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Sarkozy: “L’Italia faccia quel che deve”

La presidenza della repubblica francese assicura che ''l'impegno dei dirigenti di Francia e Germania "per sostenere l'Italia è molto forte", ma "l'Italia faccia ciò che si è impegnata a fare".

"Se c’è un problema italiano, il cuore della zona euro è stato raggiunto": lo dice l’Eliseo. La presidenza della repubblica francese assicura che ”l’impegno dei dirigenti di Francia e Germania "per sostenere l’Italia è molto forte", ma "l’Italia faccia ciò che si è impegnata a fare".

Fonti dell’Eliseo dicono che ”l’impegno” dell’Italia ”non sono messi in dubbio da nessuno”. Il Fondo monetario internazionale starebbe preparando un fondo di 600 miliardi di euro in soccorso dell’Italia se la crisi finanziaria dovesse aggravarsi. Le stesse fonti ricordano inoltre come la Bce ”continui a comprare titoli di debito”, ma che spetta a essa ”fare di più oppure di meno” in questo campo. Intanto arriva un grido d’allarme da Oltremanica.

Il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne sottolinea che la crisi nell’Eurozona rappresenta ”una situazione difficile e pericolosa” ed un crollo disordinato dell’eurozona avrebbe ”effetti estremamente agghiaccianti sul Regno Unito”. Londra ha velocizzato i piani di emergenza proprio a causa della crisi dell’euro e di un suo possibile collasso. ‘Questo non vuol dire che stiamo prevedendo qualche particolare conclusione, ma che ci stiamo semplicemente preparando a quello che emergerà nel mondo o nell’Eurozona”, ha spiegato Osborne alla Bbc. ”La situazione economica che stanno fronteggiando molti Paesi in questo momento è molto, molto difficile. E questo ha chiaramente un impatto sulla Gran Bretagna, sulle nostre prospettive di crescita ed è un’ulteriore sfida per le nostre finanze pubbliche”, ha aggiunto Osborne.

Dalle pagine del Sunday Times, invece, il direttore dei mercati della Banca d’Inghilterra, Paul Fisher, ha spiegato che il Paese potrebbe aver bisogno di ulteriori stimoli monetari per sostenere l’economia. ”Penso che potremmo fare qualcosa di più”, ha dichiarato, lasciando intendere nuove politiche di quantitative easing nel futuro. Intanto prende sempre più campo l’ipotesi di un nuovo patto di Stabilità a breve. Un’ipotesi, scrive il tedesco Welt Am Sonntag, che potrebbe convincere e consentire alla Bce di incrementare ulteriormente i propri acquisti di titoli di Stato. Secondo l’edizione domenicale del quotidiano, il cambiamento degli attuali trattati Ue richiederebbe troppo tempo e allora i Paesi Europei, sulla base di quanto avanzato da Germania e Francia, potrebbero decidere di adottare fra di loro un nuovo Patto di Stabilità per rafforzare la disciplina di bilancio, da adottarsi preferibilmente prima del 2012.

Nei termini del nuovo accordo, che ricalcherebbe la prima versione del Trattato di Schengen sulla libera circolazione, ci sarebbero rigide regole sul deficit e il diritto di controllo sui bilanci nazionali. La Bce potrebbe anche rafforzare il suo ruolo ‘anti-crisi’, spiega il quotidiano che cita un banchiere centrale: ‘‘Se i politici trovano un accordo in una direzione accettabile, la Bce potrebbe intervenire ed aiutare”.

Restano alcuni attriti da risolvere fra Berlino e Parigi. La Germania spinge con decisione per cambiare i trattati Ue in modo che un Paese possa essere citato di fronte alla Corte Europea di Giustizia per la rottura delle regole di Bilancio. Mentre l’Eliseo mostra resistenza nel permettere che i bilanci della Francia siano sottoposti allo scrutinio di una ‘conferenza intergovernativa’ a Bruxelles.

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