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“Noi Commercialisti: non casta, professionisti”

All'assemblea annuale dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo, il presidente Alberto Carrara ha tracciato il bilancio del 2011 e quello futuro per il 2012, cogliendo l'occasione per criticare le manovre della Legge di Stabilità contro l'Ordine.

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All’Ente Fiera Bergamo si è tenuta l’assemblea annuale dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo. L’incontro – a cui hanno partecipato 350 iscritti all’Ordine – ha avuto lo scopo di approvare il bilancio 2012, ma il presidente Alberto Carrara ha colto l’occasione per commentare la bozza del maxiemendamento della Legge di Stabilità – già criticata dall’Ordine nelle scorse settimane – e valutare le prospettive per il nuovo anno. “Siamo tutti consapevoli del grave momento di crisi economica che sta vivendo il nostro paese e di come l’azione di risanamento, indispensabile per evitare conseguenze ancora più disastrose, sarà certamente lunga e richiederà un impegno e una condivisione corale da parte di tutte le componenti della società Italiana” ha commentato Carrara in esordio “Questo non vuole dire che si debba accettare una mistificazione della realtà per trovare dei capri espiatori, come se la situazione di crisi fosse causata dall’esistenza di categorie professionali quale la nostra”. “Negli anni siamo sempre stati al fianco dell’amministrazione pubblica, con ampie funzioni di supplenza nei confronti delle carenze della stessa” ricorda Carrara “Vogliamo ricordare che abbiamo da tempo abolito i limiti tariffari, che abbiamo un obbligo di formazione continua, che siamo la categoria che ha meno riserve di legge. Cosa chiediamo al legislatore? Chiediamo solamente di poter svolgere il nostro lavoro con una certezza sulle prospettive future che non devono essere messe a repentaglio da scelte legislative”. Tra le proposte criticate, c’è quella di ridurre i membri del collegio sindacale delle Srl e Spa, con meno di 10 milioni di capitale sociale, dai tre attuali a uno solo e l’intenzione di legittimare società in cui il socio di capitale potrà avere la maggioranza e partecipare all’amministrazione della società. “Se il primo coincide con un massiccio depotenziamento dell’organo storicamente deputato a sorvegliare la legalità dell’amministrazione, cancellando con un tratto di penna le nostre competenze e professionalità, il secondo è un atto altrettanto grave” commenta Carrara “Perché alle società professionali non servono solo capitali ma soprattutto cervelli e competenza, ma questo il legislatore non sembra averlo capito assimilando il nostro lavoro non ad attività professionali bensì ad attività di erogazione di servizi”. Per quanto riguarda il bilancio dell’Ordine, il presidente Carrara ha elencato le azioni svolte nel corso dell’anno, a modello per il futuro: tra queste l’organizzazione di 137 corsi, per un totale di 605 ore, di cui 123 gratuite. Un impegno destinato a continuare anche nel 2012, estendendosi anche sul fronte dell’accessibilità agli eventi formativi e allo stesso ordine professionale, con una quota ridotta d’iscrizione per i giovani neo-iscritti per i primi cinque anni. Strategie come queste hanno postato alla crescita dell’Ordine di Bergamo, che ha raggiunto quota 1573 iscrizioni (a cui si aggiungono 184 praticanti). Il presidente Carrara ha anche ricordato il ruolo svolto nel 2011 dalle Commissioni Istituzionali, organismi costituiti all’inizio del 2009 e deputati all’approfondimento di temi specifici riguardanti l’attività professionale e l’organizzazione di convegni di aggiornamento. Infine Carrara ha sottolineato il ruolo fondamentale delle collaborazioni con le altre istituzioni del territorio, con la costituzione – grazie al supporto della Camera di Commercio e degli Ordini degli avvocati e dei notai – è stato costituito un Organismo di conciliazione e ha concluso invitando tutti a considerare l’Ordine come “una casa comune”, in cui dialogare costruttivamente.

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Commenti

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  1. Scritto da ce

    Casta, casta! …

  2. Scritto da Ernesto

    Personalmente lascerei in italia solo gli ordini dei medici, notai e avvocati (come nella maggior parte del mondo) con rigorosa eliminazione delle tariffe minime. Aboliti totalmente tutti gli altri ordini.