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Un ultrà senza lavoro: “Doni? Tradito e schifato” video

Il nome di Cristiano Doni divide il popolo atalantino. C'è chi ancora lo difende e chi lo attacca senza mezze misure: "E' 30 anni che vado a vedere l'Atalanta, sono affranto. E da disoccupato dico che è una vergogna, i giocatori hanno già tanti soldi".

Il nome di Cristiano Doni divide sempre di più il popolo atalantino. Se da una parte c’è chi ancora difende a spada tratta "il capitano”, dall’altra c’è chi non riesce a non attaccarlo dopo l’arresto di lunedì mattina: “Se è suonata una campana vuol dire che qualcosa c’è –commenta un ultrà nerazzurro- altrimenti gli inquirenti non stanno a lavorare per niente. Già nel 2001 secondo me era colpevole. Non gliel’ho mai perdonata, assolutamente no”. Le notizie, e le immagini, dell’arresto sono state tanto inaspettate quanto dolorose per i sostenitori della Dea: “Sono molto giù di morale, in tutti i sensi. Loro giocatori hanno soldi e hanno tutto. Non so cosa vogliono di più. E poi c’è gente come me che è a casa dal lavoro e non sa come mantenersi. E’ una cosa che deve finire”. E anche un ultrà storico può arrivare al punto di sentirsi tradito da una bandiera come Doni: “Certo che lo sono. Io è dal 1982 che vado a vedere l’Atalanta e mi ha deluso molto. Mi dispiace dirlo ma è così”. Nel frattempo anche la squadra potrebbe rischiare di essere nuovamente coinvolta nella vicenda: “Speriamo che non ci tolgano altri punti altrimenti diventa dura. Spero non ci vada di mezzo la società perché non c’entra nulla”.

C’è anche chi però rimane fedele al simbolo dell’Atalanta di questi ultimi anni e non si sbilancia sulla questione che lo ha coinvolto: “Se ha fatto quello che dicono merita di restare dentro. Però bisogna vedere ancora se è colpevole, adesso l’hanno arrestato però non si sa. Se ha combinato qualcosa ci rimetterà. Aspettiamo gli sviluppi e vedremo, per il momento meglio non dire altro”.  

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