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Il vescovo al Rotary: confesso, non sono un familista fotogallery

Mons. Beschi conferma la propria capacità di approfondire e stupire: "La famiglia ha subito trasformazioni importanti che meritano più attenzione anche da parte della Chiesa"

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Martedì, serata particolare per cinque club rotariani di Bergamo (Bergamo, Bergamo Città Alta, Bergamo Nord, Bergamo Ovest e Bergamo Sud). Una serata ad ascoltare il vescovo Francesco Beschi su temi cari al Rotary: famiglia e lavoro. Una serata in cui monsignor Beschi conferma la propria capacità di approfondire e anche stupire. L’ha fatto proprio parlando della famiglia  ("fondamentale per le relazioni socio-affettive)" e sgombrando subito il campo da facili retoriche: "Non sono un familista, lo confesso. Non mi riconosco in certe idealizzazioni della famiglia. Non penso che la famiglia rappresenti l’unica realtà significativa dell’esistenza".

Questa premessa per spiegare poi che, certo, la famiglia "rappresenta una potenza affettiva innegabile, per certi versi esorbitante nel senso che a volte frena alcune esperienze che invece dovrebbero essere maggiormente presenti. Come l’educazione, compito troppo spesso messo in secondo piano, dopo l’amore e la difesa dei componenti". Con tutti i rischi che questo comporta.
Ma va oltre il vescovo, evidenziando il peso della famiglia nella società, nel lavoro: "La forza della famiglia sotto il profilo economico e sociale in Italia in particolare è sempre stata eccezionale. Questo ha portato a una tutela pesante sì ma anche a carenze nelle politiche a sostegno della famiglia stessa, tanto era capace da sola di badare a se stessa".

Così oggi, in piena crisi e con pochi servizi e con la famiglia che va cambiando, la situazione è tutta in divenire: "La famiglia ha subito trasformazioni importanti che secondo me meritano più attenzione anche da parte della Chiesa", commenta monsignor Beschi e parla chiaramente delle differenze di relazione tra le due persone, uomo e donna, che generano la famiglia: "Per tanto, tanto tempo non è stata messa in discussione questa relazione, oggi invece sì, culturalmente, socialmente e dal punto di vista legislativo. Non possiamo far finta di niente".

Di famiglia e lavoro aveva parlato nel saluto introduttivo il presidente del Rotary Bergamo Nord, Luca Sacerdote, e hanno continuato a farlo i tanti intervenuti che, al termine della relazione del vescovo, hanno sollecitato a mons. Beschi ulteriori approfondimenti. 

 

 

 

 

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Commenti

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  1. Scritto da luciano015

    Mi sembra che l’ostinazione con cui la Chiesa si oppone a qualsiasi riconoscimento di un dato di fatto come le convivenze (è quasi commovente come il Vescovo Beschi eviti anche di nominarle) è solo un problema della Chiesa stessa.
    La società ormai prosegue da sola,e e gli intralci di qualche integralista impediscono solo di legiferare secondo buon senso e in aderenza alle cose.

  2. Scritto da sergio

    Stupisce, il nostro bravo vescovo Francesco, anche quando afferma pragmaticamente di osservare la realtà dove vive e pascolano le sue “pecorelle”, in quanto l’ovvietà consiglia di non chiudere gli occhi davanti all’evidenza di una società in rapida trasformazione, che non vuol dire involuzione, ma evoluzione, se si aprono gli occhi e si guadano e si guidano i cambiamenti in senso cristiano, per chi ci crede fermamente come lui e non come tanti conservatori della gerarchia cattolica romana..