretto e senza filtri, viene ammorbidita dal frequente uso del monocromatismo che lascia spazio alla bicromia o al massimo alla tricromia.

Emilio Tonissi. Nasce a Somma Lombarda, in provincia di Varese, il 2 febbraio 1945. Artista autodidatta, arricchisce la sua formazione dedicandosi all’incisione e all’acquarello. In particolare questa tecnica gli risulta mezzo congeniale per fissare l’immediatezza delle sensazioni vissute durante i continui viaggi in Giappone. Ma la sua vita ruotava tutta a Mozzo (Bergamo), tra la casa (dove viveva con la moglie Lidia Smerchinich, che ne ha sempre curato le pubbliche relazioni, e la figlia Chiara), la “Bottega dell’Arte” aperta insieme a Francesco Savinelli, autentica fucina di nuovi artisti, e la palestra sotto casa: qui insegnava aikido e l’amato Iwama Style, appreso in Giappone e praticato fino a conseguire il 5° dan.
 È morto il 18 febbraio 2008.

Officina Gritti. Dare il via ad un’impresa artigiana in proprio nell’immediato secondo dopoguerra (1947), è stato uno dei segni più positivi e confortanti del coraggio, della tenacia e della fede nel lavoro che ha caratterizzato la nostra gente negli anni più duri e difficili della ripresa, dopo le distruzioni operate in tutto il tessuto produttivo del nostro paese dagli eventi bellici. Di questo coraggio, di questa tenacia tradotta in dura volontà sono stati protagonisti fra i molti, Flavio e Raffaele Gritti i quali hanno decisamente scelto la strada più aspra e difficile, inserendosi nel settore dell’artigianato meccanico, con il preciso programma di raggiungere un alto livello di specializzazione. Nel 1990, il subentro dei figli Maurizio e Roberto ha portato all’azienda un salto qualitativo di alto livello con lavorazioni meccaniche di altissima precisione e un allargamento della loro dimensione produttiva con macchinari di medie e grosse dimensioni.

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