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Piano cave, storia infinita Nuova polemica in Regione

Dopo l'ennesima modifica dovuta ad una sentenza del Tar il Pd, il accordo con l'Italia dei Valori, chiede un'audizione all'assessore Marcello Raimondi. "Il piano è ormai in balia di eventi giudiziari. Per le aziende nessuna certezza".

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Proseguono le polemiche sul Piano cave della Provincia di Bergamo, partorito ormai cinque anni fa, ma sempre al centro di modifiche, proteste e ricorsi al Tar.

L’ultima tappa proprio nella mattinata di oggi, 1 febbraio, quando la Commissione ambiente del Pirellone, presieduta dal leghista bergamasco Giosuè Frosio, ha apportato una modifica dovuta ad una sentenza del Tar. Una semplice "modifica planimetrica" secondo Frosio, "senza modifiche sostanziali né ai volumi né ai perimetri dell’ambito in questione". E si tratta dell’ambito estrattivo 25, riguardante Rogno e Costa Volpino. Ma la pensa molto diversamente il consigliere dell’Idv Gabriele Sola, che ha votato contro la modifica. "Per l’ennesima volta Regione Lombardia interviene sul Piano cave di Bergamo fingendo di ignorare un dato che noi, invece, riteniamo oggettivo: sulla base due sentenze del Tar di Brescia, il piano cave è da considerarsi decaduto. Attraverso il voto negativo ho anche voluto esprimere una valutazione di merito sull’aumento di profondità dello scavo dell’Ambito territoriale estrattivo 25. Due le ragioni: la prima, è che la commissione ambiente è chiamata troppo spesso a valutare richieste di modifiche tecniche, apparentemente di poco conto, che però di fatto incidono (sistematicamente in negativo) sul territorio. La seconda si riferisce al parere tecnico rilasciato dall’autorità di bacino, negativo già dal 2005". Insomma secondo Sola il piano cave rappresenta ormai un monumentale caso di "cattiva politica e di offesa al territorio che merita un confronto definitivo con la Giunta regionale. Per questo ho sottoscritto convintamente la richiesta del Pd di convocare una seduta di commissione ad hoc con la partecipazione dell’assessore Raimondi”.

La richiesta del Pd, appunto. I consiglieri regionali Martina e Barboni sottolineano che un piano cave sottoposto a molti ricorsi al Tar per i diversi ambiti estrattivi previsti, mette a rischio il lavoro di tante aziende. "Una situazione sempre più confusa e precaria – secondo i due consiglieri regionali -. Si susseguono ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato per fare valere o per fare rispettare possibili diritti acquisiti. Amministrazioni comunali e operatori del settore sono in balia degli eventi giudiziari che non consentono alcuna seria programmazione estrattiva e di bilancio". Per questi motivi i consiglieri del Pd ritengono necessaria una valutazione complessiva sullo "stato attuale di attuazione del Piano cave orobico, con relativa audizione in Commissione Ambiente dell’assessore Raimondi".

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