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Rottoli: “Il farmaco riduce la malattia”

Mariarosa Rottoli, responsabile del Centro Provinciale per la sclerosi multipla degli Ospedali Riuniti di Bergamo: "fingolimod riduce l’attività di malattia in misura superiore alla terapia standard"

In Italia secondo stime recenti ogni 4 ore viene fatta una diagnosi di Sclerosi Multipla, una patologia cronica, progressiva e fortemente invalidante che si sviluppa soprattutto in età giovane-adulta e ha un’incidenza maggiore nelle donne rispetto agli uomini, con un rapporto di quasi 3 a 1. Quali sono le conseguenze più severe per le persone colpite da questa malattia?

La Sclerosi Multipla, patologia cronica che colpisce i giovani, se non trattata porta ad un accumulo di disabilità generalmente a 14 anni dall’esordio, con conseguente perdita di produttività ed elevati costi sociali. Secondo l’Oms la Sclerosi Multipla è una delle malattie che ha un maggiore impatto socio-economico, proprio perché colpisce giovani adulti all’inizio della vita lavorativa e di relazione. In Italia il costo sociale annuo di questa patologia è stimato tra 1,5 e 1,6 miliardi di euro; tra le malattie neurologiche incide più dell’ictus e del morbo di Alzheimer e questo per almeno tre motivi: perché riguarda la popolazione tra i 20 e i 40 anni, quella normalmente più produttiva; perché le persone con Sclerosi Multipla sviluppano una disabilità di vario grado e progressiva; perché infine la malattia dura in media 40 anni. La Sclerosi Multipla rappresenta la seconda causa di invalidità dopo gli incidenti stradali tra i giovani adulti. La fascia d’età con la maggiore incidenza è tra i 20 e i 40 anni come già sottolineato e il rapporto donne/uomini è di 2,8 a 1. I problemi di motilità colpiscono durante il decorso della malattia il 91% dei pazienti e aumentano proporzionalmente con l’aumentare dell’EDSS, la scala utilizzata nella pratica clinica per valutare la disabilità che va da 1 a 10. Il raggiungimento di un punteggio di 4 segna l’inizio di difficoltà motorie e la perdita della deambulazione libera da limiti; un punteggio di 6,5 indica la necessità di utilizzo di ausili e limitazione spaziale. Il 50% dei malati necessita di un ausilio per la deambulazione entro 10 anni dalla diagnosi ed è proprio la difficoltà di deambulazione che determina l’impatto più grave sulla qualità di vita. A tale danno si sommano sintomi sensitivi, disturbi delle funzioni sfinteriche, cognitive e la fatica che, presente già nelle fasi iniziali della malattia, limita le prestazioni. Tutto questo fa sì che il carico della disabilità della Sclerosi Multipla risulti nel complesso superiore a quello delle malattie cardio-vascolari e neoplastiche maligne.

Pur non esistendo una cura risolutiva, molti progressi sono stati compiuti nella ricerca farmacologica nella Sclerosi Multipla. Recentemente è stato rimborsato in Italia fingolimod, una terapia che potrebbe diventare una pietra miliare nella lotta alla patologia: che benefici potrà avere per i pazienti?

La terapia della Sclerosi Multipla si distingue in sintomatica (antispastici, antidepressivi, farmaci per l’incontinenza urinaria, etc) e terapia di fondo (nella quale si inserisce fingolimod), che tenta di influenzare l’assetto immunologico responsabile del quadro clinico e che per questo viene chiamata “disease-modifyng”, basata sulla somministrazione di interferone beta o di copolimero (glatiramer acetato). Inoltre per Sclerosi Multipla resistente o a rapida progressione si può somministrare natalizumab, anticorpo monoclonale a infusione mensile. Tutte queste terapie hanno dei punti deboli per quanto concerne l’efficacia (alcuni di questi farmaci riducono le ricadute solo del 30% e l’accumulo di disabilità del 12-35%), il profilo di tollerabilità e la complessa modalità di somministrazione. Il nuovo farmaco fingolimod viene incontro ad alcuni importanti bisogni terapeutici. È maneggevole ed è il primo farmaco somministrato per via orale una volta al giorno. Ha un’efficacia significativamente superiore all’interferone beta sia dal punto di vista clinico sia statistico dimostrata in uno studio clinico randomizzato, controllato, in doppio cieco (studio TRANSFORMS). La capacità di fingolimod di ridurre l’attività di malattia in misura superiore alla terapia standard è confermata anche dalla marcata riduzione di lesioni nuove e/o attive alla Risonanza Magnetica Nucleare. Il farmaco inoltre è in grado di rallentare la progressione dell’atrofia cerebrale sia verso placebo sia verso interferone beta, riallineando la riduzione del volume cerebrale a quella naturalmente osservata nei soggetti sani. Quanto a tollerabilità e sicurezza il profilo è sovrapponibile al placebo (studio FREEDOMS) alla dose scelta per l’impiego nella pratica clinica. Le aree di attenzione (bradicardia alla prima dose, aumentato rischio di edema maculare, possibile aumento rischio di infezioni) appaiono in linea con quanto noto sul meccanismo d’azione e sul profilo farmacologico di fingolimod e sono gestibili con un piano di attività clinica proiettato a minimizzare il rischio.

Sono disponibili stime sulla situazione epidemiologica della Sua regione? Ci può segnalare qualche iniziativa nell’ambito del trattamento e dell’assistenza ai pazienti con Sclerosi Multipla portata avanti dal Suo Centro?

In Lombardia la stima è di 10.030 pazienti con Sclerosi Multipla ed a Bergamo i malati sono circa 1.200. Nel 2011 le nuove diagnosi fatte nella divisione neurologica degli Ospedali Riuniti di Bergamo sono state 38. Il Centro per la Sclerosi Multipla presta particolare attenzione alla comunicazione della diagnosi e per aiutare i giovani pazienti ad affrontare l’impatto della malattia. Per questo ci avvaliamo di una stretta collaborazione con il Centro di psicologia clinica diretto dal dottor Spada. I neo-diagnosticati che lo desiderano possono avvalersi di colloqui di sostegno individuali, opportunità estesa anche ai famigliari (genitori o partner), questo perché apprendere di essere affetto da Sclerosi Multipla ha spesso un effetto drammatico non solo sul paziente ma anche su chi gli è vicino. Particolare attenzione riserviamo all’aspetto della rieducazione motoria e anche in questo caso ci avvaliamo della collaborazione del Centro di riabilitazione diretto dal dottor Molinero. Organizziamo inoltre incontri di gruppo a libera partecipazione affinché i pazienti possano discutere con i medici del Centro Sclerosi Multipla e con le infermiere dedicate su problematiche che riguardano la malattia e la gestione dei farmaci. Periodicamente si tengono riunioni a tema chiamate “Incontro con l’esperto” organizzate grazie al sostegno dell’AISM sezione di Bergamo, durante le quali viene approfondito un aspetto della patologia. Nel 2011 abbiamo affrontato i seguenti temi: nuovi farmaci, la fatica, la depressione, la gravidanza, leggi e certificazioni.

Commenti

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  1. Scritto da Pietro

    il farmaco è potere! vi da la possibilità di gestire budget milionari con le case farmaceutiche.
    un po di conti solo nella bergamasca: una confezione di farmaco costa 2000 euro al mese per paziente, con 1200 pazienti sono quasi 30 milioni di euro di spesa all’anno, solo nella provincia di Bergamo !
    Ecco perchè qualsiasi altra cura che non sia farmacologica è estremamente osteggiata da tutti, neurologi in primis.
    Vedi quanto stanno facendo contro la CCSVI, per screditare, snobbare, deridere e cancellare il pericolo che ogni neurologo come la scrivente di questo articolo perda il potere, perda quei 30 milioni di euro di budget annuo.

  2. Scritto da riccardo

    SM Rottoli Farmaco